Di fronte allintervento Americano e a una nuova offensiva controrivoluzionaria

Venezuela

Per sconfiggere la reazione la rivoluzione deve avanzare verso il socialismo!

Negli ultimi giorni si è intensificata la campagna di provocazioni e pressioni contro il processo rivoluzionario in Venezuela, da parte dell’imperialismo Usa. Rappresentanti di primo piano dell’amministrazione americana hanno rilasciato dichiarazioni e fatto pressioni sul consiglio elettorale nazionale (Cen) perché sostenga l’opposizione nel suo tentativo di convocare un referendum per far dimettere il presidente. Il governo venezuelano ha denunciato pubblicamente questo crescente intervento esterno. Sono anche state trovate prove di come Sumate, l’organizzazione dell’opposizione che sta coordinando la raccolta di firme, ha ricevuto dei finanziamenti dal “US National Endowment for Democracy” (Fondo nazionale Usa per la Democrazia) cosi come molte altre organizzazioni dell’opposizione (per maggiori dettagli visitate il sito web: www.venezuelafoia.info/)

 

Naturalmente i reazionari non riconosceranno mai una decisione del Cen contro la validità delle firme che avrebbero già raccolto. Ci sono sospetti molto diffusi di manovre fraudolente avvenute durante la raccolta di firme da parte dellopposizione, sembra addirittura che migliaia di moduli di firme abbiano la stessa scrittura.

Denunciamo questa campagna come un nuovo tentativo di rovesciare il governo Chavez e arrestare il processo rivoluzionario che si è aperto in Venezuela. Limperialismo e lelite dominante locale non possono più tollerare lattuale situazione. Non possono tollerare un governo che aumenta gli investimenti nella sanità e nelleducazione, che si rifiuta di privatizzare le imprese e i servizi pubblici, che si oppone allaccordo di libero scambio per il Nord America (Nafta), conferma il carattere pubblico del settore petrolifero, ecc. Ma soprattutto non possono tollerare il processo di organizzazione e di politicizzazione delle masse che si è sviluppato nel paese. Il movimento rivoluzionario delle masse venezuelane ha già sconfitto per due volte i piani dellimperialismo e delloligarchia locale, quando hanno organizzato il colpo di stato dell11 aprile 2002 e poi durante la serrata padronale e il sabotaggio del settore petrolifero del dicembre 2002/gennaio 2003.

 

Ma il pericolo di un colpo di stato reazionario non è sparito del tutto. Loligarchia locale e limperialismo proveranno più e più volte a fermare il processo rivoluzionario. Anche se ora sono più deboli, più divisi e demoralizzati, non si puo abbassare la guardia. Lunico modo per proteggere il processo rivoluzionario è quello di rafforzarlo e di andare avanti. Quelli che hanno organizzato il colpo di stato e il sabotaggio del settore petrolifero sono ancora liberi o in esilio. Devono essere processati. Ma il sistema giuridico è ancora fermamente controllato dalla reazione. Questo è stato ampiamente dimostrato quando la Corte suprema di giustizia ha dichiarato che non cè stato nessun colpo di stato nellaprile 2002 ma solo un vuoto di potere. Il vecchio sistema di giustizia reazionario deve essere smembrato e deve essere stabilito il principio dellelezione popolare dei giudici come unica garanzia per un sistema giuridico giusto che difenda le masse e non i ricchi.

 

Loligarchia venezuelana e le imprese multinazionali controllano ancora i mezzi di comunicazione, lindustria privata e il sistema bancario. Usano la proprietà di queste leve fondamentali della società per sabotare la volontà della maggioranza e per preparare un nuovo colpo di stato reazionario. Devono essere nazionalizzati e posti sotto il controllo democratico dei lavoratori e della popolazione. Queste risorse devono essere utilizzate per soddisfare i bisogni della maggioranza allinterno di una pianificazione democratica delleconomia.

Nonostante il sabotaggio del settore petrolifero sia stato sconfitto dallazione diretta dei lavoratori che hanno preso il controllo dellindustria petrolifera (insieme alle comunità locali e alla guardia nazionale), la medesima struttura burocratica è ancora fondamentalmente presente nella Pdvsa, lindustria petrolifera statale. La Pdvsa deve essere posta sotto la gestione e il controllo democratico dei lavoratori, questo è lunico modo di impedire che emerga una nuova burocrazia che gestisca limpresa per il suo interesse.

 

Anche se molti ufficiali reazionari hanno abbandonato lesercito quando si sono ammutinati, molti altri sono ancora attivi nellesercito e la struttura borghese tradizionale dellesercito è ancora in gran parte intatta. Solo formando comitati di soldati e ufficiali rivoluzionari collegati alle organizzazioni rivoluzionarie dei lavoratori e della popolazione che già esistono al di fuori dellesercito si potrà garantire che lesercito non sarà usato contro la popolazione.

 

I ministeri e lapparato statale in generale sono pieni di reazionari che sabotano costantemente il processo rivoluzionario. Queste istituzioni capitaliste devono essere abolite e sostituite dallelezione popolare di tutte le cariche pubbliche con diritto di revoca e con uno stipendio non superiore a quello di un lavoratore specializzato.

 

Il movimento rivoluzionario dei lavoratori e della popolazione ha dimostrato ancora una voltala sua volontà di combattere la reazione, ma le organizzazioni rivoluzionarie sono ancora piccole, divise e disperse. Devono essere unite sulla base di assemblee rivoluzionarie e di comitati di difesa rivoluzionari in tutti i quartieri operai, fabbriche, scuole e villaggi, dove le tendenze politiche rivoluzionarie siano libere di portare le loro posizioni in modo che possano essere democraticamente discusse. Questi comitati devono essere coordinati a livello locale, statale e nazionale sulla base di rappresentanti democraticamente eletti con diritto di revoca. Solo attraverso un dibattito democratico il movimento rivoluzionario potrà raggiungere lunità necessaria.

 

Se queste misure fossero applicate rappresenterebbero linizio di un movimento verso il socialismo. Questa è lunica via per assicurare il futuro del processo rivoluzionario. Alcuni diranno che lapplicazione di queste misure sarebbe una provocazione verso limperialismo americano e porterebbero ad un intervento militare, ma in realtà limperialismo Usa e loligarchia locale non hanno bisogno di nessun altra provocazione, hanno cospirato e sono intervenuti contro il processo rivoluzionario sin dallinizio. Solo facendo appello ai lavoratori e ai contadini del resto dellAmerica Latina e agli stessi lavoratori americani di seguire la stessa strada del popolo venezuelano prendendo il futuro nelle proprie mani si può impedire o sconfiggere un intervento imperialista. Una rivoluzione socialista in Venezuela con un chiaro appello internazionalista sarebbe un punto di riferimento formidabile per le masse di lavoratori e contadini in tutto il continente che hanno già cominciato a muoversi in paesi come lArgentina, lEquador, la Bolivia, la repubblica dominicana, ecc. Lunico modo per salvare la rivoluzione è di estenderla.

 

No allintervento Usa in Venezuela!

Difendiamo la rivoluzione venezuelana!

Avanti verso il socialismo!

 

Comitato editoriale di In Defence of Marxism
El Militante, Argentina
Der Funke, Austria
Vonk, Belgio
Socialist Appeal, Gran Bretagna
L'Humanite, Canada
Socialistiki Ekfrasi, Cipro
Socialistik Standpunkt, Danimarca
La Riposte, Francia
Der Funke, Germania
Socialistiki Ekfrasi, Grecia
In Defence of Marxism Circle, Israele/Palestina
Falce Martello, Italia
Periodico Obrero Militante, Messico
Workers Alternative, Nigeria
Jeddo Judh (The Struggle), Pakistan
Fuerza de Izquierda Socialista, Peru
Socjalizm, Polonia
Rabochaya Demokratia, Russia
Naprej!, Slovenia
El Militante, Spagna
Socialisten, Svezia
Workers International League, Stati Uniti dAmerica
Revolutionary Marxist Current (El Topo Obrero - El Militante), Venezuela
Pobunjeni Um, Jugoslavia

 

 

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