Centurie nere

Bande di estrema destra impegnate in atti di terrorismo e progrom antisemiti.

 

Cadetti

Così chiamati dalle iniziali del nome del Partito costituzionale democratico (Kd). Quello dei Cadetti era il partito della borghesia liberale, fondato nel 1905, si caratterizzava per un programma di riforme politiche finalizzate all’instaurazione di una monarchia costituzionale o una repubblica parlamentare borghese. Dopo la rivoluzione di febbraio i Cadetti guidarono il primo governo provvisorio, in carica fino ad aprile, quando entrò in crisi per via della propria politica a favore della prosecuzione della guerra. Nell’arco del 1917 si spostarono su posizioni sempre più apertamente conservatrici e reazionarie man mano che si approfondivano le richieste sociali ed economiche delle masse.

 

Partito socialista rivoluzionario

Chiamati Sr, dalle iniziali del loro nome. Il Psr era nato nel 1902 ed originariamente era il partito rivoluzionario dei contadini. Erede della tradizione populista e terrorista russa, gli Sr erano promotori di un vago programma di socialismo agrario, basato sulla socializzazione delle terre. Al suo interno convivevano posizioni molto diverse: dai sostenitori più moderati del movimento cooperativo ai terroristi. Dopo la rivoluzione di febbraio entrarono a farne parte molti che non erano mai stati socialisti. Kerenskij, che sotto lo zarismo apparteneva ai Populisti socialisti o trudovichi (Gruppo del lavoro) passò a questo partito nelle prime settimane della rivoluzione. I socialisti rivoluzionari furono uno dei pilastri del governo provvisorio. Quando nell’autunno del 1917 il ministro dell’interno Avksentiev, un Sr, cominciò ad arrestare i comitati dei contadini, composti sempre da socialisti rivoluzionari, gli intellettuali più giovani e audaci ruppero col partito principale, di cui non condividevano le politiche sulla terra e sulla guerra, e formarono un nuovo partito: il Partito socialista rivoluzionario di sinistra, che più tardi entrerà a far parte del governo della repubblica dei Soviet con i bolscevichi.

 

Partito operaio socialdemocratico russo

Fondato nel 1898, era il partito dei socialisti marxisti. Nel congresso tenuto nel 1903 il partito si divise, su una questione tattica, in due fazioni: la maggioranza (bol’sinstvo) e la minoranza (men’sinstvo), da cui bolscevichi e menscevichi, membri della maggioranza e membri della minoranza.

 

a) Menscevichi
Questo partito comprendeva tutte le sfumature dei socialisti che credevano che la società dovesse progredire per via gradualista verso il socialismo. Contavano tra le proprie fila settori del proletariato e della piccola borghesia. Sostenevano che nello sviluppo della Russia fosse necessaria una tappa borghese, caratterizzata da riforme democratiche e progressiste. Proprio per questo svilupparono una politica conciliatoria nei confronti della borghesia liberale, partecipando ai governi di coalizione e finendo per subordinare gli interessi delle masse a quelli dei capitalisti.

 

b) Bolscevichi

La frazione bolscevica del Posdr, divenne partito autonomo nel 1912; nel 1918 cambierà denominazione in Partito comunista russo (bolscevico), per sottolineare la netta separazione dalla tradizione del socialismo “moderato” che dominava i menscevichi. Questo partito esprimeva le aspirazioni soprattutto degli operai delle fabbriche, ma anche di una larga parte dei contadini poveri. Fu il partito che diresse l’insurrezione dell’ottobre e il passaggio del potere nelle mani dei soviet degli operai e dei contadini, al fine dell’instaurazione del socialismo.