di Franco Bavila e Antonio Erpice • La rivoluzione d’ottobre diede un impulso eccezionale allo sviluppo dell’arte in Russia. Già dal primo decennio del secolo erano emerse nel paese le prime correnti d’avanguardia, con la creazione della repubblica dei soviet e l’inizio della costruzione di una nuova società, le avanguardie trovarono un terreno ideale per sperimentare nuove possibilità in ogni campo delle arti.

Leggi tutto: L’Ottobre e l’arte

di Francesco Giliani • Come è noto, presentare le rivoluzioni come processi generati dall’intervento straniero ed i rivoluzionari come agenti sul libro-paga di una qualche potenza estera è una costante sociale nell’agire della classe dominante. La troviamo nelle rivoluzioni borghesi d’età moderna (XVII e XVIII secolo) ed anche in quelle proletarie e socialiste del XX secolo. La repressione seguita alle “primavere arabe” ha dimostrato che tale tendenza non ha smesso di funzionare nel XXI secolo.

Leggi tutto: Lenin e l’“oro” del Kaiser: obiettivi e miseria di una calunnia antibolscevica

di Jacopo Renda • Il movimento anarchico ha una lunga tradizione in Russia, lo testimoniano importanti figure teoriche dell’anarchia come Nikolai Bakunin e Petr Alekseevic Kropotkin. Non è facile ricostruire i rapporti tra gli anarchici e la rivoluzione russa perché il movimento libertario fin dalle sue origini si divise in molti gruppi e frazioni. In particolare attorno alla questione della rivoluzione d’ottobre e dello Stato operaio, mentre una parte venne affascinata e conquistata dalla prima rivoluzione operaia vittoriosa, un’altra rimase scettica fin dall’inizio, per passare in aperta opposizione, anche armata, nei mesi successivi alla presa del Palazzo d’Inverno. In questo articolo proveremo a ricostruire per sommi capi il rapporto tra anarchismo e rivoluzione russa

Leggi tutto: Gli anarchici e l’Ottobre

di Lev Trotskij • La caduta dello zarismo nel febbraio 1917 significò naturalmente un enorme passo avanti. Ma se si considera la rivoluzione di febbraio nel suo quadro specifico, cioè non come progresso verso l’Ottobre, si vede che essa comportò soltanto un avvicinamento della Russia al tipo di repubblica borghese quale è per esempio la Francia. I partiti rivoluzionari piccolo borghesi considerano la rivoluzione di febbraio, secondo il loro interesse, non come una rivoluzione borghese e neppure come un passo avanti verso la rivoluzione socialista, ma come un fatto “democratico” fine a se stesso.

Leggi tutto: Lezioni dell’Ottobre (estratto)

di Serena Capodicasa • Definire “guerra civile” l’insieme delle operazioni militari che sconvolsero la Russia tra la fine del 1917 e il 1922 è una semplificazione che ne riduce la sostanza allo scontro tra rossi e bianchi. In realtà, schierati contro le linee in difesa della rivoluzione, c’erano non solo russi bianchi ma anche soldati francesi, britannici, rumeni, greci, americani, estoni, italiani, cinesi, australiani, giapponesi, canadesi, cecoslovacchi, polacchi, serbi, tedeschi, austriaci, turchi, bulgari, svedesi; eserciti di nazioni che appartenevano agli schieramenti opposti della Prima guerra mondiale, ma che in questa guerra si ritrovarono con estrema naturalezza unite in una causa comune, efficacemente sintetizzata da Winston Churchill: “Il bolscevismo deve essere strangolato nella culla”.

Leggi tutto: La guerra civile russa. Come fu possibile difendere la rivoluzione

di Alan Woods (tratto da Bolshevism, The Road to Revolution) • I critici borghesi del bolscevismo descrivono frequentemente la rivoluzione d’ottobre come un colpo di Stato. Questo argomento è falso da cima a fondo.

Leggi tutto: L’Ottobre fu un colpo di Stato?

In difesa dell'Ottobre

 

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