Inauguriamo oggi una nuova rubrica del nostro sito, in cui verranno pubblicate una serie di guide alla lettura dedicate ai testi classici del marxismo. L’idea è quella di aiutare i nostri lettori ad assimilare i concetti chiave della teoria marxista, attraverso gli scritti dei grandi rivoluzionari del passato.

Per tutte le opere più importanti di Marx, Engels, Lenin e Trotskij, realizzeremo una breve scheda con:

1. Un’introduzione storica al testo;
2. Un rapido riassunto dei singoli capitoli;
3. Una serie di domande per favorire la riflessione e la discussione sugli argomenti trattati.


Per cominciare, non potevamo partire che con il libro dal quale tutto ha avuto inizio: il Manifesto del Partito comunista di Karl Marx e Friedrich Engels.

Il libro è reperibile nella nostra libreria marxista.

La redazione

 

Scritto nel 1847-48 da Karl Marx e Friedrich Engels, su incarico della Lega dei Comunisti di Londra, questo breve libro espone i principi fondamentali e la tattica del nascente movimento comunista di quel periodo, lo “spettro che si aggira per l’Europa”.

A differenza di molte altre opere di quell’epoca, il Manifesto del Partito comunista rimane una delle opere letterarie più influenti che siano mai state pubblicate. Sebbene sia stato scritto più di 170 anni fa, le idee, il metodo e le lezioni politiche in esso contenute mantengono la loro notevole freschezza. Anche se alcuni riferimenti alle figure politiche del tempo e alcune (ma non tutte) delle concrete rivendicazioni politiche avanzate alla fine del capitolo 2 sono state superate dagli eventi, la maggior parte del testo è come se fosse stata scritta solo ieri, con la sua spiegazione del potere schiacciante del mercato capitalista globale, della mercificazione del lavoro e delle abilità degli esseri umani e della divisione sempre crescente tra ricchi e poveri. Nonostante la data della sua pubblicazione, il Manifesto del Partito comunista è ancora oggi un’arma formidabile ed essenziale nell’arsenale dei rivoluzionari di tutto il mondo.

Nel suo messaggio il Manifesto è forse ancora più rilevante oggi di quando è stato scritto. Nel 1848 l’intera Europa era sull’orlo di una serie di rivoluzioni democratiche che avrebbero scosso il vecchio ordine assolutista, ma nelle quali la classe operaia non era ancora abbastanza sviluppata per arrivare al potere. Oggi, con la crisi profonda del sistema capitalistico globale, l’ultima frase del Manifesto non è mai stata così potente e urgente: “Lavoratori di tutti i paesi, unitevi!”

Capitolo 1: Borghesi e proletari

Per Marx e Engels, “la storia di ogni società esistita fino a questo momento, è storia di lotte di classi”. In questo capitolo, espongono ampiamente la storia della società di classe, in particolare della lotta della borghesia contro il sistema feudale in decadenza. E spiegano come la borghesia, dopo aver preso il potere in un paese, è costretta dal suo stesso sistema a rivoluzionare la produzione su scala mondiale, creando così “il suo becchino”: il proletariato.

 

Domande per la discussione:

  • Cosa intendono i marxisti per “classe”?
  • Cosa sono la borghesia e il proletariato?
  • Come è nato il capitalismo?
  • Quale relazione esiste tra lo sviluppo economico e la lotta politica? Possiamo trovare esempi di questo nella società di oggi?
  • Cosa intendono Marx e Engels quando scrivono, “La borghesia ha avuto nella storia una parte sommamente rivoluzionaria”?
  • In che modo questo capitolo prevede in anticipo la globalizzazione?
  • In che senso il capitalismo “rassomiglia al mago che non riesce più a dominare le potenze degli inferi da lui evocate”?
  • Come si forma il proletariato sotto il capitalismo?
  • Qual è il ruolo dei sindacati per Marx e Engels?

 

Capitolo2: Proletari e comunisti

In questo capitolo, Marx e Engels prima spiegano il ruolo dei comunisti nella lotta di classe e poi rispondo ad alcune delle principali accuse rivolte ai comunisti dai detrattori borghesi dell’epoca. Nel rispondere ai loro critici, Marx e Engels offrono ulteriori chiarimenti e spiegazioni sulle loro idee, ad esempio sulla questione di cosa si intende con “l’abolizione della proprietà privata” e della “famiglia borghese”, questioni che vengono sollevate ancora oggi. Infine, Marx e Engels espongono una lista di rivendicazioni che devono essere avanzate dai comunisti.

 

Domande per la discussione:

- Quali lezioni possiamo trarre dall’affermazione che “I comunisti non sono un partito particolare di fronte agli altri partiti operai”?

- Come possono i comunisti mettere “in rilievo” e far “valere gli interessi comuni, indipendenti dalla nazionalità, dell’intero proletariato”?

- Cos’è il “capitale”? Cos’è il “lavoro salariato”? E come si relazionano l’uno con l’altro?

- Qual è il ruolo dell’individuo in una società comunista?

- Cosa intendono Marx e Engels con “l’abolizione della famiglia”?

- Qual è il ruolo dello Stato, e che forma assumerebbe lo Stato in una società comunista?

  

Capitoli 3 e 4: Letteratura socialista e comunista – Posizione dei comunisti di fronte ai diversi partiti di opposizione

Nei capitoli finali del Manifesto del Partito comunista, Marx e Engels analizzano le altre tendenza socialiste presenti nella società. Nel farlo, ci forniscono un ulteriore approfondimento sulle caratteristiche specifiche delle loro idee. Oggi alcune delle tendenze che vengono criticate sono scomparse e sono quindi ormai di scarsa rilevanza. Tuttavia, alcune di esse, e in particolare il “socialismo borghese”, continuano a giocare un ruolo molto potente (e dannoso) nel movimento operaio e, di conseguenza, le critiche di Marx e Engels mantengono pienamente la loro forza anche ai giorni nostri.

 

Domande per la discussione:

  • In che senso il socialismo piccolo-borghese “è insieme reazionario e utopistico”?
  • Che cos’è il “vero” socialismo? E cosa gli conferisce le sue caratteristiche peculiari?
  • Quali esempi moderni di “socialismo borghese” possiamo trovare negli eventi politici recenti? Quale posizione dovrebbero assumere i comunisti nei confronti di questa tendenza?
  • Che cosa possiamo dire di positivo rispetto al socialismo “critico-utopistico”? Quali sono invece i suoi punti deboli?

Perché Marx e Engels danno il loro sostegno non solo a movimenti proletari come il cartismo in Inghilterra, ma anche a partiti democratici e nazionalisti in alcuni paesi?