Venezuela

Sulle orme di Venepal, ancora controllo operaio!

di William Sanabria

La Cnv produce valvole per la Pdvsa (l’industria petrolifera venezuelana). Il proprietario Andrés Sosa Pietri la aprì guarda caso quando era presidente della Pdvsa. Un esempio del carattere “imprenditoriale” e generoso della borghesia venezuelana! Sosa Pietri appoggiò la serrata padronale del dicembre 2002-gennaio 2003. Una volta sconfitta la serrata tentò di farla pagare ai lavoratori proponendo riduzioni salariali e altri attacchi.

I lavoratori non accettarono il sopruso e si mobilitarono. La risposta dell’imprenditore golpista fu il mancato pagamento dei salari e la chiusura dell’impresa. La fabbrica venne per questo presa dai lavoratori all’inizio del 2003 anche se in quel momento “nessuno di noi pensava che quella fosse un’occupazione permamente e ancora meno che quel conflitto potesse mantenersi per oltre due anni”, commenta uno degli operai della Cnv.

Da allora la lotta è sempre stata molto dura con numerosi tentativi di sgombero. A quel tempo il governatore dello Stato, che controllava la Polizia, era un dirigente dell’opposizione controrivoluzionaria, Enrique Mendoza.

Assieme ai lavoratori di un’altra azienda occupata nel centro di Caracas (l’industria di profumo Cristine Carol) sono state organizzate numerose manifestazioni che chiedevano la nazionalizzazione delle due imprese sotto il controllo operaio. A queste manifestazioni sostenute dal sindacato Unt parteciparono anche i lavoratori e le organizzazioni sindacali di Aragua, Carabobo e altri Stati. Ma alla fine per i limiti della direzione sindacale non si riuscì a unificare il movimento e la lotta della Cnv rimase isolata.

I lavoratori abbandonarono l’azienda per un periodo. Il 2004 fu un anno di arretramento della mobilitazione e di riflessione.

Ma la vittoria del No al referendum revocatorio dell’agosto 2004 e la recente nazionalizzazione della Venepal sono state fonte d’ispirazione per i lavoratori della Cnv che sono tornati alla carica occupando nuovamente l’azienda convinti questa volta di poter vincere.

Il 19 aprile scorso mentre si preparava la grande manifestazione per il 25 aprile a sostegno della richiesta di esproprio della fabbrica, i lavoratori della Cnv hanno incontrato Alan Woods e un gruppo di compagni della Corrente marxista rivoluzionaria (Cmr) del Venezuela.

L’incontro è stato aperto da Jorge Paredes, portavoce del Comitato di fabbrica, il quale ha ringraziato Alan e i compagni della Cmr per il sostegno che hanno garantito in questi due anni alla lotta della Cnv.

Nel suo intervento Alan Woods dopo aver parlato dell’enorme forza di cui dispone la classe operaia e sul carattere anarchico del sistema capitalista ha trattato il tema stringente che è oggi di fronte ai lavoratori venezuelani:

Non ho dubbi che la Cnv sarà espropriata ma questo non è sufficiente. Dopo questo è necessario che la produzione e tutta l’impresa rimanga sotto il controllo dei lavoratori. E non solo in questa impresa ma in tutta la società. È possibile farlo. Assemblee di reparto in ogni azienda che eleggono i propri rappresentanti, i quali renderanno conto all’assemblea che li ha eletti e saranno revocabili in qualsiasi momento. Che i delegati eletti in ogni fabbrica si riuniscano in una costituente operaia. Lo stesso avvenga in ogni quartiere, scuola, villaggio contadino… I delegati eletti (e revocabili) di ognuna di queste assemblee daranno vita ad assemblee provinciali fino ad arrivare ad un Assemblea nazionale dei delegati rivoluzionari. Così avremo un apparato statale formato dalle masse e sotto il controllo permanente dei lavoratori”.

Ha poi aggiunto:”In tutte le rivoluzioni la violenza è sempre stata generata dalle classi dominanti che non abbandonano i loro privilegi senza lottare. Il miglior modo di ottenere una rivoluzione, la più pacifica possibile, è approfittando dell’attuale momento favorevole per mobilitare tutta l’energia delle masse. Né l’imperialismo, indebolito dalla guerra in Iraq, né l’oligarchia potrà far nulla contro la forza delle masse mobilitate, organizzate e armate… Ciò che vedo in questo momento non è un gruppo di persone di questa o quella razza, di questo o quel paese, ma una parte di un esercito mondiale, l’esercito degli sfruttati, dei lavoratori, del proletariato, la classe che è chiamata a dirigere gli oppressi di tutto il mondo nella lotta per cambiare la società.”.

L’incontro si è concluso tra gli applausi ricordando l’importante manifestazione del 25 aprile.

Caracas, 21 aprile 2005.

 

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