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Venezuela - Gli affari dei commercianti di carne e il sabotaggio economico PDF Stampa E-mail
America Latina
Scritto da Antonio Betancourt (CMR – Inveval)   
Mercoledì 21 Marzo 2007 04:57
Questo breve articolo di Antonio Betancourt della cellula della Corriente Marxista Revolucionaria nella fabbrica occupata e in cogestione operaia Inveval, è un esempio chiaro ed estremamente concreto di come la borghesia e l’imperialismo, sconfitti sul terreno della mobilitazione e su quello democratico elettorale, cerchino di sabotare il processo rivoluzionario in atto in Venezuela, noncuranti del costo in vite umane delle loro azioni.

Partendo da un tema che interessa la vita quotidiana di milioni di lavoratori, fa capire altrettanto chiaramente il ruolo chiave della classe operaia nel combattere il sabotaggio economico in atto e come concretamente questi rappresentino

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Il controllo della domanda e dell’offerta è un compito fondamentale per i capitalisti. Questo permette loro di mantenere i grassi guadagni frutto dello sfruttamento dei lavoratori, e di massimizzare l’uso dei mezzi di produzione.

Oggi che il governo rivoluzionario si propone di evitare gli eccessi speculativi sul prezzo della carne e di garantire alla maggioranza delle famiglie venezuelane il fondamentale consumo di carne rossa, gli affamatori del popolo escogitano le arguzie più orribili. Vediamo così come questi miserabili manipolano l’economia senza nessuno scrupolo con strategie inumane e totalmente prive di etica.

Le imprese che commerciano carne, e tra loro i mattatoi privati, le catene o le cupole mafiose che gestiscono la distribuzione, le celle frigorifere industriali, quelle che la trattano e le grandi catene di supermercati, fanno del loro meglio per elevare e rendere cari i prezzi.

La impresa Minibruno, che tratta gli avanzi di carne, con i suoi camion raccoglie ogni settimana gli scarti prodotti dalla pulitura e dal dissossamento degli animali nei mattatoi e nei supermercati in vari punti del paese. Questa raccoglitrice di carogne con la sua flotta di camion fa il favore alle altre imprese di liberarle degli avanzi e di evitare loro il costoso fastidio del controllo igienico e ambientale al quale la legge le obbliga.

Ma questo non è tutto. Il carico maleodorante (grasso, ossa, piume, carne rossa di taglio infimo, uccelli morti per asfissia, viscere ecc.) diventa materia prima quasi regalata per produrre farine, grassi animali per l’industria chimica, aromi “naturali”, con profitti astronomici per i suoi proprietari.

Ma i favori non finiscono qua. Unicasa, una catena con più di 28 supermercati, dove si commerciano al dettaglio carne, verdura e pesce, nel 2003 fu chiusa per 48 ore dal Ministero dell’Industria e del Commercio, insieme a Lubrevas, impresa affine, perché mentre aumentava il prezzo della carne, del pollo e del pesce, consegnava ai suoi compari della Minibruno tonnellate di carne di prima scelta, interi capi di bestiame non squartati per la modica somma di 1000 bolivares al kilo (circa 35 centesimi di euro, ndt), lasciando vuote le sue stesse dispense!

Unicasa è uno tra i tanti fornitori di avanzi della Minibruno: conosciamo i loro propositi. Con la manipolazione diretta del mercato, rifiutandosi di acquistare i capi di bestiame dai piccoli allevatori e al contempo accaparrandosi e facendo scarseggiare la carne, intendono generare scontento e confusione nel popolo, e a creare nell’opinione pubblica l’idea che i prezzi siano così insostenibili così da obbligare il governo a non regolare il prezzo della carne.

Ma noi conosciamo fin troppo bene questo stratagemma tanto sfrontato nei confronti dei lavoratori, perché sono nostri compagni quelli che guidano i camion e fanno funzionare i depositi e controllano tutto il processo della carne. Ci infuria vedere come generi alimentari per il popolo siano inviati al processo di produzione di cibo per cani e gatti, con la complicità di multinazionali come Nestlè e Proagro della impresa Polar.

La classe operaia ha come imperativo quello di assumere il controllo dei mezzi di produzione per liberarci definitivamente degli sfruttatori e dei capitalisti e insieme al popolo pianificare l’economia nazionale.

Viva la classe operaia!

12 marzo 2007 

   

 
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