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Solidarietà con i lavoratori di Venepal PDF Stampa E-mail
America Latina
Scritto da La redazione   
Martedì 04 Aprile 2006 10:31

Un punto di svolta per la rivoluzione venezuelana

 Lo scorso 7 settembre i padroni della Venepal, una grossa cartiera a Moron, nello stato di Carabobo in Venezuela, hanno deciso di interrompere la produzione e di non pagare i salari a tutti i quattrocento dipendenti. Già un anno fa l’azienda aveva preso lo stesso provvedimento adducendo difficoltà finanziarie e i lavoratori avevano deciso di occupare lo stabilimento in una dura lotta durata undici settimane.

La lotta di Venepal è di estrema importanza e l’esito sarà cruciale per il futuro del movimento operaio e della rivoluzione bolivariana in Venezuela.

Venepal è uno dei principali produttori di carta e cartone del Venezuela e si trova in una delle zone industriali più importanti del paese. A un certo punto è arrivata ad impiegare circa 1600 lavoratori, controllando il 40% del mercato nazionale e collocandosi come una delle aziende principali del settore in tutta l’America Latina. In seguito i padroni hanno diminuito gli investimenti, perdendo progressivamente quote di mercato.

Nazionalizzazione sotto controllo operaio

In diverse occasioni il presidente Chavez aveva incitato i lavoratori ad occupare le fabbriche in caso di chiusura da parte del padrone. Così quando l’azienda ha per l’ennesima volta interrotto la produzione, i lavoratori hanno occupato lo stabilimento e proposto di nazionalizzare l’azienda sotto controllo operaio.

Spiegano come Venepal potrebbe funzionare a beneficio dell’intera nazione, ad esempio producendo carta per le “Misiones” (i progetti educativi del governo portati avanti dalle comunità locali). Inoltre i terreni di proprietà di Venepal intorno allo stabilimento includono edifici abbandonati, una scuola, un campo da baseball, un hotel con piscina, una centrale elettrica e perfino una pista di atterraggio per gli aeroplani. Gran parte di queste strutture sono oggi abbandonate, ma potrebbero essere messe a disposizione di tutta la popolazione.

I lavoratori hanno coinvolto la comunità locale nella loro lotta. È stata organizzata un’assemblea alla presenza delle Unità di Battaglia Elettorali (Ube) del luogo. Un rappresentante di una di esse ha affermato: “Siamo in una rivoluzione e questa lotta è la nostra lotta. Lottiamo per i lavoratori della Venepal e le loro famiglie, per la difesa della rivoluzione e per il nostro paese.”

Il 30 settembre, 700 persone hanno partecipato a un corteo per le strade della città di Moron. La radicalizzazione della lotta dei lavoratori di Venepal fa parte di un processo generale che vede dozzine di fabbriche e luoghi di lavoro, nel solo stato di Carabobo, dove i lavoratori rompono con la Ctv golpista e mafiosa e aderiscono alla Unt.

Lo scorso 6 ottobre si è tenuta una riunione regionale dell’Unt con più di cinquanta delegati sindacali per organizzare azioni di solidarietà con i lavoratori di Venepal. Erano presenti delegati delle principali fabbriche dello stato, tra cui Coca-Cola, Pirelli, Ford e General Motors. La solidarietà verso la lotta di Venepal è stata impressionante e sono stati raccolti decine di migliaia di Bolivar a sostegno dei lavoratori in lotta. È stata approvata una risoluzione che rivendica la nazionalizzazione sotto controllo operaio di Venepal e fa appello a tutte le strutture dell’Unt ad appoggiare la lotta.

Si è lanciata alla fine una campagna nazionale e internazionale di solidarietà con lo slogan “Nazionalizzazione di Venepal sotto il controllo operaio”.

La redazione di FalceMartello raccoglie questo appello. È necessario sostenere la lotta dei lavoratori di Venepal e discuterla in tutti i posti di lavoro. Già in diverse città d’Italia abbiamo organizzato iniziative di solidarietà.

I messaggi di solidarietà da parte di singoli compagni, di Rsu e strutture sindacali possono essere spediti a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e per conoscenza a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

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