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Cento assemblee sul Venezuela rivoluzionario PDF Stampa E-mail
America Latina
Scritto da Roberto Sarti   
Mercoledì 05 Aprile 2006 09:33

In occasione dell'uscita del nuovo libro di Alan Woods

"Nei prossimi vent'anni, è mia convinzione che si deciderà il destino dell'umanità, si deciderà tra socialismo e barbarie. (…) Per questo è necessario procedere alla costruzione del Socialismo del ventunesimo secolo, sulla base delle idee originarie di Marx ed Engels ed anche di grandi pensatori contemporanei come Dietrich o Alan Woods" Hugo Chavez Frias, Presidente del Venezuela

La rivoluzione in Venezuela avanza a grandi passi. Le nazionalizzazioni delle aziende abbandonate dal padronato, che dovevano essere un'eccezione quando è stata espropriata la Venepal, lo scorso gennaio, assumono un carattere sempre più generalizzato.

In luglio il Presidente Hugo Chavez aveva annunciato che nel paese esistevano ben 1.149 aziende improduttive o di cui la capacità produttiva era gravemente sottoutilizzata e che si sarebbe proceduto all'esproprio di quelle che sarebbero rimaste tali.

In queste ultime settimane cominciamo a vedere le primi azioni in questa direzione: da un impianto di lavorazione del pomodoro della Heinz a Monagas, al mattatoio Fribarasa a Barinas, di Promabasa (i silos di proprietà di Alimentos Polar, il gruppo leader nel settore alimentare) a Barinas, allo zuccherificio Comanacoa e della fabbrica di tubi Sidororca. Si è iniziato un intervento anche nelle campagne, con l'esproprio del fondo La Marqueseña, nell'ambito di un attacco più generalizzato al latifondo. Il governo prevede infatti di intervenire in 317 tenute in tutto il paese. Nelle parole di Chavez "non stiamo espropriando che il necessario […] I latifondisti si credono padroni di tutto, però non sono padroni di niente, perché i padroni sono tutti i venezuelani".

Il movimento delle imprese recuperate si sta inoltre estendendo a tutto il subcontinente.

Più di quattrocento persone provenienti da 235 fabbriche occupate e venti differenti centrali sindacali nazionali hanno partecipato al "Primo incontro latinoamericano delle fabbriche recuperate dai lavoratori", che si è tenuto a Caracas il 17-19 ottobre. Un incontro storico dove per la prima volta operai brasiliani, venezuelani od argentini potevano confrontare le rispettive esperienze e trarre conclusioni politiche dalla loro lotta. Un resoconto di questo storico incontro lo potete trovare qui.

Anche in questo contesto il Venezuela rivoluzionario ha assunto un ruolo guida. Significativa la proposta di Chavez in apertura dell'incontro, quando ha proposto la formazione di una rete di tutte le fabbriche recuperate in modo che possano collaborare e scambiarsi esperienze, o quando ha spiegato come sia il capitalismo che chiude le fabbriche e che queste "devono essere recuperate dagli operai". Diversi interventi in quella stessa riunione ribadivano che quando il governo venezuelano espropria le terre dei latifondisti, questo infonde più coraggio ai contadini del Movimento Sem Terra in Brasile nella lotta per il medesimo obiettivo.

Questa è l'essenza di una rivoluzione, la cui forza travalica i confini e travolge le vecchie tradizioni e politiche (riformiste) consolidate nel movimento operaio.

Che il Venezuela e Chavez stiano diventando sempre più un punto di riferimento per le masse di tutta l'America Latina si è palesato su tutti i teleschermi in occasione del recente "Vertice delle Americhe" in Argentina. Sul palco della manifestazione di protesta i protagonisti erano Maradona e Chavez e se il vertice è fallito e l'Alca, il progetto di dominio di Washington del continente proposto da Bush, non si farà, uno dei principali responsabili è proprio il presidente del Venezuela.

Insomma, la curiosità sugli avvenimenti in Venezuela aumenta ed è più che giustificata. Erano decenni che un presidente di una nazione non parlava di socialismo e non adottava provvedimenti del genere contro la classe dominante e l'imperialismo.

Anche qui in Italia se ne comincia a parlare, in parte grazie alla visita che il Presidente Chavez ha compiuto il mese scorso. Certo, i quotidiani italiani si sono occupati più degli aspetti di colore della visita del presidente, come quando si è recato a san Siro ad assistere all'amichevole Inter-Venezuela. Il vento della rivoluzione si è tuttavia sentito con tutta la sua forza nell'assemblea pubblica davanti alla Camera di Lavoro di Milano dove oltre mille persone hanno applaudito il discorso di Chavez.

Crediamo quindi che la pubblicazione del libro di Alan Woods "La rivoluzione Venezuelana - una prospettiva marxista" sia più che mai tempestiva. Il libro, pubblicato da poche settimane, ha già suscitato grande interesse. Ringraziamo l'associazione "Si por Cuba" di Modena e la Federazione del Prc di Bologna che hanno già ordinato diverse decine di copie del libro.

Stiamo organizziamo una serie di presentazioni del libro in decine di città. Lo stesso Alan Woods sarà presente in Italia a Dicembre per due assemblee; una in Toscana ed una a Milano il 13 dicembre.

Vogliamo che tutte queste riunioni siano quanto più lontano da un appuntamento letterario o da una pur interessante, ma tutto sommato sterile, discussione intellettuale. Il nostro obiettivo è dare ancora più vigore alla campagna di solidarietà con la rivoluzione bolivariana, costruire comitati "Giù le mani dal Venezuela" in ogni città, organizzare tutti coloro che, entusiasmati da questa esperienza rivoluzionaria aldilà dell'Atlantico, vogliono lottare per cambiare la società qui in Italia.Se volete saperne di più, ricevere una o più copie del libro, organizzare un'assemblea di presentazione del libro nella vostra città, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .


 
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