Sabato pomeriggio lo striscione “Lavoratori immigrati e italiani uniti nella lotta” ha aperto il corteo contro lo sgombero del “Palazzo Verde” e a sostegno delle rivendicazioni avanzate dal Comitato casa di via San Pietro 6 (ristrutturazione dell'immobile o trasferimento senza uso della forza a condizioni equivalenti per proprietari e affittuari). Siamo sfilati in 300, di cui 60-70 italiani, per le vie di Sassuolo. Oltre agli abitanti del palazzo e a numerosi operai arabi venuti a portare la loro solidarietà, erano presenti in forma militante le RSU della Terim, della Smalti Modena, della SPS e della ceramica Florim. Una fila di una decina di bambini residenti nel “palazzo verde” precedeva di alcuni metri la testa del corteo tenendosi mano nella mano. Bandiere rosse con falce e martello, della Fiom e del Che, univano sfruttati di diverse nazionalità in lotta uniti.

Durante il corteo, alla popolazione sono anche stati distribuiti volantini del comitato casa di Via San Pietro con un appello di solidarietà. La reazione dei sassolesi non è stata di ostilità. I frequenti comizi volanti erano ascoltati con molta attenzione, segno che si iniziano a mettere in discussione pregiudizi alimentati da anni, dalla destra come dalla Giunta. Quando si è rispedito al mittente l'invito del sindaco a tornare a dormire nelle macchine, sono pure partiti applausi.
Scandalosamente i vertici del PRC e dei GC della federazione di Modena non hanno aderito alla lotta, avallando di fatto l'operato dell'assessore PRC alla casa, favorevole allo sgombero e solidale col sindaco. Invece di spingere a sinistra il centrosinistra con l'aiuto dei movimenti, il gruppo dirigente del partito è di fatto spinto a destra dall'Unione ed impegnato a contrastare i movimenti reali.
Venerdì sera CGIL CISL UIL hanno preso posizione a livello provinciale dichiarandosi vicini alle rivendicazioni del comitato e a favore di una soluzione economicamente equa e condivisa da proprietari e inquilini, senza contemplare l'uso della forza ma aprendo una trattativa. Più di 200 copie di questo comunicato sono state diffuse soltanto durante il corteo.
Alla fine della manifestazione si è cantato lo slogan “il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione” e poi si è iniziata l'assemblea conclusiva in cui ognuno era libero di prendere la parola. L'assemblea è stata unanime nell'accogliere la proposta avanzata dai sindacati di un incontro con la delegazione del Comitato per cercare di aprire una vertenza con la Giunta di Sassuolo. L'incontro tra Comitato e sindacati è previsto per la giornata di lunedì.
La lotta sta avendo un forte impatto e molteplici sono i segnali, anche i più inaspettati: dalla smentita delle voci di un contro-corteo che domenica erano circolate insistentemente, all'osservazione della Gazzetta di Modena, secondo cui “prefetto e questore hanno fiutato l'aria, hanno compreso che la situazione è incandescente e hanno di conseguenza consigliato di temporeggiare, di non passare allo sgombero forzato: meglio prima attendere che si intavolino ulteriori trattative” ( Gazzetta di Modena , 10 giugno 2005).
La lotta è iniziata. Gli abitanti del Palazzo Verde stanno dimostrando un coraggio straordinario. La compattezza e la disciplina viste al corteo di Sabato sono una ulteriore prova della civiltà dei manifestanti e degli abitanti del Palazzo. Si è rotto il silenzio col quale il sindaco voleva procedere allo sgombero, ma la partita non è ancora vinta. Le possibilità di ottenere il soddisfacimento delle giuste rivendicazioni e dei diritti acquisiti delle 58 famiglie di via San Pietro 6, sono legate all'unità nel proseguimento della lotta ed alla capacità di far crescere la simpatia per la lotta tra i lavoratori di Sassuolo e di tutta la provincia spiegandone la natura di classe. Già stasera dovrebbe uscire un nuovo appello del comitato alla popolazione sassolese e ci impegneremo tutti a diffonderlo il più largamente possibile.
Ieri il reazionario e padronale Resto del Carlino parlava così della manifestazione: “ Le infiltrazioni di estremisti nel malcontento di alcuni immigrati suscita preoccupazione… A guidare i circa 200 manifestanti, i giovani di “Falce e Martello” (frangia di sinistra di Rifondazione Comunista) ed esponenti della Cgil della Terim, azienda dove lavorano tre extracomunitari che abitano nel Palazzo Verde ”.
In realtà quello che avete di fronte cari signori del Resto del Carlino non è una macchinazione di quattro estremisti (come voi amate definirci) ma una lotta vera, composta da lavoratori immigrati e italiani assolutamente decisi a portare fino in fondo questa battaglia. In gioco c'è il diritto alla sopravvivenza, ad un esistenza dignitosa, a vivere come persone e non come oggetti buoni solo per essere sfruttati nelle vostre aziende.
Non piegherete facilmente i compagni del Palazzo Verde.
Come militanti di FalceMartello continueremo a fare tutto quanto sarà nelle nostre possibilità per estendere il movimento, portandoci dentro tutto il partito.
Non ci interessano le “esclusive”, dobbiamo isolare i burocrati, che in fin dei conti sono una minoranza, e far avanzare quei militanti di base onesti e combattivi che ovunque collocati nel dibattito interno, sono la maggioranza del nostro partito.
Facciamo un appello a tutti i militanti del Prc, della Cgil, delle altre forze di sinistra del modenese e di tutto il Paese a sostenere la lotta del Palazzo Verde, partecipando alle prossime mobilitazioni e inviando messaggi di solidarietà, di Rsu, circoli e comitati.

Uniti vinceremo!
Inviate i vostri messaggi di solidarietà al seguente indirizzo: fragibol@tin.it
20/06/2005