Assemblee pubbliche coi lavoratori della Zanon

(fabbrica argentina autogestita dai lavoratori)

Il silenzio calato dai media borghesi sulla situazione argentina non deve trarre in inganno. La lotta fra le classi in questo Paese continua ad essere ad un alto livello, attraverso i tentativi di repressione e il protagonismo delle masse oppresse. L’esperienza dell’autogestione operaia in più di cento fabbriche occupate rappresenta un chiaro esempio. Il testo che segue nasce dal vivo ed intenso racconto di due operai della fabbrica "Zanon", occupata e controllata dai lavoratori. L’incontro pubblico si è tenuto a Milano il 13 novembre scorso.

La "Ceramica Zanon" è la fabbrica più grande di tutto il Neuquen, una regione del sud-ovest dell’Argentina. La lotta dei lavoratori in questo stabilimento era iniziata nel 2000, quando un piano padronale di forte ridimensionamento fu sconfitto. Il tentativo fu riproposto, in termini ancora più pesanti sotto il profilo occupazionale, nell’ottobre del 2001. Nel clima di rivolta sociale in cui si trovava l’Argentina, sfociato nelle sollevazioni di massa di dicembre, gli operai iniziarono uno sciopero durato 34 giorni. Iniziarono anche una feconda opera di coinvolgimento della popolazione locale, la quale non mancò di dimostrare appoggio alla lotta. Le difficoltà economiche dei lavoratori vennero superate grazie alla costituzione di un fondo di lotta al loro interno e di un fondo di solidarietà per attrarre aiuti esterni. Di fronte alle minacce di chiusura definitiva, gli operai occuparono lo stabilimento. Nel giro di poche settimane, a marzo, la produzione ripartì sotto il loro diretto controllo.

E’ importante notare innanzitutto come la "Zanon" non fosse in precedenza una fabbrica con un proletariato particolarmente combattivo e rivoluzionario. I due lavoratori presenti alla conferenza sostenevano come fosse una fabbrica uguale a tante altre. Ma l’esperienza di lotta maturata in questi mesi e i risultati ottenuti hanno trasformato la loro coscienza, facendola così avanzare fino a porli come esempio per tutta l’Argentina. Un altro elemento è stato fondamentale per il mantenimento del controllo della fabbrica. Lavoratori, studenti, disoccupati della regione hanno fornito un vasto appoggio agli operai della "Zanon", fermando in questo modo le velleità repressive dello Stato. E tentativi di boicottaggio ci sono stati e ancora si ripetono. Il governo ha cercato di colpire i lavoratori con controlli fiscali; ci sono state difficoltà per l’approvvigionamento di materie prime e nella vendita. L’ambasciata italiana (Zanon, l’ex padrone, è italiano) ha minacciato di bloccare gli investimenti "in un Paese che non rispetta la proprietà privata". Il governo italiano, inoltre, si appresta a garantire un cospicuo prestito a Zanon perché si riprenda la fabbrica. Allo stesso tempo bisogna sottolineare che avere rapporti con la "Zanon" occupata, dunque fornire e acquistare materiale, sia diventato un segnale di solidarietà di classe sempre più diffuso tra le masse argentine. Di fronte a questo ogni boicottaggio è impotente.

Come detto, la fabbrica è governata dagli operai. Organo principale è l’assemblea di tutti i lavoratori, che si riunisce almeno due volte a settimana e decide in modo democratico su tutto. L’assemblea elegge un comitato preposto a sviluppare la produzione e a coordinare l’attività politica all’esterno della fabbrica. I membri di questo comitato lavorano nello stabilimento come tutti gli altri. Il salario è uguale per tutti ed è maggiore del salario medio argentino. Questa organizzazione produttiva ha permesso risultati splendidi. E’ straordinario vedere quanto si può ottenere sotto il controllo operaio della produzione.

Il livello della produzione, che sotto il padrone mai superava il 75%, ora ha raggiunto il 95%. In precedenza c’erano almeno due incidenti sul lavoro ogni settimana. Dopo otto mesi di controllo operaio non c’è stato nemmeno un incidente sul lavoro. I lavoratori della "Zanon" hanno avuto la necessità di ampliare il loro organico e hanno così assunto alcuni membri del Movimento Lavoratori Disoccupati (MTD). Hanno anche iniziato a lottare politicamente insieme a questa organizzazione. E’ iniziata la costruzione di una nuova ala dello stabilimento per la produzione di imballaggi. I lavoratori hanno anche intrapreso una splendida collaborazione con gli studenti della locale Università. Grazie ad una prolungata lotta, gli studenti hanno ottenuto di poter svolgere attività pratica all’interno della fabbrica occupata, aiutando così gli operai nella produzione. Altri episodi sono illuminanti. Un ospedale della zona, completo in tutto il resto, era rimasto privo di pavimento. In accordo con i lavoratori dell’ospedale, operai della "Zanon" e disoccupati sono andati e hanno costruito gratuitamente il pavimento. Questo dimostra come la stridente contraddizione (non solo argentina) tra alto numero di disoccupati e necessità di opere per la società sia facilmente e direttamente superabile dagli stessi lavoratori e non dalla borghesia. I nativi della zona, i Mapuche, avevano vinto una dura battaglia contro l’ex padrone Zanon causa l’uso di argilla prelevata abusivamente dalla loro terra. Quando i lavoratori hanno preso il controllo della fabbrica, gli indios hanno ceduto loro volontariamente quel terreno. In cambio, i prodotti che escono dalla fabbrica hanno ora immagini e nomi della tradizione Mapuche.

Ultimamente i lavoratori della "Zanon" hanno dovuto fronteggiare la provocazione di squadristi ingaggiati dalla borghesia e dal sindacato padronale e peronista CGT. Gruppi di violenti hanno cercato di violare la fabbrica e di fomentare disordini. Il chiaro fine era un intervento delle forze dell’ordine che sciogliesse così l’occupazione. L’attacco è fallito grazie alla decisa reazione non solo dei lavoratori, ma anche di disoccupati e studenti, in prima fila nel difendere la fabbrica. La lotta del proletariato della "Zanon" è diventata ormai la lotta di tutto il popolo.

Per quanto riguarda il futuro, i due rappresentanti della "Zanon" hanno dichiarato che la lotta non si può fermare qui. E’ necessario abbattere il governo e il potere della borghesia in Argentina. Solo portando al potere i lavoratori, dunque attraverso una rivoluzione socialista, si potranno risolvere i problemi che stanno devastando il popolo. Sostengono come questa posizione non sia ancora la posizione di tutti i lavoratori della "Zanon", ma sia sempre più diffusa. Comunque è la posizione maggioritaria nel loro sindacato (quello dei ceramisti) e in altre organizzazioni. Stanno costruendo un coordinamento regionale al fine di unificare le lotte delle varie categorie di lavoratori, insieme ai disoccupati e agli studenti. Questo sarà sicuramente uno strumento molto utile per coordinare gli sforzi e le azioni di tutto il proletariato e raggiungere il loro obiettivo. Il fine immediato è quello di convocare uno sciopero generale per abbattere il governo Duhalde.

L’esperienza della "Zanon" è illuminante ed esaltante sotto molti aspetti. Dimostra come le teorie marxiste trovino (come già in passato) corrispondenza nella realtà, nella vita dei lavoratori e siano più vive che mai. Chiarisce come attraverso la lotta il proletariato sia in grado di raggiungere obiettivi poco prima inimmaginabili,anche in Argentina, dove solo 20 anni fa migliaia di lavoratori e di attivisti politici venivano massacrati dalla dittatura militare. E mette in luce ancora una volta la superiorità della proprietà socialista nei confronti di quella borghese. Il controllo operaio della "Zanon" vuole essere anche un chiaro esempio al proletariato italiano. Ancora una volta, alla FIAT come altrove, gli interessi della borghesia rischiano di provocare un massacro sociale. Fare come alla "Zanon" e come in altre fabbriche argentine è l’unica soluzione, l’unica via d’uscita.

I due rappresentanti della "Zanon" hanno chiuso il loro intervento con queste parole:"La Zanon ora è del popolo e la lotta del popolo continuerà fino al governo dei lavoratori. Fino al potere operaio".

Andrea T. (Milano 18 novembre 2002)


Home Page