Pakistan: appello urgente alla solidarietà internazionale

 

Milano, 3 maggio 2001

 

Cari amici e compagni,

abbiamo ricevuto un appello dal Pakistan Trade Union Defence Campagin (PTDUC), una struttura che da oltre cinque anni opera per lo sviluppo del movimento sindacale in Pakistan e contro la repressione dei diritti sindacali, che tanto sotto la dittatura che in regime "democratico" colpisce i lavoratori sindacalizzati, i delegati e i dirigenti sindacali.

Lo scorso Primo Maggio il Ptduc ha contribuito a organizzare, assieme ad altre strutture sindacali, numerose manifestazioni e assemblee in diverse città del Pakistan, tra le quali citiamo: Lahore, Karachi, Sadiqabad, Rauimyarkhan, Multan, Rawalpindi/Islamabad, Peshawar/Nowshera, Kasyr, Khuzdar, Quetta, Hyderabad, Rajanpur. Al centro della mobilitazione c’era la protesta contro i piani di privatizzazione e contro la dittatura militare stabilita il 12 ottobre del 1999 con il colpo di Stato del generale Musharraf.

Il regime, che pure in passato ha tentato di accreditarsi come un regime "morbido", non ha esitato a passare alla repressione aperta contro i militanti sindacali e dell’opposizione in generale.

Mentre scriviamo risulta che, anche se una parte degli arrestati è stata rilasciata, numerosi altri sono ancora in carcere. I nomi di alcuni di questi ci sono noti, e li riportiamo:

Shahida Jabeen, segretaria della sezione femminile del Pakistan People’s Party, già incarcerata per otto anni sotto la dittatura del genrale Zia negli anni ’80: Ghulam Haider, Amjad Shola, ? Wilson, arrestati per i discorsi tenuti nella manifestazione di Peshawar.

Facciamo appello a tutti coloro che vengono a conoscenza di questo appello a inviare messaggi di protesta a:

Ambasciata del Pakistan,

via Camilluccia, 682

00135 Roma

fax 06 - 36 30 19 36

e a inviare messaggi di protesta per e-mail al governo pakistano

ce@pak.gov.pk

Ulteriori informazioni sul Ptduc e sulla situazione in Pakistan si trovano (in inglese) sul sito: www.marxist.com

la redazione di "FalceMartello"

Nota: copia dei messaggi di protesta dovrebbe essere inviata a: falma@libero.it oppure al fax 02 - 66 20 16 15


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