Sindicato de Estudiantes
13 febbraio 2003: Giornata di lotta studentesca con
manifestazioni
APPELLO DEL SINDICATO DE ESTUDIANTES ALLE ORGANIZZAZIONI STUDENTESCHE DEL MONDO PER LOTTARE CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA IN IRAQ
1-
Di fronte all'imminente
guerra che l'imperialismo americano sta preparando contro l'Iraq, il Sindicato
de Estudiantes spagnolo, in coincidenza con la settimana di mobilitazioni
internazionali del 13- 21 febbraio, ha convocato una giornata di lotta
studentesca per giovedì 13 febbraio con scioperi studenteschi nel le principali
città del paese.
2-
In nome della
"libertà" e della "democrazia", ancora una volta, gli
imperialisti preparano un massacro contro un popolo innocente. Questa volta
tocca al popolo iraqueno. La scusa: che il regime di Saddam Hussein è in
possesso di armi di distruzione di massa, per cui la sicurezza degli Usa e del
mondo intero sarebbe in pericolo. E' incredibile che questo lo dica la prima
potenza militare del pianeta, che da sola rappresenta il 37% delle spese
militari nel mondo e il 40% della produzione mondiale armamentistica.
3-
Siamo di fronte a una
nuova guerra imperialista, una classica guerra di rapina per il controllo dei
mercati e delle matezrie prime, in questo caso il petrolio. Nella regione del
golfo Persico risiedono il 65% delle riserve petrolifere mondiali, e nel primo
decennio del XXI secolo si prevede che questa regione somministri al resto del
mondo più della metà del petrolio che consuma, essendo la sola domanda degli
Usa il 70% del totale. L'Iraq possiede la seconda riserva petrolifera nel
mondo, dopo l'Arabia Saudita. La borghesia americana e internazionale è molto preoccupata
per la crisi economica, e in questo scenario il controllo delle risorse
petrolifere del mondo è un aspetto fondamentale per loro, da qui l'interesse
degli Usa per questa zona del mondo. Il loro obiettivo reale è l'abbattimento
del regime di Saddam Hussein e l'insediamento di un governo fantoccio
dell'imperialismo americano che gli permetta di controllare il petrolio
iraqueno senza problemi.
Inoltre l'imperialismo Usa con l'arroganza tipica degli oppressori vuole
dimostrare a tutti i popoli del mondo che chiunque osi sfidare il suo potere si
imbatterà nella guerra e la devastazione.
4-
Il Sindicato de
Estudiantes si oppone a questa guerra imperialista in ogni caso, sia se a
condurla saranno gli Usa, sia se ricevesse il sostegno dell'Onu, un organo nelle
mani dell'imperialismo che ha permesso e giustificato i bombardamenti a popoli
come quello jugoslavo, afghano, e allo stesso popolo iraqueno nel 1991 - che
costò la vita a più di 200mila persone-, e che mantiene un embargo criminale
che ha ucciso più di un milione di innocenti, soprattutto bambini. La stessa
Onu che chiude gli occhi di fronte alle risoluzioni mai rispettate da Israele
(prima potenza nella zona, armata e finanziata dagli Usa) e di fronte al
terrorismo di Stato che pratica Ariel Sharon massacrando il popolo palestinese,
in un vero e proprio genocidio.
5-
Certamente, il regime di
Saddam Hussein è una dittatura (è utile ricordare che Saddam è stato
foraggiato, armato fino ai denti dagli Usa negli anni '80 durante la guerra con
l'Iran, che costò la vita a un milione di persone), che opprime e mantiene in
miseria milioni di lavoratori iraqueni, e contro il quale i lavoratori e i
giovani di tutto il mondo devono opporsi. Ma non è indifferente per noi chi
rovescia Saddam, per quali interessi lo faccia e quale regime seguirà. Di fatto
i piani degli Usa sono chiari: l'occupazione militare dell'Iraq per almeno un
anno e mezzo. Significa sostituire Saddam con un generale del Pentagono,
trasformando l'Iraq in un protettorato controllato militarmente, economicamente
e politicamente dagli Usa. All'imperialismo americano interessa solo sostituire
una dittatura che non controlla, per un altro regime reazionario, fedele ai
dettami della Casa Bianca.
6-
Le masse oppresse del
mondo arabo (o di qualunque altra parte del pianeta) non possono confidare
nelle bombe americane, o in quelle dell'Onu per risolvere i loro problemi.
L'unica via d'uscita per il popolo iraqueno è la lotta cosciente e organizzata
per farla finita con l'oppressione imperialista, con il regime dittatoriale e
con il sistema economico su cui entrambi si basano: il capitalismo. Per
liberarsi da qualsiasi regime fantoccio e reazionario che impongano gli Usa e
dall'oppressione di Saddam Hussein, i lavoratori e i giovani dell'Iraq, i
contadini, la popolazione oppressa devono intraprendere una lotta per la
trasformazione socialista della società. Per la conquista di un governo dei
lavoratori e degli oppressi, nel quale le risorse economiche e la ricchezza
generata dai lavoratori sia nelle mani del popolo e siano utilizzate per
coprire le necessità sociali della maggioranza e non per i profitti dei potenti
e dei monopoli petroliferi.
Solo in questo modo sarà possibile superare anche gli scontri tra le diverse
minoranze nazionali, religiose, ecc. che compongono l'Iraq.
7-
L'opposizione a questa
guerra da parte dei giovani e dei lavoratori si sta approfondendo in tutto il
mondo. Il 18 e 19 gennaio, 500mila persone hanno manifestato negli Usa contro
la guerra imperialista, e ci sono state importanti manifestazioni in altre zone
del mondo. Le inchieste di opinione riflettono l'incessante aumento
dell'opposizione a una guerra fatta esclusivamente per gli interessi economici
e strategici dell'imperialismo che verrà pagata, come sempre, dai lavoratori e
dai giovani di tutto il mondo e, certamente, dalle masse oppresse del popolo
iraqueno. L'unica via per fermare il massacro imperialista è che si sollevi
un movimento di massa dei lavoratori e dei giovani su scala mondiale. I
sindacati di classe e i partiti di sinistra devono opporsi a questa guerra e
organizzare i lavoratori, attraverso comitati contro la guerra nelle fabbriche,
nei quartieri, nelle città coordinati con un piano di mobilitazione che preveda
la convocazione di uno sciopero generale contro la guerra.
8-
Come Sindicato de
Estudiantes abbiamo iniziato una campagna per organizzare questo movimento tra
i giovani dello Stato spagnolo, partecipando a tutte le mobilitazioni convocate
a livello internazionale e convocando mobilitazioni nel nostro paese, formando
comitati contro la guerra nelle scuole e facoltà che spieghino queste idee,
diffondano materiale propagandistico, organizzino dibattiti e diverse azioni di
protesta. Convochiamo dunque una giornata di lotte studentesche con
manifestazioni per il 13 febbraio FACENDO APPELLO A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI
STUDENTESCHE E GIOVANILI DEL MONDO PERCHE' IN QUESTA GIORNATA SI ORGANIZZINO
SCIOPERI, MANIFESTAZIONI E ASSEMBLEE DI PROTESTA CONTRO LA GUERRA IN IRAQ.
La lotta unificata degli studenti per il 13 febbraio
rappresenta un passo decisivo per suscitare un movimento di massa contro la
guerra imperialista che obblighi l'imperialismo nordamericano a retrocedere e
metta in difficoltà i governi europei e del mondo nell'iniziare una nuova
aggressione contro un popolo innocente.
Viva la lotta internazionalista contro la guerra
imperialista!
Né un soldato, né una pallottola, né un euro per
questa guerra
I soldi per la guerra vengano utilizzati per le spese
sociali.
Se vuoi la pace, lotta per il socialismo.