10 ottobre: torniamo allo lotta per il diritto allo studio!

* Giornata nazionale di agitazione nelle scuole superiori e nelle università
* Uniamoci ai lavoratori in un nuovo autunno caldo!


Nelle prossime settimane verrà discussa in Parlamento l'applicazione della famigerata Riforma Moratti. Questa riforma significa solo aumento della selezione di classe, nuovi regali ai padroni delle imprese e divisione in scuole di serie A per i ricchi e di serie B per tutti gli altri. A questo bisogna aggiungere i continui tagli dei finanziamenti statali all'istruzione pubblica e parallelamente l'ennesimo regalo alle scuole private: 90 milioni di Euro in tre anni.

Scuola pubblica allo sfascio

La situazione nelle nostre scuole peggiora in continuazione. Tutti lo possono verificare in base alla propria esperienza diretta. I ritmi di studio sono sempre più insostenibili con pagellini, test e compiti in classe in continuazione. Gli studenti non hanno più alcun diritto democratico, tutto il potere è concentrato nelle mani dei presidi manager, cui il governo ha dato l'ordine di applicare la tolleranza zero contro le proteste studentesche. In molti casi le strutture edilizie sono fatiscenti. Il precariato sta diventando la normalità per i nostri insegnanti. I costi di studio per libri, mezzi di trasporto e tasse aumentano sempre e iniziano ad essere proibitivi per molte famiglie di lavoratori. Una famiglia spende in media 550 Euro all'anno per mandare il proprio figlio a scuola. Gli stages cui siamo sottoposti servono solo a farci sfruttare gratuitamente dalle aziende e le uniche cose che impariamo sono la precarietà e la mancanza di diritti. Ci fermiamo qui, perché ci vorrebbe un libro intero per spiegare lo sfascio della scuola pubblica.

La situazione all'università

E una volta terminati gli studi superiori, le cose andranno di male in peggio. L'accesso all'università è di fatto un privilegio riservato ai pochi. L'Italia è tra gli ultimi posti in Europa per numero di laureati sulla popolazione. Il fatto è facilmente spiegabile. Lo Stato destina solo lo 0,9% del Pil (Prodotto Interno Lordo) all'università. I costi di studio sono inaccessibili, le strutture scadenti. La retta universitaria media era di 800.000 lire nel 1994 ed è arrivata a 800 Euro nel 2002. I numeri chiusi vengono posti come sbarramento in un numero crescente di corsi: a Roma sono applicati in 23 corsi su 27. Gli affitti per chi va a studiare fuori sede sono proibitivi e gli alloggi universitari sono solo 30.000 contro i 180.000 della Germania. 70.000 studenti non abbienti avrebbero i requisiti per ottenere una borsa di studio che viene negata per "mancanza di fondi".

Un mondo del lavoro senza futuro

L'obiettivo della Riforma Moratti è quello di spingere i figli dei lavoratori a lavorare il prima possibile. A 14 anni lo studente viene posto di fronte alla scelta, di fatto irreversibile, se intraprendere una carriera liceal-universitaria o l'avviamento al lavoro. Chi sceglie la carriera liceal-universitaria deve mettere in conto di essere mantenuto dalla famiglia per circa 10 anni. Molte famiglie non avendo questa certezza spingeranno i propri figli verso la formazione professionale. Ed in questo caso il mondo del lavoro che ci aspetta è senza futuro: 33% di disoccupazione giovanile al sud e assunzioni precarie in tutto il paese. La legge 30 approvata dal Governo Berlusconi a luglio rende ormai inutile sperare in un posto fisso. In base a questa legge le aziende potranno fare dei lavoratori quello che vogliono: imporre salari e condizioni di lavoro, norme contrattuali e soprattutto licenziamento in qualsiasi momento.


Prepariamo la lotta!


Di fronte a questo scenario non abbiamo molte alternative: tornare alla lotta il prima possibile. Non vogliamo però ripetere le esperienze del recente passato del movimento studentesco. Non vogliamo ripetere cortei fini a se stessi, non preparati e senza rivendicazioni chiare. Non possiamo più portare avanti autogestioni rituali, calendarizzate e autorizzate dai presidi (dove si discute del più o del meno) oppure occupazioni delle facoltà universitarie estemporanee.

Questo tipo di lotte non hanno fermato la marcia della Moratti o dei suoi predecessori. Il movimento studentesco ha bisogno di una chiara svolta. Non più proposte fumose, ma un programma di rivendicazioni chiaro a difesa della scuola pubblica. Non più lotte improvvisate tanto per fare: ogni mobilitazione deve essere discussa da tutti gli studenti nelle assemblee d'Istituto o di facoltà e preparata accuratamente in ogni scuola. Infine è assolutamente necessario che le singole scuole e le singole università non scendano in lotta in modo isolato, come è accaduto in passato. La mobilitazione deve essere coordinata sia a livello cittadino, che a livello nazionale. Solo l'unione fa la forza e ad un attacco nazionale si risponde a livello nazionale. Per raggiungere questi obiettivi è necessaria una organizzazione studentesca nazionale. Per questo stiamo costruendo in tutta Italia il Comitato in Difesa della Scuola Pubblica (Csp) e il Coordinamento Studentesco Universitario (Csu): organizzazioni democratiche e autofinanziate, favorevoli all'unità studenti-lavoratori, con un preciso programma a difesa della scuola pubblica. Dobbiamo portare avanti la nostra lotta non per testimonianza, ma per vincere!

Studenti uniti ai lavoratori!

 

Il 10 di ottobre il Csp porterà avanti in tutte le città e le scuole in cui è presente una prima giornata di agitazione studentesca nazionale contro la Moratti e in difesa del diritto allo studio. Questa giornata non vuole che essere il primo passo per aprire un ciclo di mobilitazioni nelle scuole e nelle università. Crediamo che la mobilitazione unitaria di studenti delle superiori e universitari sia un dato estremamente importante. E' la via da perseguire.

Il 10 ottobre sarà anche il momento per discutere e preparare l'articolazione nei luoghi di studio degli scioperi e delle lotte più generali che si stanno preparando nella società contro il Governo Berlusconi!

 

Ci vogliono divisi! Lottiamo uniti fino alla caduta del Governo Berlusconi!

 

Per maggiori informazioni: visita il sito http://www.cspitalia.org/