Recessione,
guerra e conflitto sociale
Quale alternativa alla
crisi capitalista?
La crisi
della Fiat, con oltre 8mila nuovi esuberi dichiarati, più 40mila
nell'indotto, riporta prepotentemente all'ordine del giorno il
tema della incompatibilità degli interessi dei lavoratori con quelli
dei padroni. Il contesto in cui cade questa crisi, con il primo
sciopero generale della Cgil senza Cisl e Uil (era da trent'anni che
non accadeva) mostra le possibilità che esistono per l'apertura di
una nuova stagione di lotte sociali. Il governo è stretto in una
morsa, da un lato deve fronteggiare una mobilitazione di massa in
grande ascesa, dall'altro onorare le promesse fatte ai padroni in
questi mesi.
Finanziaria, articolo 18, scuola, guerra, rinnovi contrattuali (tra
cui spiccano quello degli impiegati pubblici e dei metalmeccanici)
sono solo alcuni dei punti che si troverà a dover affrontare nei
prossimo mesi il governo.
Assieme alla rivendicazione della caduta del governo (che per altro si
sta facendo strada tra i lavoratori e gli studenti), i comunisti
devono saper offrire la propria alternativa alla crisi del
capitalismo.
La proposta di Rifondazione comunista della nazionalizzazione apre un
dibattito nel movimento operaio sulla questione del potere e della
proprietà. Per quale società lottiamo? A questo sistema basato sul
profitto i lavoratori devono opporre una società che si basi sui
bisogni fondamentali della popolazione.
Dopo lo
sciopero generale, in preparazione della manifestazione del Social
forum europeo del 9 novembre a Firenze contro la guerra, la redazione
di FalceMartello (rivista marxista della sinistra di
Rifondazione Comunista) organizza su questo tema un
Incontro
pubblico:
Lunedì 21 ottobre alle ore 21,00
in Via Spallanzani, 6 (citof. C. Aurora)
(Vicino alla fermata MM1 P.ta Venezia)
Intervengono:
Claudio Bellotti (Direzione nazionale PRC)
Alessandro Giardiello (Comitato politico nazionale PRC)
Cip 14/10/2002