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| Contro ogni ingerenza della Chiesa |
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| Giovani in lotta | |
| Scritto da Livio Barbagallo | |
| Giovedì 02 Marzo 2006 05:54 | |
Contro ogni ingerenza della ChiesaPer una scuola ed un’università veramente laicheIl corteo del 14 gennaio a Milano a difesa della legge 194 dagli attacchi del ministro Storace e della Chiesa, rilancia nuovamente il dibattito sulla laicità dello Stato. Ora l’aria sta divenendo sempre più da resa dei conti proprio a causa dell’attacco alla legge 194 partito con un’indagine conoscitiva da parte del ministro Storace. Attorno a questa nuova crociata sembra compattarsi un fronte reazionario che utilizzando le continue dichiarazioni di papa Ratzinger arruola tra le proprie file oltre alla destra anche un parte importante del centrosinistra, costruendo quella “unita nazionale” tanto cara alla borghesia italiana, pronta ad essere usata anche in futuro quando la sinistra si dimostrerà incapace di garantire la pace sociale. Contro quest’ennesima offensiva nei confronti dei diritti delle donne e delle lavoratrici, scuole ed università devono essere luogo di dibattito e di lotta. Contro le ingerenze della Chiesa e di fantomatiche associazioni di volontariato come il movimento per la vita dobbiamo con forza chiedere che la morale cattolica non influenzi in alcun modo la ricerca, che deve essere pubblica e laica; il blocco, da parte del ministro, della sperimentazione della pillola del giorno dopo, che era in applicazione a Torino, è inaccettabile, così come tutti gli studi pseudoscientifici che vorrebbero dimostrare come l’embrione sia già essere umano. Rivendicazioni come quelle di una scuola ed un’università pubbliche, gratuite, di massa e laiche sono più che mai attuali in un contesto generale in cui il governo taglia fondi per scuola, ricerca, trasporti e sanità, ma trova ugualmente milioni di euro per l’ennesimo regalo alla Chiesa cattolica, l’assunzione a tempo indeterminato di 3mila insegnanti di religione, cui, grazie ad un emendamento dell’ultima ora, è stato anche incrementato lo stipendio in barba a tutti gli altri docenti che, nonostante il rinnovo contrattuale, si sono visti rispondere da parte della Moratti di pazientare ad avere gli aumenti salariali pattuiti perché non ci sono i fondi. Va ribadito il nostro no alla presenza dell’ora di religione nelle scuole, soprattutto se intesa come insegnamento della religione cattolica, altro gentile dono al Vaticano da parte dello Stato italiano, e intoccabile ovviamente nel progetto di riforma della Moratti, che invece prevede come non fondamentali materie come musica e diritto e toglie ore alle lezioni di latino, greco o matematica nei licei. L’unica via è la totale laicità dello Stato e dell’istruzione pubblica intendendo per laicità della scuola non ateismo forzato, ma al contrario pari dignità a tutte le posizione credenti ed atee e la fine dei privilegi da sempre garantiti alla chiesa cattolica. Per questo chiediamo: la rimozione dei crocefissi e di qualsiasi simbolo religioso dai luoghi pubblici, l’abolizione dell’ora di insegnamento della religione cattolica, l’istituzione dell’ora di educazione sessuale gestita dai consultori pubblici, la libertà degli studenti di svolgere le loro attività di pomeriggio a scuola e la liberazione dei programmi scolastici da qualsiasi pregiudizio religioso. In quest’ottica, noi del Csu di Napoli, insieme ai compagni del Csp di Caserta, stiamo dando vita ad una campagna per il rilancio di queste rivendicazioni in un percorso che, passando per banchetti, volantinaggi e assemblee pubbliche, vedrà un momento unificante nella nostra partecipazione con uno spezzone studentesco al corteo nazionale in difesa della legge 194, che si terrà proprio a Napoli l’11 febbraio.
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