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In Inghilterra non esiste ancora un partito comunista, ma c’è tra gli operai un movimento nuovo, ampio, potente, che si sviluppa con rapidità che giustifica le migliori speranze; ci sono alcuni partiti e alcune organizzazioni politiche (Partito socialista britannico, Partito socialista laburista, Lega socialista del Galles del sud, Federazione operaia socialista) che desiderano creare un partito comunista e che, a tale scopo, sono già in trattative tra loro. Nel settimanale The worker’s dreadnought (v. VI, n. 48, 21 febbraio 1920), organo dell’ultima tra le organizzazioni citate sopra, appare un articolo della sua direttrice, compagna Sylvia Pankhurst, intitolato Verso un partito comunista. L’articolo espone l’andamento dei negoziati tra le quattro organizzazioni menzionate sopra per la costituzione di un partito comunista unico sulla base dell’adesione alla III Internazionale, del riconoscimento del sistema sovietico, in luogo del parlamentarismo, e della dittatura del proletariato. Risulta che uno degli ostacoli principali alla creazione immediata di un partito comunista unico è costituito dai dissensi sul problema della partecipazione al parlamento e dell’adesione del nuovo partito comunista al vecchio partito laburista, corporativo, composto prevalentemente di trade unions, opportunistico e socialsciovinistico. La Federazione operaia socialista e il Partito socialista laburista* si pronunciano contro la partecipazione alle elezioni parlamentari e al parlamento, contro l’adesione al partito laburista, dissentendo in merito dalla totalità o dalla maggioranza dei membri del Partito socialista britannico, che, ai loro occhi, rappresenta l’“ala destra dei partiti comunisti” in Inghilterra (p. 5 del citato articolo di Sylvia Pankhurst).
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