Dal 26 aprile i lavoratori della Terim di Modena sono in lotta. A tutt’oggi il padrone ha sempre dimostrato non solo una totale chiusura nei confronti delle rivendicazioni avanzate nella piattaforma votata e sostenuta dai lavoratori ma ha addirittura avuto l’arroganza di presentare una contropiattaforma che chiede l’introduzione dell’MTM, un sistema di tempi simile al TMC, e l’aumento dei ritmi e dello sfruttamento. La lotta alla Terim ha una valenza importantissima per tutti i lavoratori. La piattaforma presentata dall’Rsu e dal sindacato ha contenuti estremamente avanzati, sia in termini di salario, dove si chiede che l’aumento abbia una parte significativa di salario fissa in paga oraria e non più legata all’andamento dell’azienda, sia in termini di diritti. Su questo punto infatti si chiede la non applicazione della legge 30 ed il passaggio automatico, dopo 6 mesi di lavoro continuato o frazionato, dei precari a contratto a tempo indeterminato. Infine per avere maggiore equità si chiede che il 4 livello venga dato automaticamente a tutti i lavoratori dopo 36 mesi di permanenza in azienda.
Pubblichiamo di seguito l’appello promosso dai delegati della Terim.
Inviate fax di solidarietà al numero 059511188 e x conoscenza alla Fiom e Cgil di Modena ai numeri 059583350 e 059211774.
La redazione
La Terim è una azienda leader nel settore dell’elettrodomestico da cottura a livello europeo, impiegando oltre 450 operai ai quali vanno aggiunti altri 250 tramite affitto esterno di ramo produttivo dell’azienda ONE, a sua volta appartenente al gruppo multinazionale IAR-SILTAL. Dopo 4 mesi di confronti al tavolo con la proprietà assistita da Confindustria, rilevata la totale assenza di margini in questa fase della trattativa, sono iniziati gli scioperi, proclamando lo stato di agitazione con pacchetti di ore in entrambi gli stabilimenti e blocco degli straordinari. Va sottolineato che tutta la sacrosanta rabbia operaia esplosa davanti ai cancelli della TERIM è stata merito dell’atteggiamento di chiusura da parte della direzione aziendale, che non solo ha rigettato la piattaforma presentata dai lavoratori, Rsu ed organizzazioni sindacali unitarie, ma ha avuto l’arroganza di presentare una contropiattaforma che oltre a peggiorare le condizioni lavorative attuali chiede anche l’introduzione e l’assunzione del Mtm, una metrica della misurazione dei tempi fortemente peggiorativa in relazione a quella attualmente in uso.
Gli scioperi fino ad ora hanno registrato una splendida riuscita in termini di adesione, radicalità e determinazione. Durante questi tre giorni di picchetto ( 26,27,28/04/2006 ) dalla fabbrica non è uscito niente e tanto meno entrato nulla. Questo ha scosso l’azienda che ha chiesto un anticipo dell’incontro al 04/05/2006 impegnandosi in una serie di tavoli “non stop”. Questo è un segnale che ha una chiara valenza di apertura ma che non corrisponde nella maniera più assoluta alla firma del contratto. Oggi i lavoratori della Terim hanno ben chiaro lo stato dell’arte e non si fanno illusioni su quanto questo scontro possa essere duro e difficile. Questa battaglia sarà estremamente aspra perché la piattaforma della Terim ha una valenza importantissima per tutti i lavoratori. In essa sono contenute rivendicazioni estremamente avanzate, sia in termini di salario, dove si chiede che l’aumento abbia una parte significativa “fissa” in paga oraria e non più vincolata all’andamento dell’azienda, sia in termini di diritti. Su questo punto si chiede la non applicazione “ nei fatti” della legge 30 ed il passaggio automatico, dopo sei mesi di lavoro continuativo o frazionato, da lavoratore precario a tempo indeterminato. Infine per avere maggiore equità si chiede che il quarto livello venga dato automaticamente dopo 36 mesi di permanenza al terzo. Se alla Terim si firma questo contratto, ciò rappresenterebbe un precedente importantissimo per i lavoratori di tutte le aziende ed un esempio da imitare. Confindustria è ben consapevole di questo e userà tutti i mezzi possibili ed anche quelli impossibili per sconfiggere questa lotta. I lavoratori della Terim venderanno cara la pelle, ma chiedono a l’organizzazione tutta, sostegno attivo nella vertenza e solidarietà.
Noi riteniamo che questo non sia un semplice rinnovo dell’integrativo di una fabbrica di 800 dipendenti, ma pensiamo possa e debba avere un eco di carattere nazionale per i contenuti della piattaforma che sono già patrimonio della discussione in Fiom-Cgil riguardo a come opporsi alla moderazione salariale ed alla lotta alla precarietà. Invitiamo pertanto tutti compagni/e ad inviare fax di solidarietà al numero di fax 059/447789 oppure al 059/447781. chiediamo inoltre di poter aver accesso alla cassa di resistenza nella misura in cui l’organizzazione lo ritenga opportuno. Per noi questo sarebbe estremamente importante, fiduciosi che questa lotta ed i suoi contenuti possano contribuire al miglioramento delle condizioni di tutti i lavoratori.
Rsu Fiom-Cgil Terim
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