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| Sanità Privata - 36 mesi senza contratto! |
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| Movimento operaio - sindacato | |||
| Scritto da Mario Iavazzi | |||
| Giovedì 18 Dicembre 2008 11:03 | |||
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Sono più di 150 mila i lavoratori degli ospedali privati e delle case di cura che da tre anni hanno il contratto nazionale scaduto. Il motivo è che i padroni della sanità privata vogliono strumentalmente utilizzare il rinnovo per avere più soldi dalle regioni e contemporaneamente sostenere governo e Confindustria nel tentativo di demolire il contratto nazionale. La quasi totalità delle strutture private sono convenzionate con il Servizio sanitario nazionale attraverso l’accreditamento alle regioni, servizio che offrono pagato interamente dalla fiscalità generale. È vergognoso che questi signori sfruttino il ricatto del non rinnovare il contratto al personale non medico del settore per battere ulteriormente cassa alle regioni. Gli stessi padroni che in questi anni hanno fatto fior di profitti grazie alle convenzioni con le regioni. Aiop (l’associazione padronale di riferimento) e Aris (associazione cattolica), con modalità diverse propongono la regionalizzazione dei contratti collettivi. All’inizio di dicembre tra sindacato e Aiop si sono rotte le trattative perché i padroni proponevano un rinnovo simbolico di un euro e l’avvio della contrattazione regionale sostenendo che le condizioni per firmare il rinnovo ci sono solo in quelle poche regioni cosiddette virtuose. L’associazione cattolica invece ha proposto la firma con aumenti da 73 euro lordi per il livello “A” a 99 euro per il livello “D” che valgano solo per chi è in servizio alla data del 1 gennaio 2009 e soprattutto che sia in vigore solo nelle regioni in cui si raggiungano accordi. Due proposte diverse per raggiungere il medesimo obiettivo, distruggere il contratto nazionale di categoria. La Cisl ha dichiarato la propria disponibilità a sottoscrivere la proposta di Aris esattamente come la Cisl nazionale è disposta a sottoscrivere la controriforma del modello contrattuale a livello nazionale con Confindustria. Anche nella sanità privata, dunque, potremmo essere alla vigilia di un accordo separato come già successo in altre categorie. Il contratto deve essere rinnovato subito senza peggioramenti delle condizioni di lavoro e di salario dei lavoratori. La Cgil, a prescindere da ciò che faranno gli altri, deve strappare un contratto dignitoso. È scandaloso che in 36 mesi si sia fatto solo un giorno di sciopero lo scorso settembre. Se ne convochi un altro a breve, magari unificando la mobilitazione con i lavoratori della sanità pubblica dove si è appena firmato un altro pessimo contratto separato sempre da parte di Cisl e Uil, si occupino le sedi delle regioni che continuano ad accreditare le strutture private, si mostri determinazione e, visti i recenti casi di Santa Rita a Milano e di corruzione in Abruzzo, si cominci ad aprire una discussione sul ruolo nefasto del privato nella sanità e nei servizi sociali.
17 dicembre 2008
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