Finmek di Santa Maria Capua Vetere (Caserta)

Lavoratori e studenti uniti contro la chiusura

di Giovanni Savino

La mobilitazione dei lavoratori della Finmek continua, e assieme a loro il Comitato di Lotta è in prima linea nella difesa della fabbrica dalla minaccia di chiusura padronale. L’assemblea di fabbrica di lunedì ha ribadito ulteriormente la necessità di opporsi alla chiusura dello stabilimento, e gli interventi dei lavoratori andavano nella direzione dell’estensione e della durata della lotta. A inizio assemblea, la nostra presenza come Comitato di Lotta è stata accolta con un boato dai lavoratori, ormai stanchi di assistere a rituali passerelle di assessori, onorevoli e sindaci che ormai arrivano a proporre di cercare l’unità col governo Berlusconi, quello stesso governo responsabile delle peggiori scelte antioperaie degli ultimi anni. Non saranno Berlusconi, Scajola e Maroni a salvare gli stabilimenti di S. Maria Capua Vetere e di Pagani, ma soltanto una mobilitazione diffusa di studenti, operai, disoccupati, cittadini contro le scelte di questo governo e le imposizioni padronali.

Il Comitato di Lotta aveva lanciato, nell’assemblea della scorsa settimana, una giornata di lotta per giovedì 27 ottobre, con un sit-in nel centro di Santa Maria, proprio per ribadire prima del tavolo di trattativa di oggi, la presenza massiccia della solidarietà popolare a questi lavoratori in lotta da mesi per la difesa del proprio presente e del proprio futuro. Una campagna di propaganda intensa ha coinvolto nell’ultima settimana le scuole di Santa Maria, con volantinaggi e attacchinaggi volti a portare in piazza gli studenti, molti figli di operai della Finmek e dell’ATI, altro stabilimento cittadino minacciato di chiusura. Anche a Capua c’è stato uno sforzo di propaganda nei riguardi delle scuole, principalmente verso il Liceo Scientifico Garofalo, istituto a soli pochi chilometri dalla Finmek, e dove esiste una tradizione di lotte mai dimenticata.

Le cariche di martedì 25 ottobre a Roma contro il corteo studentesco hanno aumentato la rabbia degli studenti, già in mobilitazione nell’ultimo mese contro la riforma Moratti, e stanchi di subire attacchi, botte e insulti dal governo. Bisogna aggiungere che molti studenti hanno genitori, fratelli, parenti in fabbrica, e senza gli stipendi arretrati da giugno è molto difficile per loro studiare e vivere.

Giovedì mattina nelle scuole di S. Maria si respirava un’aria di fermento e di attesa per il sit-in. Fra gli studenti si sentivano commenti e discorsi di rabbia verso i padroni e il governo che sta portando via il futuro da S. Maria, e che sanno soltanto dare botte, attacchi e peggioramenti alle loro condizioni di vita. Decine e decine di studenti hanno raggiunto in corteo, dalle varie scuole cittadine, il centro cittadino per partecipare all’assemblea, alcuni (come gli studenti dei Licei Scientifici di S. Maria e Capua) percorrendo qualche chilometro a piedi. In piazza, mentre fervevano i preparativi per l’assemblea, cominciavano a riunirsi una cinquantina di operai della Finmek, venuti lì a portare il proprio ringraziamento agli studenti e lavoratori in piazza. Nel giro di pochi minuti, piazza Bovio si è riempita con 350 studenti del Classico, Scientifico, Artistico e Geometra di S. Maria e Scientifico di Capua, entrati in piazza con slogan contro la Moratti e striscioni inneggianti all’unità tra studenti e lavoratori.

Un momento dell'assemblea in Piazza Bovio

Vari compagni hanno preso la parola, alternandosi su un tavolo che per l’occasione fungeva da palco, ribadendo la necessità di proseguire la lotta. L’introduzione di Fulvio Beato, seguita dall’intervento di Antonio Erpice, i due portavoce del Comitato, sono serviti a spiegare il perché della scelta di stare in piazza con gli operai e della necessità di unire le forze contro chi taglia le spese sociali,chiude le fabbriche e concede solo repressione. A loro sono seguiti gli interventi dei lavoratori della Finmek, che hanno denunciato il peggioramento e il declino dell’azienda da quando, all’epoca Italtel, è stata privatizzata, e centinaia di operai sono stati mandati a casa. Si poteva sentire la gratitudine operaia, semplice e calorosa, nell’intervento di una lavoratrice che spiegava come la loro lotta servisse anche a garantire un futuro ai propri figli, alcuni dei quali in piazza. Gli interventi degli studenti, come quello di Gianluca Limatola del Coordinamento Nazionale del CSP e di Pietro del Liceo Scientifico Garofalo di Capua, hanno ribadito ancora una volta il concetto di come senza i lavoratori la società sia destinata alla paralisi, e di come le lotte del movimento studentesco e del movimento operaio, una volte unificate, possono dare vita a grandi conquiste per il miglioramento delle condizioni di vita.

A conclusione dell’assemblea, oltre all’immediato pagamento dei salari arretrati da mesi, è stato lanciato l’appello a costruire uno sciopero generale cittadino, e ad estendere lo sciopero generale del 25 novembre da 4 ore a 8 in provincia di Caserta. Una provincia che assiste allo smembramento dei propri impianti produttivi e alla conseguente desertificazione industriale, con migliaia di famiglie gettate sul lastrico da chi prima ha incassato miliardi dallo Stato e poi fugge, lasciando dietro di sé terra bruciata. La Finmek è solo la punta più avanzata di una situazione che coinvolge l’intera industria casertana,. Ieri si è dimostrato come uniti si può cominciare una nuova fase della vertenza, e il proposito scandito da centinaia e studenti nello slogan “Studenti e lavoratori uniti nella lotta, la Finmek non si tocca!” è solo l’inizio di una nuova battaglia per difendere il presente dei lavoratori, e il futuro di quei giovani che già si trovano a vivere una situazione incerta e difficile.

28 ottobre 2005.

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