La mobilitazione dei lavoratori della Finmek continua, e assieme a loro il Comitato di Lotta è in prima linea nella difesa della fabbrica dalla minaccia di chiusura padronale. L’assemblea di fabbrica di lunedì ha ribadito ulteriormente la necessità di opporsi alla chiusura dello stabilimento, e gli interventi dei lavoratori andavano nella direzione dell’estensione e della durata della lotta. A inizio assemblea, la nostra presenza come Comitato di Lotta è stata accolta con un boato dai lavoratori, ormai stanchi di assistere a rituali passerelle di assessori, onorevoli e sindaci che ormai arrivano a proporre di cercare l’unità col governo Berlusconi, quello stesso governo responsabile delle peggiori scelte antioperaie degli ultimi anni. Non saranno Berlusconi, Scajola e Maroni a salvare gli stabilimenti di S. Maria Capua Vetere e di Pagani, ma soltanto una mobilitazione diffusa di studenti, operai, disoccupati, cittadini contro le scelte di questo governo e le imposizioni padronali.
Il Comitato di Lotta aveva lanciato, nell’assemblea della scorsa settimana, una giornata di lotta per giovedì 27 ottobre, con un sit-in nel centro di Santa Maria, proprio per ribadire prima del tavolo di trattativa di oggi, la presenza massiccia della solidarietà popolare a questi lavoratori in lotta da mesi per la difesa del proprio presente e del proprio futuro. Una campagna di propaganda intensa ha coinvolto nell’ultima settimana le scuole di Santa Maria, con volantinaggi e attacchinaggi volti a portare in piazza gli studenti, molti figli di operai della Finmek e dell’ATI, altro stabilimento cittadino minacciato di chiusura. Anche a Capua c’è stato uno sforzo di propaganda nei riguardi delle scuole, principalmente verso il Liceo Scientifico Garofalo, istituto a soli pochi chilometri dalla Finmek, e dove esiste una tradizione di lotte mai dimenticata.
Le cariche di martedì 25 ottobre a Roma contro il corteo studentesco hanno aumentato la rabbia degli studenti, già in mobilitazione nell’ultimo mese contro la riforma Moratti, e stanchi di subire attacchi, botte e insulti dal governo. Bisogna aggiungere che molti studenti hanno genitori, fratelli, parenti in fabbrica, e senza gli stipendi arretrati da giugno è molto difficile per loro studiare e vivere.
Giovedì mattina nelle scuole di S. Maria si respirava un’aria di fermento e di attesa per il sit-in. Fra gli studenti si sentivano commenti e discorsi di rabbia verso i padroni e il governo che sta portando via il futuro da S. Maria, e che sanno soltanto dare botte, attacchi e peggioramenti alle loro condizioni di vita. Decine e decine di studenti hanno raggiunto in corteo, dalle varie scuole cittadine, il centro cittadino per partecipare all’assemblea, alcuni (come gli studenti dei Licei Scientifici di S. Maria e Capua) percorrendo qualche chilometro a piedi. In piazza, mentre fervevano i preparativi per l’assemblea, cominciavano a riunirsi una cinquantina di operai della Finmek, venuti lì a portare il proprio ringraziamento agli studenti e lavoratori in piazza. Nel giro di pochi minuti, piazza Bovio si è riempita con 350 studenti del Classico, Scientifico, Artistico e Geometra di S. Maria e Scientifico di Capua, entrati in piazza con slogan contro la Moratti e striscioni inneggianti all’unità tra studenti e lavoratori.
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Un momento dell'assemblea in Piazza Bovio |
A conclusione dell’assemblea, oltre all’immediato pagamento dei salari arretrati da mesi, è stato lanciato l’appello a costruire uno sciopero generale cittadino, e ad estendere lo sciopero generale del 25 novembre da 4 ore a 8 in provincia di Caserta. Una provincia che assiste allo smembramento dei propri impianti produttivi e alla conseguente desertificazione industriale, con migliaia di famiglie gettate sul lastrico da chi prima ha incassato miliardi dallo Stato e poi fugge, lasciando dietro di sé terra bruciata. La Finmek è solo la punta più avanzata di una situazione che coinvolge l’intera industria casertana,. Ieri si è dimostrato come uniti si può cominciare una nuova fase della vertenza, e il proposito scandito da centinaia e studenti nello slogan “Studenti e lavoratori uniti nella lotta, la Finmek non si tocca!” è solo l’inizio di una nuova battaglia per difendere il presente dei lavoratori, e il futuro di quei giovani che già si trovano a vivere una situazione incerta e difficile.
28 ottobre 2005.
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