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Dall’accordo separato al congresso della Cgil PDF Stampa E-mail
Movimento operaio - sindacato
Scritto da Paolo Grassi   
Lunedì 18 Maggio 2009 08:45

Governo, Confindustria, Cisl, Uil e Ugl il 15 aprile hanno definitivamente concluso gli ultimi particolari del famigerato accordo separato e già hanno messo in cantiere un nuovo attacco. Il ministro del Welfare, Sacconi, mercoledì 6 maggio ha presentato il Libro bianco su lavoro e lo stato sociale, dall’accattivante nome “La vita buona della società attiva”. Un piano generale di nuovi e pesanti attacchi sempre e comunque diretti ai lavoratori, giovani, anziani, donne e immigrati. C’è ne proprio per tutti.

La risposta della Cgil è debole come emerso nel direttivo di aprile della Cgil dove sul documento finale, si è distinta solo la Rete 28 Aprile che astenendosi, ha ribadito l’assenza di una strategia per rispondere all’attacco. Infatti si convocano delle assemblee nazionali ma non si ha intenzione, nonostante il successo delle manifestazioni di questi mesi, di proseguire la lotta.

In compenso si fa appello ad affrontare i prossimi contratti in scadenza prendendo come punto di riferimento la piattaforma unitaria partorita con Cisl e Uil un anno fa.

Se l’accordo separato prevede la riduzione del potere d’acquisto dei salari, il calcolo dell’”inflazione realisticamente prevedibile”, contenuto nella piattaforma unitaria a cui si richiama la Cgil, non è da meno.

Si tratta dello stesso meccanismo che negli ultimi 15 anni ha fatto perdere il 20% del potere d’acquisto ai salari. In quella piattaforma c’erano i rinnovi contrattuali triennali, la defiscalizzazione dei premi legati alla produttività, gli enti bilaterali.

Solo la Fiom sembra voler portare avanti il conflitto, difendendo una piattaforma slegata dall’accordo separato. A dicembre scade il biennio salariale dei metalmeccanici. I padroni vogliono approfittare della crisi per strappare un nuovo contratto triennale peggiorativo da tutti i punti di vista. Nel Comitato centrale della Fiom del 27 aprile è stato ribadito con un documento finale che la Fiom farà la sua piattaforma esclusivamente sugli aumenti salariali. Sarà un conflitto molto duro che tra l’altro cade contemporaneamente alle mobilitazioni per la difesa degli stabilimenti Fiat e la vertenza Fincantieri contro l’accordo separato.

Nel direttivo nazionale è comunque emersa una novità importante, nella prossima riunione si avvieranno formalmente i preparativi per il congresso nazionale della Cgil.

Congresso a cui è necessario presentare un documento alternativo in grado di dare risposte adeguate ai lavoratori sulla fase che stiamo attraversando con una piattaforma che difenda un sindacalismo di classe e combattivo.

La Rete 28 Aprile, ha già dichiarato che al prossimo congresso presenterà un documento alternativo e ha aperto la sua campagna congressuale nell’assemblea del 15 maggio a Milano, con la presenza di Rinaldini, il segretario della Funzione pubblica Podda e il coordinatore nazionale di Lavoro e società, Nicolosi.

Sicuramente l’assemblea offrirà indicazioni importanti su quali reali possibilità ci saranno perchè queste forze, o parte di queste, possano presentarsi insieme per una battaglia comune. Ma non bisogna nascondersi il pericolo che per allargare il fronte il più possibile si perda in coerenza e chiarezza delle rivendicazioni, necessarie a rilanciare una vera opposizione di classe nel sindacato.

Questo ci ha insegnato la storia degli ultimi 20 anni di sinistra sindacale in Cgil e che ha portato come risultato finale allo scorso congresso, uno dei più burocratici della storia, una parte della sinistra in maggioranza con Epifani e la Rete 28 Aprile ridotta a un misero 3%. Per questo la nostra battaglia deve essere rivolta in primo luogo ai lavoratori, ai delegati più combattivi, a tutti quelli che vogliono una svolta vera e non millimetrici spostamenti congressuali.

La Cgil si configura come un’arena di scontro decisivo tra chi vuol far rientrare la lotta e chi cerca di portare il sindacato su posizioni più avanzate. L’obiettivo all’ordine del giorno è attingere dal conflitto per cambiare il volto del sindacalismo in Italia.

 
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