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Congresso della Camera del Lavoro di Genova PDF Stampa E-mail
Movimento operaio - sindacato
Scritto da Franco Ferrara   
Mercoledì 17 Marzo 2010 05:39

 Opposizione cercasi

Il congresso della Camera del Lavoro di Genova svoltosi al Teatro della Gioventù nelle giornate di Lunedì  8 e Martedì 9 marzo ha chiuso la fase dei congressi di base e di categoria della provincia di Genova che hanno visto andare al primo documento “i diritti ed il lavoro oltre la crisi” a firma del segretario nazionale uscente Epifani il 70% dei consensi ed al secondo documento “la CGIL che vogliamo” il restante 30% .

Il congresso, iniziato nel primo pomeriggio di lunedì 8 marzo, ha visto una lunga relazione del segretario generale della camera del lavoro di Genova Walter Fabbiocchi che ha ricalcato tutta l'impostazione del primo documento, da lui sostenuto, con l'aggiunta di riferimenti alla situazione territoriale locale peraltro tutta sbilanciata sul versante del rapporto con gli Enti locali ed assai poco su quella dell'analisi delle lotte e delle vertenze che pure ci sono state sul territorio (AMT, Fincantieri, ASTER e Porto).

Il dibattito che ne è seguito in plenaria è stato piuttosto fiacco per poi vivacizzarsi il giorno dopo con gli interventi di alcuni compagni del secondo documento (Verruggio, Manganaro ed altri) che hanno ben messo in luce che cosa si sta giocando la CGIL in questa fase se non vuole abdicare totalmente al suo ruolo di sindacato che organizza e dirige le lotte e come la sua attuale impostazione politica sia del tutto inadeguata alle necessità del momento.

Le conclusioni dopo il dibattito sono state svolte dal compagno Fabrizio Solari della segreteria nazionale. Il succo del suo intervento è stato orientato a dimostrare che l'attuale crisi indebolisce i lavoratori nella loro capacità di lotta, che prende campo la ricerca della soluzione individuale, contrariamente a quello che “noi”, ha detto proprio, così potevamo prima supporre. Ha quindi difeso la posizione della maggioranza affermando che nessun contratto di categoria firmato dalla CGIL contiene deroghe al CCNL ed ai “paletti” posti dalla Confederazione alle categorie dopo il “no” all'accordo separato tra CISL, UIL, UGL e Governo. Nessun accenno alle lotte anche molto radicali che si sono svolte fino a questo momento nel paese e che hanno visto in diversi casi la base scavalcare le posizioni delle tre confederazioni.

Il congresso si è quindi concluso con la votazione del documento della commissione politica che ha visto la partecipazione di circa 330 delegati presenti in sala ed è stato approvato con 219 voti favorevoli, 93 astenuti con dichiarazione di voto di non condivisione dell'impostazione politica da parte del compagno Anton Giulio Mannoni che ha dichiarato che il voto di astensione recepiva il richiamo alla “gestione unitaria” contenuta nel suddetto documento,un solo voto contrario, il mio, che ho valutato del tutto insoddisfacente il documento politico finale che ha recepito espressamente ed integralmente i contenuti sia della relazione di Fabbiocchi sia le conclusioni di Solari senza alcuna apertura ai contributi provenienti da chi non ha condiviso i temi della maggioranza. Dico di più l'intervento conclusivo di Solari ha fatto esplicito riferimento al fatto che la maggioranza che vince un congresso ha in democrazia il compito di applicare poi quella linea politica.

A mio giudizio tali conclusioni non lasciano spazio a margini di mediazione e il voto di astensione, pur con la dichiarazione di voto di cui ho riferito, non ha evidenziato a sufficienza il rigetto di una  tale impostazione.

 
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