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| Cgil in piazza il 27 settembre: è solo l’inizio? |
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| Movimento operaio - sindacato | |||
| Scritto da La Redazione | |||
| Lunedì 20 Ottobre 2008 07:35 | |||
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Si è svolta sabato 27 settembre la manifestazione della Cgil in svariate città contro le controriforme e la finanziaria del Governo Berlusconi. Presidi e manifestazioni un pò in tutt’Italia hanno portato in piazza migliaia di lavoratori. Probabilmente non il milione dichiarato ma sicuramente più di quanti la stessa Cgil si aspettava. In alcune città la partecipazione è stata consistente grazie alla scesa in campo degli insegnanti e di tanti genitori che vorrebbero vedere una controffensiva adeguata agli attacchi alla scuola pubblica. Particolarmente partecipate sono state le manifestazioni di Torino, Bologna, Roma e Napoli dove a ingrossare le fila dei manifestanti sono stati soprattutto i lavoratori dell’industria, che attraversa una forte crisi, e quelli dell’impiego pubblico che devono rinnovare il contratto e respingere le decurtazioni salariali che da gennaio saranno effettive. A Napoli al corteo regionale c’erano decine di migliaia di persone, l’ambiente era decisamente combattivo, i compagni del circolo universitario del Prc sono intervenuti con un volantino contro l’attacco alla scuola pubblica. A Bologna il presidio è diventato una vera e propria manifestazione con corteo, oltre 10mila persone dove anche il Prc ha fatto uno spezzone. A Pavia si è tenuto un comizio nella principale piazza dove gli studenti del Comitato in difesa della scuola pubblica e i Giovani Comunisti sono intervenuti su richiesta della Cgil. Stessa cosa a Trieste dove non è stato fatto un comizio ma un dibattito sulla scuola. A Parma invece la Cgil, particolarmente nervosa forse a causa della scarsa preparazione della manifestazione (l’unica categoria con una presenza significativa è stata la Fiom) se l’è presa proprio col gazebo del Prc facendolo spostare ai margini della manifestazione mentre quello del Partito democratico godeva di una posizione di tutto rispetto. A Modena i compagni della Rete 28 aprile hanno distribuito un volantino contro la controriforma dei contratti mentre i circoli operai Prc dell’Inalca e della Terim hanno fatto campagna per la manifestazione dell’11 ottobre. Nelle manifestazioni sono state diffuse 400 copie di Falcemartello, riscontrando interesse e richieste di maggiori notizie sull’autunno e la svolta del Prc di questi mesi. La convocazione di questa manifestazione risale a diversi mesi fa, quando ancora era insediato il governo Prodi. Allora Cgil, Cisl e Uil dopo aver accettato l’ennesima finanziaria contro i lavoratori e lo sciagurato accordo sul Welfare promisero una manifestazione per “sollecitare” il governo a favore dei lavoratori. Voleva essere una valvola di sfogo alla frustrazione che via via andava accumulandosi. Coincideva con il punto più alto di convergenza della Cgil con Cisl e Uil su tutta una serie di controriforme messe in cantiere, su tutte la trattativa con Confindustria sul modello contrattuale. Sembrano passati anni e invece sono passati solo pochi mesi, Prodi non c’è più, la sinistra fuori dal parlamento e al governo c’è Berlusconi. Lo scenario è notevolmente cambiato non solo perché ai tantissimi problemi che i lavoratori hanno si aggiunge l’ennesimo affondo dei padroni ma anche perché la “preziosa” unità di vertice di cui Epifani andava fiero si sta sciogliendo come neve al sole. Le manifestazioni del 27 settembre ne sono un primo risultato visto che la Cgil se l’è dovute fare da sola. Un vero peccato che in molte di queste iniziative il Prc ci sia arrivato senza una presenza organizzata e molto si è lasciato all’iniziativa di singoli circoli o compagni.
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