85 persone hanno partecipato all’assemblea di solidarietà con la lotta dei lavoratori della Smalti Modena organizzata dal circolo cittadino del Partito della Rifondazione Comunista. La riunione partiva dalla lotta alla Smalti, 40 ore di sciopero, per discutere della crisi industriale con Paolo Brini, delegato RSU della Smalti e membro del CC della Fiom-Cgil, Donato Pivanti, segretario della Cgil di Modena, Alessandro Gulinati, del dipartimento nazionale lavoro del Prc. Nella platea, a forte composizione operaia, spiccava il gruppo di una dozzina di lavoratori della Smalti, oltre a diversi compagni della Terim, della Fiat New Holland e della Ferrari.
La discussione è stata introdotta da Paolo Brini il quale ha osservato che la crisi industriale col suo carico di licenziamenti e cassa integrazione non riguarda solo il settore metalmeccanico ma aree crescenti dell’economia, dal tessile al ceramico: uno studio della Cisl ipotizza la perdita di 500mila posti di lavoro per il 2005. Brini ha illustrato le proposte di lotta che la RSU della Smalti avanza a tutto il sindacato: coordinamento di tutte le fabbriche in lotta, cassa di resistenza, convocazione di uno sciopero provinciale di 8 ore per la difesa di tutti i posti di lavoro e riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario per contrastare i licenziamenti. Alla Smalti quest’ultima rivendicazione è stata concretizzata con la richiesta di contratti di solidarietà con un 20% del salario coperto in modo aggiuntivo dal padrone. La ragione fondamentale di questa crisi risiede, come già spiegava Marx, nella sovrapproduzione e non in pretesi errori dei capitalisti di questo o quel paese. La relazione di Brini si è conclusa sostenendo la necessità per il sindacato di non gestire le ristrutturazioni capitaliste ma di difendere ogni posto di lavoro facendo pagare la crisi ai padroni: a mo’ di esempio sono state portate quelle fabbriche in Argentina ed in Venezuela, specialmente Zanon e Venepal, dove i lavoratori hanno risposto alla chiusura con l’occupazione della fabbrica, la ripresa della produzione sotto il controllo operaio e la richiesta di nazionalizzazione. La nazionalizzazione sotto il controllo operaio delle fabbriche in crisi, inoltre, pone il problema di chi comanda nella società, padroni o lavoratori, ed ha un valore centrale in un programma di transizione per la trasformazione comunista della società.
La discussione è stata animata da una decina di interventi, molti dei quali hanno criticato l’idea che la crisi possa essere superata in un’ottica di collaborazione di classe tra padroni e lavoratori, puntando sulla competitività di quello che ipocritamente i mass media borghesi definiscono “sistema Italia”.
L’alta partecipazione all’assemblea ed il clima combattivo indicano le potenzialità politiche che si liberano quando la classe lavoratrice scende in lotta con parole d’ordine radicali. La solidarietà attorno alla lotta della Smalti è stata significativa, a partire dalla Terim dove i lavoratori hanno raccolto quasi 500 euro fino alla Fiat New Holland. Nelle conclusioni, inoltre, il segretario della CGIL di Modena si è impegnato a discutere la proposta di uno sciopero generale provinciale contro la crisi industriale. E’ un primo segno che la lotta alla Smalti ha avuto un impatto ben oltre le mura della fabbrica, contribuendo ad un rilancio più generale della riscossa operaia.
Modena, 31 marzo 2005.
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