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| Scritto da Sara Parlavecchia (Comitato in difesa della Scuola Pubblica - Csp) | |||
| Venerdì 17 Marzo 2006 13:21 | |||
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Educazione sessuale nelle scuole E’ appena passata un’altra festa della donna, un altro 8 marzo carico di retorica. Ma tra le righe di questa retorica "politically correct", non si perde occasione per propagandare lo smantellamento dei diritti delle donne. Nonostante gli omaggi e le mimose, per le studentesse e le lavoratrici la realtà rimane la stessa: la curia cattolica e la destra continuano ad esprimersi contro i diritti della donna, e contro l’aborto in particolare. Vogliono ricacciare le donne a casa, come mezzo per diminuire statisticamente la disoccupazione e scaricare i tagli dei costi sociali sulla donna. Più casalinghe, meno stato sociale. Questo è il programma della destra e del centro-sinistra. Difendiamo il diritto all’aborto Così il 7/3 il Corriere della Sera non ha perso tempo a pubblicare i dati Istat sulle interruzioni di gravidanza. I dati vanno però in direzione esattamente opposta alle tesi della chiesa: diminuiscono gli aborti clandestini e le interruzioni di gravidanza da quando è in vigore la legge 194 che le tutela. Dal 1980 a oggi infatti gli aborti volontari sono diminuiti del 35%; si è passati dal 15,3 per mille (‘80) al 9,3 per mille del 1998. Unica eccezione a questa tendenza, è data dagli aumenti (comunque contenuti) dal ricorso all’interruzione volontaria della gravidanza tra le giovani tra i 15 e i 19 anni: dal 4,5 per mille nel 1990 al 6,6 per mille nel 1998. Aumento percentuale tra l’altro dovuto all’uscita dalla clandestinità di tante ragazze che ora si sentono più tutelate grazie alla legge 194. Ma questo dato è stato utilizzato per dimostrare "la caduta di morale tra le giovani causata dal diritto all’aborto". La destra e la chiesa non si sono fatte scappare questa possibilità, in pieno clima elettorale, per una crociata demagogica contro "l’orrore per le vite spezzate sul nascere". Fanno finta di ignorare le migliaia di donne che sono state sottratte alle grinfie di numerosi macellai, grazie alla 194, o dimenticano di essersi opposti spesso a qualunque tipo di informazione sui contraccettivi. Forse si sentono la coscienza a posto dopo aver approvato una legge che destinerà "fino a un milione al mese" per 3 anni al massimo alle "donne indigenti che rinunciano ad abortire". Queste misere briciole sono ben poca cosa per una donna che è costretta a rinunciare al proprio bambino per motivi economici. La tesi è sempre la stessa: "il diritto all’aborto vuol dire incentivare l’aborto e la corruzione morale". Questi pretuncoli sono disgustanti. Sottintendono con le proprie idee che per una donna abortire sia quasi un piacere, per cui se non intervengono proibizioni, allora si assisterà ad un dilagare degli aborti. Educazione sessuale nelle scuole L’aumento dell’aborto tra le minorenni non pone il problema dell’abolizione del diritto d’aborto, ma quello della corretta educazione sessuale nelle scuole. Ma proprio su questo terreno, è la chiesa a frenare ogni iniziativa. Viene da chiedersi come mai in piena applicazione dell’Auto-nomia Scolastica, proliferino ogni tipo di corsi (concessi dalle scuole a banche, televisioni, aziende ecc.) e non venga nemmeno presa in considerazione la possibilità di inserire nell’orario scolastico delle ore fisse di educazione sessuale. Nel contempo la Chiesa cattolica ha a disposizione un’ora di religione a settimana per diffondere le sue idee (contrarietà all’uso dei contraccettivi, all’aborto, ai matrimoni misti tra cattolici e non cattolici ecc.). La rivendicazione della presenza di un’ora di educazione sessuale nelle scuola non è una questione estranea al movimento studentesco. Il movimento degli studenti nel 1993 era partito proprio dalla lotta contro la Jervolino (allora democristiana e Ministro della Pubblica Istruzione, oggi ex-democristiana e interna al centro-sinistra) che voleva proibire l’educazione sessuale. Sta a noi oggi recuperare le migliori tradizioni del movimento studentesco. E’ necessario tornare a includere nelle rivendicazioni delle nostre lotte richieste come: • ore di educazione sessuale nelle scuole • diffusione gratuita di contraccettivi • diritto all’informazione e abolizione dell’ora di religione all’interno dell’orario scolastico. Solo così si impedisce un ritorno indietro di 50 anni, solo così permetteremo un reale diritto alla vita.
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