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Giovani in lotta
Scritto da Stefano Quaglia (CSP Parma)   
Venerdì 24 Marzo 2006 09:22

Ecco la scuola che verrà

PARMA - Il ministro Moratti ha delineato il modello di scuola (pubblica) che ha in mente per le generazioni future: esaltazione dello spirito nazionale, affermazione della tradizione cattolica, ulteriore apertura alle aziende private.

Per il ministro dell’istruzione, infatti, intervenuta a un convegno di Azione giovani (i giovani di An), la scuola "deve rafforzare l’identità nazionale" e ha promesso che farà di tutto per rinsaldare i "valori propri della nazione".

E infatti, si capisce a quali "valori" si riferisca il ministro quando la si sente dichiarare che la presenza del crocefisso in aula sia "doverosa", e che "rappresenta un simbolo della civiltà cristiana, della sua radice storica e del suo valore universale".

Il 18 settembre la Moratti ha annunciato che sta preparando una normativa in base alla quale il simbolo della chiesa cattolica sarà esposto in tutte le aule. Con questa mossa, si è senz’altro guadagnata un’altra ola al prossimo meeting di CL a Rimini.

Oltre alla Moratti, altre iniziative in questa direzione sono state prese dalla Lega. Ecco i passi salienti della proposta presentata dal leghista Bricolo, un integralista molto impegnato a combattere "l’arroganza maomettana" e a ripristinare la messa in latino al fianco di numerosi esponenti di CCD, Forza Italia, An e dei neofascisti di Forza Nuova: all’art.1 leggiamo che " Il Crocifisso […] è riconosciuto quale elemento essenziale e costitutivo e perciò irrinunciabile del patrimonio storico e civico-culturale dell’Italia".

All’art. 4 le sanzioni previste: "Chiunque rimuove in odio ad esso l’emblema della Croce o del Crocefisso dal pubblico ufficio nel quale sia esposto o lo vilipende è punito con l’arresto fino a mesi sei o con l’ammenda da 500 a 1000 euro". La proposta di legge è stata sottoscritta da una settantina di deputati, compresi anche alcuni dell’opposizione. L’intento, più chiaro che mai, è quello di clericalizzare finalmente la scuola italiana per riportarla indietro di decenni e utilizzarla come strumento di proselitismo coatto.

L’unica strada da percorrere per difendere la laicità della scuola, elemento fondamentale di una scuola democratica e pubblica, è quello di organizzarsi in ogni istituto ed ateneo in Comitati per la difesa della Scuola Pubblica, e lottare, studenti, docenti e personale ATA, per una piattaforma che contenga, tra l’altro:

- ritiro di tutte le leggi di autonomia scolastica e di privatizzazione della scuola

- dimissioni del ministro Moratti e con lei di tutto il governo

- ritiro dei buoni scuola e di tutti i fondi destinati agli istituti privati

- abolizione dell’ora di religione

- fuori la Curia e le aziende dalla scuola pubblica

- abolizione di tutte le sovvenzioni pubbliche

e delle agevolazioni fiscali alla Chiesa Cattolica.

 
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