Tribuna congressuale - Rompere con Prodi
La natura di classe del centro-sinistra mina i "paletti" programmatici
La mozione congressuale n°2, quella che fa riferimento alla rivista dell’Ernesto, e rappresentata dal compagno Claudio Grassi, propone una linea che a prima vista potrebbe sembrare accattivante. Il documento “Essere Comunisti” propone in sostanza di andare ad un tavolo di trattativa con tutte le forze di opposizione, allo scopo di preparare un programma di governo realmente alternativo a quello di Berlusconi, che contenga quindi dei “paletti” irrinunciabili per i comunisti, ovvero che il governo non sostenga nessuna guerra (neanche quelle “umanitarie”), che vengano abrogate tutte le controriforme berlusconiane (scuola, lavoro, pensioni, immigrazione, ecc), e l’introduzione di un nuovo modello di scala mobile. Se questi “paletti” saranno accettati dai vari Prodi, Rutelli, D’alema e Fassino, noti difensori degli interessi dei lavoratori, allora ci saranno le condizioni per poter andare al governo. Nel caso contrario non sarà possibile sostenere tale coalizione.
Si dice che è necessario cacciare Berlusconi, e fino a qui siamo tutti d’accordo, e ci si propone per arrivare a questo obiettivo di riunire tutte le forze possibili. Su questo ultimo punto si pone un interrogativo: chi è davvero interessato a cacciare Berlusconi per battere anche le politiche di destra, che come spiegano i compagni dell’Ernesto sono state portate avanti anche dal centro-sinistra nella scorsa legislatura? A questa domanda si può dare solo una risposta: i lavoratori vogliono cambiare pagina, mentre Prodi, Rutelli e Fassino no. I fatti parlano chiaro, il programma del centro-sinistra continuerà a portare avanti politiche neoliberiste, quindi antioperaie, e non cancelleranno nemmeno le controriforme di Berlusconi (così hanno affermato Rutelli e Dalema), per il semplice fatto che la componente di centro della coalizione è un’espressione diretta degli interessi della classe dominante (Prodi e la Margherita su tutti). Come si può pensare che un imprenditore accetti di cancellare le leggi sulla precarietà? È come credere che un carpentiere si dia una martellata sulle dita perché glielo chiede il padrone…
Dopo una analisi approfondita della congiuntura internazionale, si giunge ad una conclusione: il sistema capitalista è entrato in una fase di crisi a livello internazionale, quindi anche dove governa la socialdemocrazia (Germania per esempio) assistiamo a degli attacchi sistematici rivolti contro la classe lavoratrice ed i settori più deboli della società, perché non ci sono più spazi per serie politiche riformiste progressiste, questi margini sono cancellati, e quindi le socialdemocrazie si trovano in crisi. Quindi in Italia, anello debole dell’economia europea, dove la classe dominante non ha nulla da concedere ai lavoratori, come si può pensare di fare delle riforme senza scontrarsi frontalmente con gli interessi della borghesia? La strada che il nostro Partito dovrà intraprendere nella prossima fase dovrà essere quella di intervenire nelle contraddizioni apertesi tra i vertici e la base delle organizzazioni socialdemocratiche, che hanno tuttora un’influenza maggioritaria tra i lavoratori, per poter così arrivare a contendere l’egemonia ai riformisti. Il nostro è un Partito che ha tutte le potenzialità per poter conquistare la maggioranza della classe lavoratrice ad una prospettiva comunista, ma per arrivare a ciò non bisogna inventarsi una qualsivoglia sinistra alternativa, bisogna bensì dar battaglia nella CGIL, nella FIOM, fabbrica per fabbrica, perché è in questi “luoghi” che si trovano i lavoratori.
Questi sono solo alcuni degli aspetti che mi hanno portato a sottoscrivere il documento n°5, ovvero “Rompere con Prodi, preparare l’alternativa operaia”.
Liberazione, 7 gennaio 2005
Vedi anche:
Tribuna congressuale - Rompere con Prodi
Il fallimento della disobbedienza e la crisi
dei Giovani Comunisti di Dario Salvetti (apparso su Liberazione
il 5 gennaio 2005)
Tribuna congressuale - Rompere con Prodi
I comunisti devono
appoggiare la resistenza irachena! di Alessandro Riatti (apparso su Liberazione
il 2 gennaio 2005)
Tribuna Congressuale - Rompere
con Prodi
Gli "esperimenti" del laboratorio politico
campano di Giovanni Savino (apparso su Liberazione il 29 dicembre 2004)
Tribuna Congressuale - Rompere
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Lotte operaie e
questione meridionale di Giampiero Palermo e Geppino A.
Parrilla (apparso su Liberazione il 24 dicembre 2004)
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Finito il movimentismo, arriva il governismo
di Andrea Tavano (apparso su Liberazione il 22 dicembre 2004)
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“Alternativa di società” da costruire con Prodi e Montezemolo? di
Roberto Sarti (apparso su Liberazione il 15 dicembre 2004)
Tribuna sulle 15 tesi - La
Grande alleanza: una gabbia mortale
Un primo contributo della nostra area al dibattito congressuale del Prc di
Claudio Bellotti e Alessandro Giardiello (apparso su Liberazione, il
22 ottobre 2004)
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