Tribuna congressuale - Rompere con Prodi
Finito il movimentismo, arriva il governismo
Di Andrea Tavano
Da tempo la linea politica del nostro partito è stata fortemente indirizzata verso la partecipazione in forma acritica nel movimento no global e nelle pratiche disobbedienti, al fine di aprire l’organizzazione ai nuovi soggetti sociali in lotta. La glorificazione di questa impostazione è avvenuta nello scorso congresso.
A più di due anni di distanza, il forte calo della partecipazione attiva nel Prc, unito alla sostanziale scomparsa dei social forum e delle nuove strutture di movimento, dimostrano il fallimento di quanto messo in pratica. Le ragioni di tale insuccesso nascono sia da teorizzazioni errate, sia dalle conseguenti azioni concrete.
Abbiamo visto così la rincorsa della direzione del partito nei confronti dei vari leaderini del movimento, veri e propri generali senza esercito con i quali si sono fatti accordi privi di reali basi di principio. Abbiamo accettato le loro posizioni anti-partito mentre questi soggetti utilizzavano il Prc per i loro fini. Le intese senza principio si sono così necessariamente rotte nel momento della spartizione dei posti: indicativo su tutti il caso D’Erme. L’utilizzo esclusivo dell’atto eclatante e simbolico ha allontanato molti giovani dai reali luoghi di lotta, ha fornito una scorciatoia che fittiziamente sostituiva il movimento delle masse.
La revisione ideologica che ha subito il partito ha visto la messa in pratica della “contaminazione” nei confronti delle altre strutture presenti tra i no-global. Abbandonato il fondamentale concetto di egemonia (visto come un pesante fardello del Novecento), abbiamo così rinunciato ad una funzione essenziale dei comunisti: portare le idee più avanzate tra le masse, far avanzare così la loro coscienza. Ma non solo.
Il vuoto in politica, come in natura, non esiste e l’autentica egemonia hanno tentato di farla i settori più moderati presenti nelle piazze. In questo modo hanno preso il sopravvento parole d’ordine riformiste che le masse hanno giudicato inservibili al fine di superare la crisi della società in cui viviamo: purtroppo il nostro partito le ha fatte proprie.
Migliaia di giovani e di lavoratori sono scesi (come chi scrive) nelle strade di Genova nel 2001 sfidando la repressione dello Stato e animati da un sincero ed onesto spirito di contestazione contro il sistema capitalista. E dove hanno portato in seguito quelle critiche e quella rabbia? In giro per il mondo ad inseguire gli incontri dei potenti di turno? Nei laboratori della disobbedienza? No. Le hanno portate nelle aziende in cui lavorano, nelle scuole in cui studiano, nei luoghi in cui subiscono direttamente lo sfruttamento capitalista e le ingiustizie sociali. Le hanno portate alla FIAT di Melfi, fra i tranvieri di Milano, alle acciaierie Terni, a Scanzano, ad Acerra.
Stranamente non abbiamo sentito parlare la gente di Tobin tax o di commercio equo solidale, ma di diritti sul posto di lavoro, di devastazioni del territorio per profitto, di contestazioni ai padroni. E mentre i social forum scomparivano dalla scena politica, con buona pace dei loro leaderini e il normale disappunto di tanti compagni che onestamente si erano spesi, milioni di persone scendevano e scendono in piazza sotto la guida (purtroppo inadeguata) della direzione Cgil.
In questi anni c’è stato un autentico risveglio della lotta di classe nel nostro Paese, preludio a quanto potrebbe accadere nel futuro. Il nostro partito, impegnato nell’elaborazione di nuove forme di lotta e nella ricerca (a quanto pare andata a vuoto) di un nuovo movimento operaio, ha perso una grande occasione per radicarsi tra i lavoratori e i giovani in lotta.
Non c’è traccia di revisione critica di quanto sostenuto e avvenuto negli ultimi anni nella mozione del nostro segretario. Si mette una pietra sopra, e si avanza verso una nuova tappa della rifondazione comunista: l’alleanza di governo con il centro borghese. Dobbiamo battere questa ipotesi e promuovere una svolta verso il movimento operaio.
Liberazione, 22 dicembre 2004
Vedi anche:
Tribuna Congressuale - Rompere con
Prodi
“Alternativa di società” da costruire con Prodi e Montezemolo? Di
Roberto Sarti (apparso su Liberazione il 15 dicembre 2004)
Tribuna sulle 15 tesi - La
Grande alleanza: una gabbia mortale
Un primo contributo della nostra area al dibattito congressuale del Prc di
Claudio Bellotti e Alessandro Giardiello (apparso su Liberazione, il
22 ottobre 2004)
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