logo

Sostienici

Prossime iniziative

NO DEBITO!

La rivoluzione araba

 

 

I nostri libri

 

Libreria Marxista

Mailing list

Iscriviti alla nostra mailing list

Addio Giampiero

giampiero_small

Rifondazione in Toscana PDF Stampa E-mail
Prc
Scritto da Dario Salvetti   
Giovedì 21 Dicembre 2006 04:23

Verso l’accordo con il centrosinistra?


“Se sul bilancio regionale per il 2007 ci saranno le condizioni, potremo mettere all’ordine del giorno l’ingresso di Rifondazione nel governo toscano”. Con queste parole ad ottobre il segretario regionale Pecorini ha dato ufficialmente il via al percorso che potrebbe portare Rifondazione nella giunta di centrosinistra in Toscana. Salvo sorprese dell’ultima ora, infatti, il Prc si asterrà sul bilancio regionale toscano. Un voto favorevole avrebbe comportato l’immediata entrata in giunta. I vertici regionali hanno però valutato che non ci siano le condizioni per simile “accelerazione”.

 

Di fatto con questo voto il Prc cessa ufficialmente di essere all’opposizione in regione e si pone in cammino verso l’entrata in maggioranza. Si avvia così verso la fine quella che pomposamente era stata chiamata l’“anomalia toscana”: il fatto cioè che la Toscana fosse l’unica regione dove nelle elezioni del 2005 non era avvenuto alcun accordo tra Prc ed Ulivo.

Un accordo mancato, come spiegammo allora, più per le pregiudiziali poste dal centrosinistra nei confronti del Prc che viceversa. Già durante le elezioni politiche del 2006, i vertici toscani di Rifondazione avevano inviato un appello a Prodi affinché si formasse l’Unione anche in Toscana. La teoria era più o meno questa: “l’Ulivo in Toscana è a destra dell’Unione a livello nazionale, e noi dobbiamo aprire le contraddizioni tra Ulivo ed Unione.” Vale la pena di citare le parole di Goethe: “ciò che esiste lo vedono lontano e ciò che non è reale gli appare vicino”.

Il gruppo regionale ha iniziato ad astenersi o addirittura a votare a favore delle proposte della giunta Martini ancora prima di entrarvi formalmente. Rifondazione si è già astenuta sia sul dpef che sul piano di sviluppo regionale. Ma il capolavoro è stato compiuto votando a favore dell’aumento del bollo auto regionale. Un aumento del 10% che graverà sull’85% delle famiglie e che si va a sommare agli aumenti del bollo già previsti dalla Finanziaria nazionale. Così dopo aver pagato il bollo auto dell’Unione, il lavoratore toscano avrà il privilegio di votare anche quello dell’Ulivo. E tanto perché non ci si possa accusare di discriminazione, entrambi hanno ricevuto il voto favorevole del nostro partito.


Perché l’accordo?


Le dichiarazioni in cui il segretario regionale Pecorini annunciava l’accordo in Toscana hanno sollevato un’ondata di critiche nel partito. Critiche a cui sono seguite le smentite da parte dello stesso gruppo regionale del Prc. La capogruppo Monica Sgherri in particolare ha rilasciato un’intervista in cui negava che si fosse vicini a qualsiasi forma di accordo. Un giorno l’accordo è annunciato, il giorno dopo è smentito. Dietro a questo rincorrersi di voci e di smentite c’è la difficoltà della direzione regionale ad imporre un accordo che incontra enormi resistenze nel partito.

Nemmeno un anno e mezzo fa Rifondazione era impegnata a difendere le ragioni di una propria candidatura regionale indipendente. È bene ricordare che non esiste il ricatto del pericolo della destra con cui ipnotizzare gli iscritti. In Toscana, infatti, la Casa della Libertà lotta tutt’oggi per superare il 40 per cento. Anzi la domanda più interessante è: perché proprio ora? Perché Martini apre a Rifondazione Comunista dopo averla esclusa da un accordo in un passato così recente?

Martini non vuole i voti dei nostri consiglieri, ma la paralisi del nostro partito. Durante i cinque anni del Governo Berlusconi, le amministrazioni uliviste hanno dirottato ad arte lo scontento verso il governo nazionale, colpevole di massacrare gli enti locali e costringerli a rincari delle tasse, tagli e privatizzazioni selvagge. Ma ora la favola è finita: non esiste più nessun governo di destra dietro a cui nascondere le proprie politiche. In questa situazione qualsiasi punto di riferimento a sinistra può diventare pericoloso. Non è casuale quindi che proprio in questo frangente politico Martini scopra di aver bisogno del sostegno di Rifondazione. Il gruppo dirigente del partito si appresta a corrergli in soccorso paralizzando il partito. Noi, viceversa, pensiamo che si debba attrezzarci per intervenire in queste debolezze avanzando un programma di alternativa.

 

18/12/2006 


 
Joomla SEO powered by JoomSEF

PRC

Internazionale

Economia

Storia e Memoria


FalceMartello
Licenza Creative Commons