Prc
L’assemblea nazionale della quinta mozione:
un breve resoconto
Due giorni di intenso dibattito hanno visto confrontarsi oltre 140 compagni
che hanno partecipato all’assemblea nazionale convocata a Cortona (Ar) dai
rappresentanti della quinta mozione congressuale del Prc. (“Rompere con Prodi”).
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L'Assemblea nel centro congressi di Cortona |
Il dibattito politico di apertura, introdotto da Claudio Bellotti (Direzione
nazionale del Prc) ha posto un forte accento sulla crisi economica e sociale:
“Il capitalismo italiano affonda come un sasso, ha detto Bellotti, questo è l’elemento
decisivo che determina le prospettive politiche. La borghesia italiana è stata
sconfitta su tutti i mercati, interno ed estero, e l’unica via d’uscita che
si prospetta è un attacco brutale ai diritti e ai salari, paragonabile a quanto
avvenne nel 1992 se non addirittura peggiore: un taglio di salario diretto e
indiretto attorno al 30%. Questo è il significato dell’intervento di
Montezemolo in Confindustria, che ha esplicitamente minacciato il sindacato: o
vi adeguate, o vi prenderemo per fame chiudendo le fabbriche una dopo l’altra”.
Negli interventi è risuonata una forte critica per i risultati deludenti
colti dal Prc dopo il congresso, nelle elezioni regionali e successivamente
nelle consultazioni in Sicilia (amministrative e referendum).
Il dibattito organizzativo del secondo giorno, introdotto da Alessandro
Giardiello, ha visto emergere la forte preoccupazione per un partito descritto
come “irriconoscibile” da diversi intervenuti, con intere federazioni preda
di scontri senza principi motivati unicamente da questioni di candidature e
posizioni. “Dobbiamo avanzare non solo la nostra alternativa politica, ma
anche una concreta proposta di partecipazione e di intervento, contro le
tentazioni scissionistiche che attraversano alcuni settori delle altre
minoranze. Siamo pronti ad assumere responsabilità nel lavoro del partito, alla
sola condizione che permettano di sviluppare un intervento reale e non siano
posizioni formali nelle quali i compagni si trovino in situazioni indifendibili”
ha detto Giardiello. È stato proposto di aprire un confronto con la segreteria
del partito per valutare le condizioni della eventuale partecipazione di un
compagno del quinto documento all’Esecutivo nazionale del partito, posizione
che allo scorso Cpn era stata lasciata vacante in attesa di un approfondimento
da tenersi per l’appunto nell’assemblea nazionale della mozione. “Siamo
stati contrari all’Esecutivo ed è criticabile che le altre opposizioni
interne, che a Venezia avevano lanciato tuoni e fulmini, si siano rapidamente
adeguate a quanto proposto dalla maggioranza senza neppure un confronto fra
loro. Tuttavia una volta che un organismo viene riconosciuto dal 98 per cento
del partito e si riunisce per discutere temi importanti come il congresso della
Cgil, dobbiamo valutare seriamente l’importanza di dire la nostra anche in
quella sede”.
L’incontro si è concluso con una manifestazione pubblica nel centro
congressi di Cortona. A tema, la rivoluzione venezuelana e il controllo operaio,
con un ampio intervento di Alan Woods, direttore del sito “In
defence of marxism” e autore di libri e articoli sul Venezuela. Woods, di
ritorno dal Venezuela dove ha partecipato a numerosi incontri in particolare con
lavoratori e attivisti sindacali coinvolti nel movimento in favore del controllo
operaio in aziende quali Venepal, Cnv, Pdvsa, ecc., ha sottolineato l’enorme
importanza della rivoluzione venezuelana nel quadro internazionale. “In tutto
il continente latinoamericano non c’è un solo governo stabile e il Veneuzela
è oggi la punta più avanzata di un processo che riapre anche la prospettiva
per rompere l’isolamento della rivoluzione cubana, assediata dall’imperialismo
e minacciata anche internamente da un settore burocratico favorevole a un
ritorno del capitalismo. Oggi nel processo rivoluzionario venezuelano entra in
scena la classe operaia, come mostra il movimento verso il controllo operaio. È
nostro dovere lavorare per rompere la cospirazione mediatica internazionale e
schierare il movimento operaio internazionale a fianco della rivoluzione
venezuelana”.
31 maggio 2005
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