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| Prc | |||
| Scritto da La redazione | |||
| Giovedì 18 Dicembre 2008 10:58 | |||
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Per dare voce ai lavoratori e ai militanti di base del Prc continuiamo la serie di interviste ai segretari dei circoli aziendali di Rifondazione Comunista.
2) Che valutazione fai di Chianciano? 3) Come segretaria/o di un circolo aziendale cosa ti aspetti dalle strutture centrali e su cosa pensi il partito debba investire maggiormente? Michele Cimabue coordinatore nazionale prc - poste
Ma non voglio fermarmi qui: abbiamo detto superamento? Allora quali sono gli strumenti da mettere in campo nell’arco dei 5 anni per superare la legge 30? Non se n’è visto nemmeno uno. Noi, come coordinamento Poste abbiamo messo in campo dei ragionamenti, ad esempio sulla Banca Etica alla Poste. La Banca Etica serviva per uscire dal precariato, era uno strumento. Questa cosa noi l’abbiamo al proposta al partito, alla segreteria nazionale, alla commissione alla Camera. Risposte? Nessuna. Se tu vai al governo per conto dei lavoratori devi fare cose concrete non poesia, noi non abbiamo avuto nessuna capacità di incidere perché i compagni erano impreparati. Se oggi, dall’opposizione, un coordinamento come il nostro individua che il governo attuale mette le mani sui soldi della Cassa Depositi e Prestiti (che ha un patrimonio di 200 miliardi di euro dei quali solo la metà è impiegata negli enti locali mentre l’altra metà è libera e disponibile) perché altri non sono arrivati alla nostra stessa conclusione? Con questi soldi si può fare una nuova IRI, opere pubbliche, opere per l’ambiente, per le coste di questo Paese, per il turismo. La questione è questa: o si distrugge il patrimonio della Cassa depositi e prestiti o si fanno delle cose per la collettività. Noi nel governo avevamo il sottosegretario allo sviluppo economico. Si sapeva che quei soldi esistevano. Si poteva evitare di fare finanziarie lacrime e sangue e proporre di utilizzare quei soldi per le classi sociali meno abbienti. Perché i compagni che erano al governo non hanno mosso un dito? Sulla questione della nuova IRI faremo un convegno a Gennaio con la Fiom. Le riconversioni industriali si possono fare perchè i soldi ci stanno. Questo è il compito del partito, mettere insieme diversi pezzi di società e della classe operaia, altrimenti non serve a niente.
Le idee che nascono da questi settori non debbono essere considerate patrimonio esclusivo di una parte del partito ma di tutti i compagni. Se io, dal nazionale, so di una iniziativa messa in piedi nella tal zona, devo attivarmi subito per chiamare un’altra zona e comunicarglielo. Una struttura centrale serve solo se è in grado di valorizzare le buone idee che si hanno a livello locale.
Ivano Pavani Segretario circolo telecom di firenze
Marco Tarantino Segr. circolo almaviva contact - Palermo
Il centro sinistra tra il padrone e il lavoratore ha scelto come interlocutore il primo. Stesso discorso per i diritti civili. Il Vaticano - questo Vaticano con a capo l’ultras Ratzinger - ha avuto il pieno sostegno di ampia parte della maggioranza governo, che ha affossato uno dopo l’altro tutti i punti programmatici previsti sulla laicità dello Stato e sull’avanzamento dei diritti civili in Italia. Vogliamo parlare inoltre di TAV o di questione morale. Insomma, il Governo Prodi ha distrutto ogni rappresentatività del centrosinistra, ma specialmente della sinistra, nel nostro paese. A questo dobbiamo la fase pre-fascistica, nel merito, che stiamo vivendo oggi. 2) Un partito spaccato a metà, grandi speranze, grandi difficoltà. Una cosa deve essere certa: indietro non si può tornare. Noi e il PD non siamo dallo stesso lato della barricata, non rappresentiamo gli stessi interessi.
Non possiamo rimanere il partito leggero che è stato costruito negli ultimi anni, tutto incentrato sulla figura del leader; dobbiamo investire in formazione e nel “sud” del nostro paese, inteso non solo come area geografica ma anche come spazio del disagio. Dobbiamo utilizzare, infine, nuovi strumenti di comunicazione, non avendo più, per fortuna o purtroppo, la visibilità concessa in passato dalla televisione. è una sfida che dobbiamo combattere dal basso. In poche parole, dobbiamo essere aggreganti.
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