Il Cpn del Prc rileva che dopo il terremoto politico provocato dal voto
regionale e amministrativo del 3-4 aprile si è aperta una nuova fase
caratterizzata dalla crisi verticale della Casa della Libertà e dalla forte
domanda di cambiamento che sale dal Paese.
In questo scenario appare incomprensibile la scelta di evitare qualsiasi
iniziativa di mobilitazione contro un governo ormai privo di legittimità
politica affinché abbandoni la guida del Paese. Grave appare in particolare l’offerta
di collaborazione sul piano della politica economica rivolta al presidente del
Consiglio da Romano Prodi a nome dell’Unione. Appellarsi oggi a Berlusconi,
come ha fatto Prodi, chiedendogli di realizzare «misure impegnative, serie e
severe» nel nome del Patto europeo di stabilità, garantendogli in quel caso il
proprio sostegno, significa interpretare le domande di Confindustria e dei
poteri forti e, di fatto, offrire una sponda a Berlusconi.
I lavoratori, le masse popolari, il popolo della pace di questo Paese hanno un’esigenza
opposta: chiedono una forte iniziativa sociale e politica di massa - nelle
lotte, nei movimenti e nelle istituzioni - volta a cacciare subito il governo di
centro-destra (impedendogli di causare ulteriori danni contro il lavoro e la
pace e di procedere nelle proprie “riforme” istituzionali di segno
autoritario) e tesa a creare i rapporti di forza capaci di imporre una
alternativa vera.
Claudio Grassi
Marco Ferrando
Salvatore Cannavò
Claudio Bellotti
Respinto con 85 voti a favore e 102 contrari.
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