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| L’emergenza rifiuti sommerge anche il Prc |
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| Prc | |||
| Scritto da Jacopo Renda e Vittorio Saldutti | |||
| Lunedì 04 Febbraio 2008 07:33 | |||
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“Ventiquattr’ore per fare pulizia” Romano Prodi (La Stampa, 8 gennaio 2008). A gennaio è esplosa in Campania l’ennesima emergenza rifiuti. Oltre 120mila tonnellate di immondizia maleodorante hanno invaso le strade della regione a grave danno della salute dei cittadini. La situazione, già intollerabile da tempo, ha conquistato l’attenzione del governo nazionale e regionale dopo che molti sindaci hanno chiuso le scuole, lasciando a casa circa 50mila studenti della regione. Dalle dichiarazioni di Prodi si sono accumulate, oltre 250mila tonnellate di rifiuti in Campania.
Non è certamente un caso che la popolazione di Pianura abbia una incidenza di tumori, malformazioni e malattie dell’apparato respiratorio molto più alta della già alta media regionale. Come conseguenza delle denunce degli abitanti, il 21 gennaio la magistratura ha sequestrato il sito della discarica con le motivazioni di “disastro ambientale ed epidemia colposa”. La provocazione di Prodi e Bassolino di volere riaprire questo ecomostro ha causato una vera propria rivolta nel quartiere. Ora dopo ora, la gente si è ammassata davanti alla ex discarica presidiandola, bloccando le strade e dando vita a cortei spontanei per le strade. In alcuni casi, alle manifestazioni, con metodi di lotta simili a quelli visti in tutte le mobilitazioni ambientali di questi anni da Scanzano ad Acerra, si sono affiancate esplosioni violente e distruttrici contro tutto e tutti. È comodo per coloro che vogliono schiacciare questa rivolta e fare profitti sulla pelle dei cittadini gridare alla camorra e alla delinquenza: la realtà è ben diversa. Pianura è un quartiere di 106mila abitanti tra i più disagiati della città. Un quartiere nel quale l’11,5% della popolazione non ha titolo di studio e solo il 28,4% ha un diploma o una laurea mentre il 37,75% vive il dramma della disoccupazione. Non sorprende che, in un simile contesto e senza nessuna capacità da parte delle organizzazioni della sinistra di rappresentare una reale alternativa, la rabbia contro un sistema che ha solo il volto del degrado, della disoccupazione e della repressione poliziesca si esprima nella violenza più bruta e utilizzi anche la mobilitazione di massa per farsi scudo. Lo abbiamo visto altre volte in questi anni dai casseurs che in Francia sfondavano le vetrine partendo dai cortei del movimento studentesco fino alle recenti rivolte delle banlieu parigine.
Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato lo scorso aprile, rileva un’impennata dei tassi di mortalità generale del 9% tra gli uomini e del 12% tra le donne in otto comuni campani (Acerra, Bacoli, Caivano, Giugliano, Aversa, Marcianise, Castelvolturno, Villa Literno) e registra negli stessi comuni un aumento pari all’84% del rischio di malformazioni congenite all’apparato uro-genitale e al sistema nervoso. I casi di tumore al fegato e dei dotti biliari sono cresciuti del 19% tra gli uomini e del 29% tra le donne, come si registrano casi di tumori ai testicoli nei giovani sotto i 25 anni, per non parlare della crescita impressionante dei casi di leucemia. La Campania continua ad assorbire rifiuti tossici illegali da tutta Italia. La munnezza è oro! In dieci anni (1995-2005) secondo Legambiente la camorra ha guadagnato 26,9 miliardi di euro con lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici, trattati a 40 centesimi al chilo, trasporto incluso, invece dei 2 euro dello smaltimento regolare.
De Gennaro, che non ha nessuna competenza in materia di rifiuti, ma ne ha certo molta in fatto di repressione, gode di poteri enormi che gli conferiscono il potere di attivare siti di stoccaggio anche in deroga a specifiche disposizioni di tutela ambientale. Le sue dichiarazioni rilasciate a La Repubblica il 24 gennaio non lasciando dubbi: “Le mie scelte non si discutono”. Il “nuovo” Piano Rifiuti è basato sugli inceneritori (se ne prevedono tre a livello regionale) e sulla riapertura di discariche mentre usa la raccolta differenziata come foglia di fico per fare ingoiare la pillola amara alle popolazioni. De Gennaro ha deciso di riaprire ben 10 discariche chiuse con la promessa di non essere più riaperte. L’obiettivo dichiarato, mentre la Campania è la regione con il più basso livello di raccolta differenziata in Europa, è “creare una pattumiera da un milione di tonnellate” (La Repubblica, 22 gennaio). Tra queste c’è anche il sito di stoccaggio provvisorio praticamente al centro del popoloso Quartiere Gianturco a Napoli. La decisione ha dato nuova linfa alle mobilitazioni, tanto che da Marigliano a Montesarchio attorno a tutti i siti sono fioccati presidi, mentre i cortei attraversano le zone e picchetti bloccavano nuovamente le strade.
Questa vicenda dimostra un profondo distacco del partito dai bisogni reali. Invece di orientarsi alle lotte in corso in questi giorni, coordinarle a livello regionale e dare loro una prospettiva si preferisce balbettare qualche dichiarazione a mezzo stampa screditandosi ulteriormente davanti alle masse. Non possiamo più continuare ad essere la stampella di governi, locali e nazionali, che sono arrivati ai minimi storici di credibilità!
L’unica soluzione è la ripubblicizzazione dell’intero ciclo dei rifiuti sotto il controllo dei lavoratori e degli utenti. Senza questo, la raccolta differenziata in Campania rimane un’utopia. Fare pulizia nelle nostre strade significa rimuovere non solo i rifiuti, ma anche quei poteri – aziende private, criminalità, supercommissari e governi complici – che hanno avvelenato un’intera regione.
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