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Val Susa Contro la Tav e Berlusconi! PDF Stampa E-mail
Politica Italiana
Scritto da Maria Lucia Bisetti   
Lunedì 17 Novembre 2008 06:56

Sabato 6 dicembre, a Susa, ci sarà un corteo indetto dal movimento Notav; la data (anniversario dello sgombero del presidio di Venaus tre anni or sono) non poteva essere più azzeccata viste le recenti dichiarazioni del presidente Berlusconi sull’opportunità di usare la forza per debellare chi si oppone in valle alla realizzazione della linea ad alta velocità/capacità; chiaro che quello che per il suo governo è “la protesta di frange estremiste” per i valsusini è la forza di un movimento che nonostante le recenti defezioni dei sindaci non si piega.

E il corteo del 6 dicembre vuole proprio essere questo: la dichiarazione esplicita della capacità di coinvolgimento che il movimento ha ancora in tutta la valle, dichiarazione che ognuno dei partecipanti alla manifestazione farà portando se stesso e il suo convincimento Notav per le strade di Susa.

Non dobbiamo nasconderci però che la svolta del F.A.R.E. (nient’altro che una versione del Tav “a puntate”) operata da Ferrentino, presidente della Comunità Montana Bassa Valle di Susa, ha disorientato molti valligiani lasciandoli orfani della sponda istituzionale. Tuttavia è altrettanto vero che le ragioni politico-sociali che il movimento NoTav ha sempre dichiarato nelle sue motivazioni essenziali sono penetrate nella coscienza dei valsusini che – se inizialmente si opponevano al Tav soprattutto per ragioni ecologico-ambientaliste – mano a mano sono diventati consapevoli della speculazione che sorregge le grandi opere, delle connivenze e connessioni con “il partito trasversale degli affari” che impone la loro costruzione, dell’inutile e stupido spreco di denaro pubblico che verrebbe perpetrato. Questo punto di vista è esplicitato nella locandina che indice la manifestazione che difatti recita “Di nuovo in strada per non F.A.R.E. il Tav. Né ora né mai. Né qui né altrove. Per difendere l’acqua, l’ambiente, la salute. Contro lo sperpero dei soldi di noi tutti”.

È necessario tuttavia affrontare un altro argomento che in questi giorni sta serpeggiando tra la gente della Valsusa come tra tutti gli italiani, e cioè il problema della crisi occupazionale: anche in valle non c’è giorno che un’azienda non dichiari esuberi, ridimensionamenti, espulsioni dei lavoratori precari e via discorrendo. E già qualcuno sussurra, se pur sottovoce, che il Tav porterebbe comunque del lavoro, sporco, brutto, malpagato, ma pur sempre del lavoro, cosa che è meglio che restare disoccupati. Su questo punto, così difficile e dolente, bisogna essere chiari: il Tav non porta lavoro, se non (forse) ai trasportatori di macerie, ma per fare quel lavoro bisogna avere mezzi e patenti che non si inventano da un giorno all’altro. Per il resto dell’operazione, chi vincesse una ipotetica gara d’appalto non impiegherebbe di sicuro (come già è avvenuto nel Mugello) mano d’opera locale, ma subappalterebbe a un’infinità di piccole imprese il lavoro, le quali a loro volta, per aggiudicarselo al ribasso, sarebbero costrette ad assumere con contratti strangolanti la forza lavoro più ricattabile, e cioè migranti e precari non del luogo.

Ma per scongiurare il rischio di trovarci le ruspe che scavano al comando di lavoratori ostaggio della prepotenza padronale, è necessario “volare più alto” e sconfiggere le politiche del meno peggio, quelle che non permettono di vedere orizzonti e prospettive diverse da quello che il capitalismo vuole far vedere. In questi anni il movimento Notav, pur con le contraddizioni e attraverso un confronto anche serrato al suo interno, è riuscito per lo meno ad abbozzare le linee di quello che può e vuole essere un modo altro, nuovo, diverso di pensare lo sviluppo della valle.

Oggi la resistenza della popolazione della Val Susa, all’avanguardia in questi ultimi anni, si può e si deve saldare con le lotte degli studenti e dei lavoratori contro i provvedimenti del governo Berlusconi.

Unire le lotte: questa la parola d’ordine che porteremo all’interno della marcia del 6 dicembre dove, come sempre, saremo a fianco della popolazione della valle.

 
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