Sostienici
Ultimi articoli
Prossime iniziative
-
La Resistenza, una rivoluzione mancata
-
La Resistenza, una rivoluzione mancata?
Mailing list
| Soru la crisi non la paga |
|
|
|
| Politica Italiana | |||
| Scritto da Mauro Piredda (Comitato politico regionale Prc - Sardegna) | |||
| Giovedì 18 Dicembre 2008 10:38 | |||
|
i lavoratori sardi sì!
Aldilà delle considerazioni in materia di urbanistica, le dimissioni di Soru entrano, più di ogni altra cosa, nel merito dello scontro interno alla maggioranza in prospettiva delle elezioni regionali. Se il Pd è spaccato in due sin dalle sue primarie, oggi sono sempre le regole di investitura a creare conflitto: una parte della maggioranza le vuole per tutta la coalizione, ma per Soru avrebbero senso solo in presenza di tempi certi. Ecco a questo punto la perizia di chi, presentatosi nel 2004 come l’uomo nuovo, come l’antipartito, dimostra di non essere scevro da certi meccanismi bruciando i tempi nel bel mezzo della discussione sulla finanziaria regionale; un suo dietro-front, alla luce della seduta del consiglio regionale che si terrà intorno al 18 dicembre, sarebbe infatti possibile solo dettando le sue condizioni, a cominciare dalla sua ricandidatura. Altrimenti voto anticipato. Allo stato attuale questa crisi si aggiunge alla dissennata politica del governo Berlusconi e alla crisi industriale che mette a rischio, considerando solo il dato più saliente, 3.500 posti di lavoro tra dipendenti e indotto del petrolchimico di Porto Torres, a rischio di chiusura. Crisi economica e industriale che passa quindi in secondo piano e che, di conseguenza, non è affrontata dalla maggioranza vendoliana di Rifondazione, la quale, sempre più appiattita sul palazzo, non ha prodotto uno straccio di documento per lo sciopero dell’industria del 4 dicembre. Agli annali solo il recepimento di un ordine del giorno di solidarietà proposto al congresso regionale dai Gc di Sassari (quando erano colpiti dalla chiusura solo gli impianti del fenolo e cumene e non tutto lo stabilimento). Ma se lo scollamento tra gruppo dirigente e realtà concreta è ormai un dato assodato, non va certamente meglio sul piano della crisi istituzionale! Per citare le parole del segretario Michele Piras al Comitato politico regionale del 6 dicembre, le dimissioni di Soru rappresentano un “atto di dignità politica”. D’altronde, “se Soru ritirerà le dimissioni la finanziaria sarà blindata!”. Della serie: guai a metterci contro di lui! Nei piani alti del partito il climax è da campagna elettorale, lo slogan è “preparate le liste!”, i Comitati politici federali si riuniranno esclusivamente per questo, e la manna dal cielo è la possibilità di utilizzare il simbolo del Prc, confermando quanto deliberato al congresso, in una votazione che altrimenti sarebbe in concomitanza con le europee. E da qui a alle europee potrebbe succedere di tutto. Allora? Costituente di sinistra abbandonata? Niente affatto! Dopo l’accelerata sul progetto in Sardegna da parte di Sd, la maggioranza vendoliana propone in alternativa la sua “Sinistra federale sarda”, con buona pace della cantilena sulla sinistra unita. Ancora una volta il contenitore (e il suo custode) prevale sul contenuto. Una strada già percorsa dalla quale se ne può uscire solo con una svolta a sinistra anche in Sardegna che faccia di Rifondazione una speranza e uno strumento per i lavoratori e i giovani sardi.
17 dicembre 2008
|





