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| Sinistra ancora all’ombra di Illy |
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| Politica Italiana | |||
| Scritto da Gabriele Donato | |||
| Martedì 11 Marzo 2008 05:02 | |||
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Friuli Venezia Giulia
La caduta del governo Prodi ha suggerito ad Illy di chiudere anticipatamente anche la legislatura in Friuli Venezia Giulia: il presidente della giunta, infatti, ha approfittato della crisi parlamentare recente per dare le dimissioni e per far sì che le elezioni regionali venissero accorpate a quelle nazionali. Illy non ha aderito al Partito democratico, ma ha preferito tenersi le mani libere per continuare ad apparire come un presidente slegato da vincoli di partito: ha, di conseguenza, presentato alle varie forze di Intesa democratica (la coalizione che comprende le forze dell’Unione) una bozza di programma, pretendendo che venisse discussa ed approvata in meno di una settimana. Le forze impegnate a dar vita alla Sinistra-l’Arcobaleno anche in regione hanno accettato i tempi imposti da Illy: la segreteria regionale del Prc, d’altra parte, aveva chiarito pubblicamente da mesi la propria disponibilità a sostenere ancora l’industriale del caffè, senza che i circoli e le federazioni abbiano potuto esprimersi sul bilancio di cinque anni di governo di coalizione. La consultazione interna non è avvenuta nemmeno nelle settimane decisive, e il tempo a disposizione è stato utilizzato per convocare un’assemblea generale della cosiddetta sinistra diffusa, e una serie di incontri più ristretti, che “lanciassero” la novità della lista unitaria (voluta fortissimamente nonostante i tanti ordini del giorno contrari approvati nei circoli). La nuova aggregazione è riuscita ad approvare una bozza di testo tanto piena di buoni propositi (economia ecologista, pace e nonviolenza, cooperazione solidale...) quanto reticente sul bilancio relativo a quel che la giunta ha effettivamente approvato in cinque anni di governo. I buoni propositi non hanno evitato che la bozza venisse immediatamente superata dalle proposte di Illy, che di fatto sono state sottoposte all’attenzione dei quattro segretari regionali dei partiti di sinistra (e dell’assessore regionale uscente del Prc): il risultato di un confronto tutt’altro che partecipato è stato sottoposto in fretta e furia al Comitato regionale del Prc, i cui membri hanno avuto il testo a disposizione nella riunione stessa che avrebbe dovuto approvarlo. Vale la pena di citarne alcuni punti particolarmente significativi: - I provvedimenti che hanno definitivamente liberalizzato gli orari di lavoro dei centri commerciali (e che hanno scatenato numerosi scioperi di protesta) sono stati definiti “legislazione all’avanguardia”; - in materia di politica sanitaria, si prevede una sempre maggiore integrazione, nell’offerta delle prestazioni, “tra erogatori pubblici e privati”; “una ulteriore razionalizzazione della rete ospedaliera”, da collegare alla “riduzione delle aziende sanitarie” e al rilancio di “una forte collaborazione con gli erogatori privati”: - nel campo della ricerca e della formazione, si prevede il “rafforzamento delle relazioni tra sistema della conoscenza e imprese”, oltre all’incremento dei “processi di formazione all’interno delle imprese”; - nel settore dei servizi sociali, si prevede “la prosecuzione delle azioni di esternalizzazione e devoluzione (...) di quei servizi che possono essere più efficacemente gestiti da soggetti privati”, oltre alla definizione di nuovi ambiti che possano “essere restituiti all’autonomia dei privati (deregolamentazione/liberalizzazione)”; - sul fronte dell’impegno per il potenziamento della rete dei trasporti, si prevede il completamento e il potenziamento delle “grandi infrastrutture di trasporto interregionale per le merci e le persone”, attraverso la realizzazione “dell’alta velocità/capacità”; - in relazione al tema delle infrastrutture energetiche, si prevede “l’intesa per la costruzione di un rigassificatore” e la collaborazione per la “migliore realizzazione degli elettrodotti proposti”. In occasione della riunione decisiva del Cpr del Prc ci siamo opposti all’accordo (assieme ad una parte dei compagni dell’Ernesto), evidenziando la contraddizione di quell’intesa con le rivendicazioni per le quali hanno lottato, in questi anni, i comitati ambientalisti, i sindacati del commercio e della pubblica amministrazione, le associazioni a difesa degli ospedali, per citare solo alcuni esempi. Nonostante questa contraddizione fosse emersa (grazie a numerosi interventi critici) anche in occasione della convocazione degli Stati generali della Sinistra-l’Arcobaleno, il partito ha deciso di procedere con la definizione dell’alleanza, che anzi è stata difesa, in pieno accordo con Sd, dalle contestazioni di quanti avevano chiesto al Prc e alle altre forze un ripensamento complessivo delle scelte di collocazione politica praticate in regione. Le elezioni imminenti rappresenteranno un importante momento di verifica delle scelte effettuate dal gruppo dirigente regionale del partito, che in tutti questi anni non ha mai messo in discussione, nemmeno per un minuto, l’alleanza con Illy; non siamo isolati, all’interno del partito, nella richiesta di aprire in tempi rapidissimi un bilancio serio che leghi il risultato elettorale che scaturirà dalle urne all’operato complessivo della sinistra in questi anni all’interno della coalizione. Siamo certi che le ragioni dell’insoddisfazione che si è accumulata (non solo presso i settori di minoranza del partito, ma anche all’interno della maggioranza scaturita nel congresso del 2005) non potranno essere trascurate ancora a lungo.
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