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| Regionali - Il triste inverno del Prc in Toscana |
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| Politica Italiana | |||
| Scritto da Marco Barducci, Sandro Pollini, Dario Salvetti* | |||
| Lunedì 18 Gennaio 2010 05:12 | |||
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Il Prc è entrato nella maggioranza che governa la Toscana due anni fa. L’ha fatto senza porre paletti programmatici, né ha potuto appoggiarsi in questo periodo su movimenti di massa. Eppure i nostri istituzionali ci sarebbero riusciti: hanno strappato conquiste al Pd, modificandone sostanzialmente la politica. Se così fosse, che senso avrebbe spendersi la militanza quotidiana? Sarebbe sufficiente preparare dei buoni amministratori, in grado di piegare il Pd con la forza del pensiero e dei propri emendamenti. La verità è che il Pd toscano rappresenta i poteri forti della regione. È il partito degli appalti alle cooperative sociali, della normalizzazione del conflitto sindacale, del cemento, delle grandi opere, dello smantellamento della sanità pubblica, delle leggi elettorali restrittive, degli inceneritori e perfino della dubbia moralità. Il Prc in tale Governo può solo finire per dipingere con un rosso sbiadito una politica liberista. Abbiamo prodotto un elenco dettagliato delle politiche antipopolari che il partito ha approvato stando nel Governo Martini, spiegando per filo e per segno come tutte le conquiste decantate dal nostro gruppo regionale non siano niente di significativo né qualitativamente diverso dalla politica portata avanti dal Pd a livello nazionale. Non solo: durante tutto questo periodo abbiamo chiesto un processo di verifica in cui la segreteria regionale esponesse dettagliatamente i presunti risultati della nostra permanenza al Governo. Verifica richiesta invano. I nostri dirigenti regionali hanno imparato a memoria una filastrocca: a Chianciano non abbiamo detto che era necessario rompere tutte le alleanze con il Pd e chi ci chiede di rompere con il Pd toscano ha una posizione aprioristica. Rimandiamo al mittente simile accusa: la tendenza di sinistra dentro il partito analizza da anni i numerosi misfatti che sgorgano dai Governi di centrosinistra, calando sul terreno concreto dei fatti la propria analisi di classe dell’odierno Pd. Dall’altra parte, sì, invece assistiamo al rigurgito della peggior ideologia “menopeggista”: per ogni misura approvata dal Pd, c’è sempre una virgola apprezzabile. Ad ogni passo, si richiama il pericolo eversivo della destra per abbracciare il “meno peggio”. Su questa strada, non c’è vita per la Rifondazione Comunista. La base lo comprende e vivrà come uno shock traumatico l’alleanza che la segreteria regionale sta per decretare con il Pd. Risulta strano infatti che la vita nella nostra regione sia così stata migliorata dall’intervento del partito e le masse rimangano così apatiche nei nostri confronti. Problemi di comunicazione, cecità della base o della direzione? Abbiamo chiesto a quel punto una consultazione tra gli iscritti dove la direzione potesse eventualmente scendere tra noi e illuminarci. Il Comitato Politico Regionale (Cpr) ce l’ha rifiutata per pochi voti, mentre la segreteria di Firenze ha deciso di svolgerla. Quest’ultima ha quindi proposto un documento e predisposto un calendario di attivi di zona. Un documento che valutava positivamente la nostra permanenza nella giunta Pd e proponeva una piattaforma generica per stringere un nuovo accordo elettorale. Dopo che i primi due attivi hanno bocciato sonoramente tale documento, il Cpr è stato convocato di fretta e furia da mercoledì mattina a domenica. Un modo per dire: non vi illudete, è il Cpr che decide! La consultazione a Firenze si è comunque conclusa con 129 contrari al documento della segreteria, 48 favorevoli e 7 astenuti. Una debacle che ha costretto la segreteria a inventarsi a posteriori nuove regole: non c’erano solo gli attivi di zona, ma anche di circolo. E stranamente tutti i circoli favorevoli alla segreteria si sono riuniti in gran segreto senza che nessun membro della minoranza ne sapesse nulla! Eppure nemmeno così veniva ribaltato il risultato della consultazione. La segreteria ha quindi deciso che era possibile anche raccogliere le firme a favore del suo documento, raccogliendone 165 durante tre giorni di nevicate atroci. Un meccanismo di televoto, insomma, e per di più unilaterale, visto che nessuno ne era informato. Il Cpr si è riunito quindi in fretta e furia domenica 20 dicembre, con la Toscana bloccata da ghiaccio e da neve per votare senza numero legale l’apertura delle trattative con il Pd. Tutto vero? Ma no, tranquilli, è solo il frutto del nostro abbaglio ideologico.
* Cpr Prc Toscana
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