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| "Dillo ad Alice" intervista FalceMartello |
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| Politica Italiana | |||
| Scritto da FalceMartello | |||
| Giovedì 07 Dicembre 2006 04:34 | |||
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Dillo ad alice, settimanale nazionale on line, ha intervistato Roberto Sarti, della redazione di FalceMartello. Potete leggere l'intervista di seguito oppure cliccare qui --- Cos'è FalceMartello? FalceMartello è il nome di un mensile marxista che viene pubblicato da oltre vent'anni in questo paese. Siamo marxisti perché pensiamo che l'analisi di Marx della società capitalista sia più che mai valida oggi, in un'economia di mercato che non ha affatto abolito le disuguaglianze e dove anzi i ricchi diventano sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. Oggi le grandi multinazionali fanno profitti record mentre un miliardo di ragazzi minori di 18 anni vivono in povertà. La logica del profitto ed il benessere della maggioranza della società, costituita da lavoratori dipendenti e dalle loro famiglie, si trovano in un conflitto inconciliabile: per questo proponiamo, come Marx, come soluzione la trasformazione socialista della società. FalceMartello difende un programma ed un analisi marxista nel partito della Rifondazione Comunista, nella Cgil, e più in generale nella società italiana Non credete che da quando Rifondazione Comunista è entrata nel Governo abbia perso un pò di spinta e il suo ruolo di alternativa al Sistema? Certamente il Prc vive un momento di grande difficoltà. Noi pensiamo che fosse necessario battere Berlusconi, ma questo non doveva necessariamente comportare l'entrata o l'appoggio al governo Prodi. L'illusione che si potesse inaugurare una lunga stagione di riforme attraverso il governo dell'Unione sta condizionando il gruppo dirigente del Prc. Questa coalizione ha vinto le elezioni sulla spinta della grande voglia di cambiamento di milioni di lavoratori e delle loro famiglie. Allo stesso tempo ha subito fin dall'inizio il condizionamento pesante dei cosiddetti “poteri forti: Confindustria, i grandi gruppi finanziari ecc. Nella finanziaria ed in tutti i provvedimenti principali del governo sono prevalse queste ultime forze. Rifondazione è come in trappola ed è naturale che abbia perso un po' di spinta, essendo i lavoratori e gli elettori di sinistra, suo naturale bacino di consensi, i più perplessi rispetto all'operato del governo. Non avevano certo votato l'Unione per vedere tagli alla sanità od alla scuola! Cosa più vi distingue dalla maggioranza bertinottiana di Rifondazione comunista? Quali sono i vostri politici di riferimento? Ci distinguono diverse questioni. Riprendendo la domanda precedente pensiamo, ad esempio, che non sia possibile portare avanti una politica riformista non mettendo in discussione il sistema economico capitalista. Siamo quindi contrari all'entrata nei governi di collaborazione di classe, vale a dire quelli in cui convivono partiti dei lavoratori con forze apertamente borghesi,come Margherita ed Udeur. I partiti comunisti e di sinistra finiscono per diventare, in questi casi, gli avvocati difensori fra le masse di politiche antipopolari. Abbiamo aspramente criticato anche la posizione della direzione del Prc sulle missioni militari all'estero: il voto a favore di quella in Afghanistan ed il ruolo di promotori della missione in Libano. In Afghanistan la natura dell'intervento non è diversa da quella in Iraq, cioè tipicamente imperialista. Anche l'Unione Europea al pari degli Stati Uniti, non muove le proprie truppe per compassione verso i popoli oppressi ma per tutelare i propri interessi. Come giudicate questi primi mesi di Governo Prodi? Secondo voi Rifondazione dovrebbe votare a favore a questo Governo? Come si evince dalle risposte precedenti, il nostro giudizio è negativo. Rifondazione non sarebbe dovuta entrare in questo governo. Oggi il Partito dovrebbe dichiararsi indisponibile a votare qualunque provvedimento che comporti tagli alla sanità o alla scuola, nella finanziaria o in altri atti dell'esecutivo. Sul lavoro, non dovremmo avallare provvedimenti che non contemplino l'abolizione integrale della legge 30 e delle altre leggi che hanno portato alla precarizzazione totale dei contratti all'interno delle aziende. Il governo è diviso da contraddizioni che potrebbero esplodere in qualsiasi momento. Non dobbiamo permettere che i comunisti siano messi in un angolo dalle forze moderate dell'Unione. Bisogna passare all'offensiva e la strada deve essere quella delle mobilitazioni e dell'intervento nelle lotte. La manifestazione del 4 novembre indica come centinaia di migliaia di persone sono disposte a scendere in piazza su obiettivi precisi, come la lotta al precariato. Rifondazione dovrebbe far leva sui queste mobilitazioni, essere protagonista dello scontro di classe che attraverserà il Paese nel prossimo periodo, perché a rompere con Prodi e le sue politiche filopadronali siano milioni di persone, l'insieme del movimento operaio. Cos'è per voi la proprietà privata? I comunisti hanno sempre operato una distinzione tra la proprietà di un'automobile o di un televisore e quella dei mezzi di produzione. Noi mettiamo in discussione la proprietà privata dei secondi. Pensiamo che l'esproprio e la nazionalizzazione senza indennizzo dei grandi gruppi industriali, dei gruppi finanziari e bancari, delle grandi aziende di comunicazione e di trasporti, sotto il controllo dei lavoratori, siano il prerequisito essenziale per sviluppare una società più giusta. Negli anni 2000 che significato hanno ancora le parole "lotta di classe" e "rivoluzione"? Conservano ancora un grande significato. E se guardiamo agli avvenimenti internazionali, stanno ritornando prepotentemente “di moda”: un intero continente, come l'America Latina è attraversato da grandi processi rivoluzionari, dall'Argentina al Brasile, dal Messico alla Bolivia. L'avanguardia di tale processo è sicuramente il Venezuela del presidente Chavez dove parole come socialismo e controllo operaio sono al centro del dibattito fra milioni di persone. Confindustria: un nemico o un alleato di governo? Confindustria è chiaramente un avversario, un avversario potente ma che può essere battuto attraverso il metodo della lotta di massa. Loro hanno il potere economico, ma il movimento operaio possiede una grande forza, quella di poter bloccare la produzione ed ogni altra attività economica e mettere in discussione il potere economico della borghesia. Ed è proprio il processo di presa di coscienza da parte della classe lavoratrice che la nostra tendenza politica, FalceMartello, vuole contribuire a velocizzare in Italia ed a livello internazionale. Andrea Marsiletti
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