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Elezioni a Milano: Il Pd alla conquista di immobiliaristi e speculatori PDF Stampa E-mail
Politica Italiana
Scritto da Sonia Previato   
Martedì 21 Settembre 2010 04:35

A Milano si sono già aperte le danze per le elezioni comunali della prossima primavera. Il 14 novembre prossimo si terranno le primarie del centro sinistra dalle quali emergerà il nome del candidato sindaco che sfiderà presumibilmente Letizia Moratti.

Mentre scriviamo non si è ancora chiusa la lista dei candidati alle primarie, tuttavia i tre nomi finora in lizza fanno già presumere l’esito finale.

Il primo a candidarsi è stato l’ex deputato del Prc, nonché avvocato di De Benedetti nel processo contro Berlusconi per il Lodo Mondadori, Giuliano Pisapia. è sostenuto da Sinistra e Libertà (Sel) e da un ampio movimento di intellighenzia e borghesia “democratica”. L’ultimo in ordine di tempo è Valerio Onida, 74 anni, presidente emerito della Corte Costituzionale, di ispirazione cattolica, sostenuto da personalità importanti della città (Don Gino Rigoldi, Saverio Borrelli, Guido Rossi).

Poi c’è l’asso nella manica: Stefano Boeri. Architetto di esperienze e fama internazionale, autore del progetto di riqulificazione dell’isola della Maddalena che avrebbe dovuto ospitare il G8 del 2009, del progetto milanese Repubblica-Garibaldi, per Ligresti e altri immobiliaristi, grazie al quale gli spazi di realtà sociali e politiche fra cui alcuni circoli del Prc, sono stati rasi al suolo. Dulcis in fundo, è firmatario del progetto di Expo 2015.

Insomma, l’uomo giusto nel posto giusto per una città da costruire e ricostruire.

Il Pd è entusiasta. A Milano la torta per gli immobiliaristi è di dimensioni cospicue e non la si può far andare a male per colpa dei continui litigi fra la Moratti, il centro destra e la Lega. Il Pd si mette a disposizione del partito del cemento e coglie l’occasione per mettere finalmente le mani in pasta puntando ad entrare nella stanza dei bottoni.

è già iniziato un lavorio per garantire la vittoria di Boeri alle primarie. Il segretario della Cgil Onorio Rosati lo ha già definito “persona competente che conosce la città, attento ai temi del lavoro e del territorio”. Poi c’è il rifacimento di verginità dell’architetto che si è dimesso dal consiglio dei progettisti di Expo 2015, rilascia dichiarazioni a favore della riqualificazione delle periferie, contro la Lega a sostegno degli immigrati islamici, ha annunciato di voler rompere con il suo passato professionale e ha dichiarato che chi continua ad accusarlo di appartenere al mondo dei cementificatori non ha fiducia il lui, è parte di quella sinistra distruttiva di cui è meglio sbarazzarsi.

E veniamo alla posizione della Federazione della Sinistra (FdS). Fatto salvo che al momento non c’è ancora stato un confronto nel gruppo dirigente provinciale del Prc, né della FdS, l’orientamento prevalente è chiaro.

Il 6 settembre scorso al consiglio della Fds è stato deciso di fare una battaglia per qualificare il programma della coalizione e la maggioranza degli interventi ha sostenuto l’ineluttabilità delle primarie e l’urgenza di dichiararsi a sostegno di Pisapia, affinché vinca su Boeri. La sottoscritta ha dichiarato questo obiettivo del tutto fantasioso, ha proposto che si comunicasse l’irricevibilità della candidatura Boeri e che di fronte all’ovvio rifiuto si denunciasse il carattere farsesco delle primarie. Per quanto i candidati possano presentare un proprio autonomo profilo politico, accettando di sostenere il candidato vincente e la sua coalizione accettano il programma fatto e finito rappresentato dall’architetto Boeri e dagli interessi di classe che rappresenta. Non resta altro che lanciare una campagna pubblica per una candidatura indipendente della sinistra costringendo Sel a mostrare la sua subalternità all’impianto del Pd o a schierarsi con un’autentica alternativa. La proposta ha suscitato dibattito ma un consenso purtroppo limitato.

Più coraggioso Giulio Cavalli, coordinatore milanese dell’Idv che ha dichiarato che in caso di sostegno dell’Udc a Boeri avrebbe impegnato il suo partito a correre da solo. Pezzotta (Udc) ha già ovviamente fatto apprezzamenti su Boeri.

È ben clamoroso che nel momento di massima crisi del centro destra la sinistra non trovi di meglio da fare che accodarsi nei fatti a un finto candidato alternativo come Boeri alimentando l’astensionismo e lasciando a forze populiste come l’Idv e i grillini il campo completamente libero.

Tuttavia siamo solo all’inizio della partita. Continueremo la nostra battaglia per l’autonomia del Prc e della FdS cercando linfa vitale in quei movimenti del mondo del lavoro, della scuola e dei territori bisognosi di una rappresentanza politica all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.

 
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