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| Politica Italiana | |||
| Scritto da Serenella Ricci e Irene Forno | |||
| Lunedì 18 Gennaio 2010 04:49 | |||
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26 anni di terrore alle white di milano
In questi anni, al loro interno si è costituito un Comitato Inquilini molto forte che ha lottato e sta lottando ancora chiedendo la ristrutturazione e la bonifica degli stabili. Le White sono palazzi che cadono a pezzi, con lastre di amianto sgretolate; gli stabili versano in condizioni igieniche terribili, con topi e scarafaggi che pullulano nel cortile e nelle cantine. Dal 1984, anno di costruzione degli stabili, l’amianto ha causato tumori e anche morte tra ragazzi al di sotto 30 anni, ma chi di competenza non attribuisce queste patologie alla presenza dell’amianto. Dal 2002 il Comune ha stanziato 15 milioni di euro all’anno per bonificare le case, ma ormai sono 26 anni che la bonifica slitta. Oltre a questo gli inquilini, sia regolari che occupanti, continuano a pagare l’affitto e le spese non usufruendo però dei servizi che l’azienda dovrebbe garantire. Infatti il lavoro di portineria e di pulizia viene effettuato dagli inquilini stessi. Qui la lotta non ha mai fatto differenze tra inquilini di serie A e di serie B: regolari e occupanti uniti nella mobilitazione contro l’amianto e per il diritto alla casa. La giunta di destra di questa città si è sempre disinteressata del caso, ma una cosa l’ha fatta: tentare di dividere il fronte degli inquilini in lotta: di 151 famiglie ne sono rimaste 53, di cui 40 occupanti, trasferendo i regolari in via Nenni, all’interno di uno stabile dove è stata rinvenuta ancora una volta la presenza di amianto. Così come viene fatto nei posti di lavoro e nella sociètà più in generale, si ripresenta anche nella battaglia per il diritto alla casa: se i lavoratori vengono differenziati su basi razziste, nelle case vengono divisi sulla base della regolarità o meno del contratto. Agli occupanti sono rimaste solo false promesse di nuovi alloggi e la certezza dello sgombero. Ricordiamoci che secondo i parametri stabiliti dall’Aler, chiunque occupi una casa popolare non può partecipare alla graduatoria per l’assegnazione per 5 anni, negando di fatto che l’occupazione abusiva sia un problema sociale e non giuridico. Abbiamo parlato con Elena, portavoce del Comitato, che in questo momento è costituito principalmente da occupanti. Ci ha raccontato che qualche settimana fa ci sono stati due episodi di terrorismo psicologico con messa a rischio degli inquilini stessi. Alcuni tecnici del Comune si sono presentati alle White citofonando in tutti gli appartamenti per verificare sia la presenza degli inquilini sia che non ci fossero nuovi occupanti. Il problema è che il Comune sa che non può permettersi di lasciare che altre persone occupino, per evitare di trovarsi davanti un Comitato inquilini più grande e quindi una lotta più forte. Per evitare che tutto questo accada, spacca sanitari e rende completamente inagibili gli appartamenti rimasti vuoti. Durante questi episodi, la paura degli inquilini è sempre che chi non risponde al citofono rischi la lastratura dell’appartamento. In un caso sono stati mandati degli operai a spaccare i muri per verificare la presenza dell’amianto; ovviamente questo senza avvisare gli inquilini che durante quelle operazioni si trovavano nelle loro case, mettendo ulteriormente a rischio non solo la loro salute degli inquilini ma anche quella degli operai, naturalmente sprovvisti di mascherine e protezioni adeguate. A Milano ci sono altre case popolari con amianto: Via Russoli, Via Bodio, Quartiere Missaglia, Via Mazzolari e altri. Il Prc deve sostenere queste lotte con rivendicazioni chiare, dando appoggio ai Coordinamenti di Comitati inquilini che dovrebbero rafforzare le loro rivendicazioni, facendo pressioni dal basso con una lotta unitaria, non limitandosi solo alla bonifica dell’amianto ma rivendicando il diritto alla casa nel suo complesso. è importante pretendere l’assegnazione immediata delle case sfitte che il Comune e i palazzinari tengono vuote per i loro affari. Bisogna quindi portare avanti una lotta unita tra inquilini delle case private strozzati dal mutuo e inquilini, regolari e non, delle case popolari contro lo smantellamento dell’edilizia pubblica. è necessario estendere la lotta all’interno dei posti di lavoro e nelle scuole perché il diritto alla casa è un diritto basilare ogni giorno sempre più negato alla classe lavoratrice.
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