Sostienici
Ultimi articoli
Prossime iniziative
-
-
Per il partito di classe
-
Che succede in Fiat?
-
Assemblea della seconda mozione
-
Assemblea della seconda mozione
Mailing list
| Kashmir |
|
|
|
| Internazionale | |||
| Scritto da Roberto Sarti | |||
| Mercoledì 05 Aprile 2006 10:30 | |||
|
Continua la solidarietà rivoluzionaria nonostante il boicottaggio del governo
Fin dai primissimi giorni successivi al terremoto in Kashmir abbiamo informato i nostri lettori riguardo l’intervento che i compagni della Pakistan Trade Union Defence Campaign (Ptudc) e della tendenza marxista “the Struggle” stanno conducendo per alleviare le enormi sofferenze della popolazione della regione. I compagni, duramente colpiti da lutti che hanno riguardato tanti di loro, hanno organizzato ben sei “Carovane di solidarietà rivoluzionaria” dal resto del paese e dall’India, ed organizzato tre “campi di solidarietà rivoluzionaria” nelle principali città del Kashmir pakistano, Muzaffarabad, Rawlakot e Bagh.
La popolazione ha cercato di rispondere alla tragedia cercando di darsi proprie forme organizzative per coordinare i soccorsi. Ben dodici “panchayats”, dei veri e propri soviet, sono stati formati a Muzaffarabad e nei villaggi. I marxisti sono stati fra i promotori di queste strutture e allo stesso tempo fra i principali antagonisti della propaganda dei fondamentalisti. Per questi ultimi il terremoto è infatti una punizione divina di cui le masse dovrebbero rallegrarsi, in quanto è servita per “sradicare il peccato”, mentre i militanti della Ptudc fornivano una spiegazione materialista e scientifica della calamità e delle sue conseguenze. Hanno inoltre condannato senza mezzi termini l’operato del governo di Musharraf e dell’apparato dello stato, totalmente impreparati a fornire i soccorsi adeguati. La connivenza tra lo Stato ed i fondamentalisti è stata svelata ancor di più nelle ultime settimane. L’esercito rifornisce e finanzia i campi dei fondamentalisti e diversi veicoli militari sono stati visti con bandiere delle organizzazioni fondamentaliste. Allo stesso tempo le Forze armate trattano la popolazione in modo aggressivo e brutale e il risentimento dei terremotati nei loro confronti è cresciuto sensibilmente. Sulla base dell’inefficienza e dell’arroganza dello Stato e dei fondamentalisti, il lavoro della Ptudc ha ottenuto un successo crescente. Probabilmente è per questo che l’esercito ha bloccato le ultime due carovane di solidarietà provenienti dall’India ed ha impedito ai compagni della Ptudc di entrare in contatto con i compagni indiani, fino a confiscare tutti gli aiuti all’interno dei camion. L’atteggiamento dei militari era evidenziato dal disprezzo con cui guardavano alle bandiere rosse che sventolavano sui camion della Ptudc. È alquanto probabile che gli aiuti siano stati dirottati ai campi dei fondamentalisti. Questo atteggiamento dimostra il ruolo dello stato, pronto a disinteressarsi di una tragedia dalle proporzioni così devastanti, pur di impedire la solidarietà di classe tra le masse indiane e pakistane. Nonostante ciò il lavoro dei compagni in Kashmir continua. Il 4 dicembre si è tenuta la riunione di fondazione dell’Alleanza Giovanile Rivoluzionaria del Kashmir, un fronte unico promosso dall’ala marxista della Federazione degli Studenti del Kashmir, che raggruppa tutte le principali organizzazioni progressiste e di sinistra, alla presenza di oltre cinquanta delegati. L’unificazione di tutte le organizzazioni progressiste e di sinistra, fino ad ora profondamente divise, costituisce un passo fondamentale nel processo di costruzione di una forza rivoluzionaria di massa nel Kashmir e nel resto del Pakistan. 20-12-2005
|








