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| Ferrari - Montezemolo ed il monologo anti-operaio |
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| Movimento operaio | |||
| Scritto da Matteo Parlati * | |||
| Mercoledì 20 Ottobre 2010 04:18 | |||
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Il primo ottobre scorso il presidente della Ferrari ha fatto allestire un capannone con palco, in vero stile da imperatore, per tenere un discorso dalle 16.00 davanti a tutti i lavoratori, dipendenti e collaboratori esterni, della Ferrari.
La raccomandazione dei preposti in quei giorni era stata di arrivare puntuali e con la tuta rossa di “ordinanza”. Il monologo è stato aperto con la frase: ”Vi ho fatto riunire qui, senza giornalisti né sindacati, perché volevo parlarvi direttamente”; iniziava già a notarsi una certa intenzione di lasciare fuori il contraddittorio. È iniziata così la follia reazionaria, populista e paternalistica propria del padrone. Miracolosamente, pur non essendo presenti, varie testate giornalistiche hanno riportato le parole di Montezemolo, fra le quali Il Sole24Ore, che riportiamo quasi integralmente: “‘Le relazioni sindacali si possono innovare’ (…) ‘Quando il nostro amministratore delegato, Amedeo Felisa, mi ha proposto il piano di incentivazione sul lungo periodo per i top manager gli ho detto: estendiamo il piano 2010-2012 a tutti, anche agli operai’. Il premio – continua il giornalista – arriva in una fase in cui nelle relazioni tra la Ferrari e i suoi operai sembrava essersi incrinato qualcosa. (…) Montezemolo ha detto basta e ha deciso di rivedere la strategia di comunicazione interna ripartendo dal dialogo diretto con i lavoratori, di cui il 18% ha una tessera del sindacato. ‘L’incontro con i dipendenti avrà cadenza periodica e ogni tre mesi voglio parlare con i capi dei reparti per condividere con loro i piani e i progetti futuri’, continua il presidente della Ferrari… Nel suo discorso, ha ricordato il pacchetto della Formula uomo oggi ampliato e aggiornato, con le visite mediche specialistiche, i servizi bancari, il fitness, i centri per l’ascolto, i servizi alle famiglie, il cinema gratis nell’auditorium, le borse di studio per i figli (…) Chi rema contro questo sistema ‘danneggia tutti e deve essere isolato. Ci sono rappresentanti sindacali che dall’inizio dell’anno hanno già esaurito i permessi, hanno accumulato un enorme numero di malattie. Costoro abbiano il coraggio di lasciare l’azienda perchè danneggiano noi che veniamo a lavorare tutti i giorni’ (…) ‘Con tutto il rispetto verso il sindacato – dice Montezemolo – ci sono problemi, esigenze, opportunità che voglio avere il piacere di affrontare direttamente con la fabbrica con cui voglio condividere il futuro’.” (fonte Il Sole24Ore, 2 ottobre 2010). “‘Siamo tutti sulla stessa barca e chi rema contro deve essere isolato.’ (…) Non è diverso dall’approccio di Sergio Marchionne. Perché anche Montezemolo punta al rapporto diretto con i «collaboratori» e alla «condivisione» degli obiettivi», con o senza sindacati. ‘Questo è paternalismo? Benissimo – dice Montezemolo – basta non usufruirne oppure cambiare azienda. Noi vogliamo continuare. Noi siamo l’unica azienda automobilistica che, in questa crisi, non ha tagliato nemmeno un posto di lavoro e non ha ridotto di un euro la quota del fatturato destinata agli investimenti’.” (fonte la Repubblica 2 ottobre 2010). “‘Un azienda dove vengono rispettati gli impegni e dove si osservano i diritti e i doveri di tutti’ (…) oltre alla retribuzione definita dal contratto nazionale e da quello integrativo, se, allo scadere del triennio 2010-2012, saranno centrati tutti gli obiettivi economici che ci prefisseremo tutti devono poter ricevere un premio importante.” (fonte www.ferrari.com). Questo discorso è il prodotto di una paura che si possa sviluppare una coscienza di classe nei lavoratori, in continuazione con le lotte avvenute nel mese di aprile per il diritto alla retribuzione del saldo del premio di risultato: il giornalino prodotto dai rappresentanti sindacali Fiom, nel numero di settembre 2010, aveva messo in evidenza 2 accordi firmati l’anno precedente sulla gestione del nuovo modello in sperimentazione in cui l’azienda si sarebbe dovuta impegnare a discutere gli aspetti di qualità della nuova vettura affinchè venisse messa a punto prima dell’industrializzazione e messa in produzione strutturale. Evidentemente l’azienda ha accantonato quegli accordi, scegliendo la strada unilaterale. L’azienda ha utilizzato strumentalmente la questione dell’esaurimento delle ore di permesso sindacale, omettendo che quelle ore sono servite ai rappresentanti Fiom per le discussioni in Confindustria, per il congresso della Cgil, per le votazioni e perché ogni qualvolta si presenti un problema con i lavoratori, i delegati della Fiom, nel rispetto del ruolo sindacale, devono chiedere il permesso Rsu per potersi muovere dalle proprie postazioni. L’azienda non ha potuto tagliare, ufficialmente, alcun posto di lavoro, poiché vincolata dall’accordo del 20 maggio 2010, in cui viene concordato che l’unica condizione per individuare degli esuberi è la non opposizione al licenziamento individuale. Il premio che verrà erogato con cadenza triennale, al raggiungimento degli obiettivi, diventa una speranza a lungo termine per chi lavora e non viene garantito, anche perché gli obbiettivi non vengono fissati. Come rappresentanti dei lavoratori, abbiamo sentito più volte la retorica del “volemose bene” e del “siamo tutti sulla stessa barca”, concetto che punta a riconoscere il padrone ed i lavoratori come semplici collaboratori, omettendo il concetto e la realtà dei fatti che la società è ancora divisa in classi sociali. Il segretario provinciale della Fiom di Modena ha espresso forte dissenso verso le parole del presidente in riferimento ai delegati sindacali e sostiene che il discorso traccia un solco che è difficile colmare. Un’analisi come delegati Fiom della Ferrari, ci ha portato alla sintesi che il discorso di Montezemolo è il frutto di una lotta al vertice fra dirigenti di azienda e che il significato possa essere quello dell’avvicinamento alle posizioni di Marchionne su tutta la linea, per non rimanere tagliato fuori dal comando dell’azienda del gruppo Fiat. Ringraziamo comunque Luca Cordero di Montezemolo perché ha ribadito che il terzo polo di centro, di cui è uno dei massimi promotori, è un’opzione politica da cui i lavoratori dovranno tenersi alla larga come dalla peste. * Rsu Fiom Ferrari
15 ottobre 2010 15 ottobre 2010
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