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La battaglia di Oaxaca (Messico) PDF Stampa E-mail
America Latina
Scritto da Ruben Rivera   
Lunedì 06 Novembre 2006 11:51

La rivolta di Oaxaca sta assumendo sempre più dei connotati insurrezionali. Le masse hanno respinto la polizia che cercava di entrare nella città universitaria, come spiega l’articolo che pubblichiamo di seguito, e ieri, domenica 5 novembre è stata protagonista di una manifestazione enorme per le strade della città.


Si calcola che circa un milione di persone, giunte anche da tutto il resto del Messico, abbiano partecipato al corteo. Le foto che pubblichiamo sono più eloquenti di ogni parola. Numerosi gli slogan contro il governatore dello stato, Ulises Ruiz, e contro l’esercito, come “Oaxaca non è una caserma, fuori l’esercito dalla città”.

Viviamo momenti decisivi per la rivoluzione messicana. È necessario discutere dell’esperienza di Oaxaca in ogni luogo di lavoro e di studio e sviluppare iniziative di solidarietà con l’Appo e gli insorti.

La loro lotta è la nostra lotta.

6 novembre 2006 

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La battaglia di Oaxaca 

(articolo pubblicato dalla redazione del Militante - Messico)

Al quinto giorno di occupazione militare, a Oaxaca la borghesia ha lanciato i suoi sgherri, armati di lacrimogeni, idranti, ecc… all’assalto del bastione della resistenza, la città universitaria, punto da cui il movimento, tramite Radio Universidad, tiene informata la popolazione.

oaxaca1 Sarebbero stati certamente sufficienti 1500 soldati armati di tutto puntoi e appoggiati dall’uso di elicotteri per affrontare un pugno di rivoltosi, ma nel caso del movimento diretto dalla Appo (Assemblee popolare dei popoli di Oaxaca) si tratta invece di un intero popolo in rivolta stanco di inganni e vessazioni. Migliaia di lavoratori con armi di fortuna hanno costretto i poliziotti a preoccuparsi di come uscire dall’accerchiamento piuttosto che a come procedere per occupare la città universitaria. Le masse hanno dato una sonora lezione all’esercito che, camuffato da Polizia Federale, ha potuto solo scappare, come già gli capitò affrontando gli eroici operai di Lázaro Cardenas Michoacán.

La Appo ha immediatamente rilanciato l’offensiva proponendo alla popolazione delle sette regioni di Oaxaca di concentrarsi domenica 5 in città. Una proposta assolutamente corretta e da appoggiare con azioni a livello nazionale e internazionale, come abbiamo già sostenuto in altri articoli del Militante. In tutto il paese si stanno organizzando grandi o piccoli gruppi di lavoratori, contadini, e studenti che vogliono prendere parte alla battaglia.

Se le barricate hanno svolto un ruolo importante, oggi la lotta deve andare oltre, bisogna preparare l’offensiva affinché la  PFP si ritiri da Oaxaca e governo e governatore comprendano che chi comanda è il popolo insorto, nel caso di Oaxaca diretto dalla Appo, rappresentante un potere alternativo che, pur tra successi e sconfitte, è in ogni caso molto più democratico di qualunque parlamento borghese.

oaxaca2Oggi i dirigenti del movimento hanno un unico privilegio, quello di restare in prima linea e di provvedere alle necessità della lotta, perché in caso contrario la base sabbe costretta a trovarsene altri. Dopo l’umiliazione subita ieri dall’esercito bisogna prepararsi; gli accessi alla città sono bloccati, l’esercito controlla tutte le strade e arresta chi osi unirsi agli insorti, mentre le masse da parte loro cercano - e trovano – altre vie per arrivare ad appoggiare i propri compagni. Sono necessarie organizzazione e disciplina per evitare di facilitare il compito alle forze repressive dello Stato e per raggiungere la predominanza di forze necessaria per vincere definitivamente questa battaglia.

C’è chi dice come il grande sconfitto della battaglia del 2 novembre sia Vicente Fox, ma ciò non è vero, a mala pena questo povero diavolo comprende quello che sta accadendo. Potremmo dire che il primo atto di governo di Calderón, che equivale alla sua prima sconfitta, è stato il tentativo di conquista di Oaxaca, mentre la lotta di Oaxaca rappresenta oggi la punta di lancia per abbattere lo stesso Calderón che, vittorioso solo tramite la frode, è costretto ad appoggiarsi alla sola forza della repressione.

La sconfitta che dovrà subire ad Oaxaca sarà solo il primo passo per un movimento che gli impedisca la presa formale del potere.Gloria al popolo coraggioso che si ribella al giogo del sistema!

Viva la rivoluzione messicana!

Creare una, due, tre Oaxaca!

Uniamoci all’insurrezione di Oaxaca e a quelle che verranno!

 

3 novembre 2006

 
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