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America Latina
Scritto da la redazione del Militante   
Mercoledì 19 Luglio 2006 13:27

Un milione e mezzo di persone in piazza contro la frode elettorale

Dal sito In defence of Marxism

 

Un milione e mezzo di persone, secondo gli organizzatori, sono scese in piazza sabato 16 luglio per protestare contro i brogli elettorali che ci sono stati alle elezioni presidenziali del 2 luglio. Questo è stato il culmine di una protesta organizzata in tutto il Paese dal candidato del PRD Andres Manuel Lopez Obrador (AMLO), per chiedere un nuovo conteggio “voto per voto, seggio per seggio”.

Anche secondo la polizia federale messicana, che ha parlato di un milione e 100.000 partecipanti questa è stata una delle più grandi manifestazioni di sempre in Messico. Il percorso andava dal Museo Nazionale di Antropologia fino all’imponente Piazza dello Zocalo; questa era già piena, addirittura prima che la manifestazione cominciasse, e centinaia di migliaia di persone non hanno potuto entrarvi. Molti erano arrivati dalle loro regioni -in autobus, con l’automobile, in camion – partendo mercoledì verso la capitale. Lo stato d’animo era molto battagliero con slogan come “se ci tocca Calderon ci sarà la rivoluzione”. AMLO ha detto che questo è stato solo l’inizio di una campagna di resistenza civile di massa che potrebbe comportare l’organizzazione di presidi permanenti davanti ad ognuno delle sedi dei 300 distretti elettorali del Paese, la creazione di un comitato nazionale per coordinare le mobilitazioni e la convocazione di una nuova marcia nazionale il 30 luglio, con l’obiettivo una partecipazione raddoppiata rispetto alla manifestazione di sabato.mexico17072

La determinazione delle masse di lavoratori e contadini è riassunta da alcune dichiarazioni riportate dai mass media. “La gente è proprio arrabbiata. Non abbiamo intenzione di andare a casa, ma di tenere duro fino a quando non sarà proclamato presidente” afferma Francisco Benavides, un contadino. Un’ anziana signora ha detto “Siamo stanchi dei ricchi che fanno quello che vogliono e rubano ai poveri; non permetteremo che ci rubino anche queste elezioni”.

La manifestazione del 16 rappresenta un avvenimento importante nella battaglia contro la frode elettorale. La lotta non può essere vinta solo con mezzi legali, ma con mobilitazioni massicce nelle strade, includendo la convocazione di uno sciopero generale di 24 ore da portare a termine.

Se, come Obrador ha detto, “un piccolo gruppo di persone privilegiate” ha ribaltato il risultato delle elezioni “ con l’inganno e con il denaro”, questi possono essere sconfitti solo attraverso un’azione unita delle masse di contadini e lavoratori che hanno votato PRD.mexico1707

Il problema che la classe dominante messicana deve affrontare è che le condizioni attuali sono le peggiori per portare avanti il programma di cui ha bisogno. Se il precedente governo del PAN (Partito di Azione Nazionale, di destra) guidato da Vicente Fox non ha saputo portare avanti una sola delle controriforme di cui aveva bisogno (privatizzazione del petrolio e dell’energia elettrica, distruzione del sistema pensionistico e riforma della legge sul lavoro) a causa di una massiccia opposizione, un governo di Calderon, da molti ritenuto illegittimo, sarà ancora meno capace di portare avanti queste riforme.

La borghesia ha una grande paura che Obrador vada al potere, e la ragione è precisamente quella che abbiamo potuto vedere il 16 luglio e le due settimane precedenti: le masse di lavoratori e contadini che sostengono Lopez Obrador lo fanno perché vogliono cambiamenti radicali nelle proprie condizioni di vita, e se Lopez Obrador va al potere con una tale ondata di rabbia e aspettativa dietro di sé, subirà un’enorme pressione dalla base. Il movimento potrebbe andare ben al di là delle intenzioni di AMLO.mexico17073

La crisi del capitalismo messicano ha creato una situazione tale per cui qualunque cosa farà la classe dominante, sbaglierà. Proveranno a prolungare la crisi attuale, ritardando la decisione del tribunale, cercando di stancare il movimento evitando di prendere una decisione prima della fine di agosto. Potrebbero anche riuscire nei propri intenti. Ma quello che si è aperto in Messico è un periodo di scontro di classe aperto, uno in cui le masse di lavoratori e contadini impareranno lezioni preziose e riscopriranno le proprie tradizioni rivoluzionarie.

 

17 luglio 2006.

 
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