logo

Sostienici

Prossime iniziative

NO DEBITO!

La rivoluzione araba

 

 

I nostri libri

 

Libreria Marxista

Mailing list

Iscriviti alla nostra mailing list

Addio Giampiero

giampiero_small

Sicilia - Se l’alleanza è ad ogni costo PDF Stampa E-mail
Politica Italiana
Scritto da Fabrizio Crescenti   
Martedì 11 Marzo 2008 05:00

Le elezioni regionali in Sicilia, previste in contemporanea alle politiche, si svolgeranno all’insegna di un’aspra conflittualità fra gli schieramenti ed all’interno di essi. Il centro-destra ha risentito pesantemente della vicenda riguardante le dimissioni di Cuffaro. Lo scontro tra Udc e Forza italia, nella persona del presidente dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), Miccichè, è stato all’arma bianca e se si è trovato un accordo sul nome di Lombardo è solo a causa dell’importanza del voto in Sicilia per il parlamento nazionale. Tale conflitto riemergerà inevitabilmente già il 15 aprile.

Nel campo opposto, l’arroganza di Anna Finocchiaro, che ha definito inutile un voto che non sia dato al Pd o a Berlusconi, avrebbe dovuto rappresentare una provocazione inaccettabile per il Prc. Invece, a parte qualche timida protesta, si è andati avanti nell’alleanza col partito di Veltroni.

I dirigenti del Prc regionale difatti si muovono all’interno di una linea arrendevole nei confronti del Pd, di cui subiscono ogni decisione, difesa anche nel Comitato politico regionale del 24 febbraio scorso. Il segretario regionale, compagno Rappa, ha magnificato il suo successo personale nel guadagnare alla causa della Sinistra Arcobaleno Rita Borsellino, capolista in tre provincie e indicata come vice presidente dell’Assemblea regionale qualora il centrosinistra dovesse vincere le elezioni regionali. Ha inoltre ribadito che il processo di unità a sinistra è un obiettivo strategico irrevocabile, che guarda oltre le elezioni e che in Sicilia si trova, rispetto ad altre regioni, in una fase avanzata.

Attenzione particolare merita la situazione di Messina, dove si vota, oltre che per le provinciali come nel resto della Sicilia, anche per il rinnovo del consiglio comunale. L’auto-ricandidato sindaco Genovese – segretario regionale Pd – non è ben visto da un ampio settore di militanti (maggioritario tra i Giovai comunisti) che chiede al partito di praticare una scelta che si ponga in contrapposizione ad uno dei personaggi più potenti della città. La mancata decisione viene giustificata con lo scenario politico che è in costante evoluzione oppure con il fatto che la sinistra è tutt’altro che unita; nella sostanza non si vuole affrontare una discussione che ponga al centro la natura di classe del Pd. Questo attendismo sta generando frustrazione e delusione tra quegli attivisti che sarebbero disposti ad affrontare una battaglia certamente difficile, ma che alla fine ci vedrebbe camminare a testa alta in una città dalle mille vertenze irrisolte.

Parte quindi male la campagna elettorale del Prc in Sicilia, tra mille incertezze e contraddizioni, con un partito che sparirà progressivamente dentro un indistinto contenitore colorato e che non riesce a scrollarsi di dosso lo schema, ormai superato e fallimentare, dell’Unione. Non si impara nulla dalle lezioni delle scorse elezioni regionali che già videro la presentazione del Prc in una lista unitaria (Uniti per la Sicilia) con cui si riuscì, per la prima volta nella nostra storia, a non fare eleggere nessun compagno all’Ars.

Non basta il nome della Borsellino, persona di indubbia moralità e buona fede, a nascondere la storia politica e gli interessi sociali dei personaggi con cui andiamo ad allearci, i Genovese, i Crisafulli, i tanti transfughi dalla destra, né a smentire le recenti dichiarazioni della Finocchiaro che si augura in caso di vittoria convergenze con l’opposizione su sanità, ambiente, spesa pubblica e infrastrutture. Non bastano le dimissioni di Cuffaro per sconfiggere il “cuffarismo”, il torbido intreccio di malaffare e clientelismo, che si annida in tutte le regioni del Sud governate dal Partito democratico. Non è rimanendo nella sostanza subalterni al centro che Rifondazione comunista e la sinistra nel suo insieme potranno uscire dalla crisi di consensi, di attivismo, di rappresentanza, nella rincorsa tanto frenetica quanto suicida di poltrone e di alleanze impossibili e innaturali, invece di collocarsi all’opposizione delle destre e del centro filopadronale veltroniano.

 
Joomla SEO powered by JoomSEF

PRC

Internazionale

Economia

Storia e Memoria


FalceMartello
Licenza Creative Commons