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| Palermo: solidarietà a Pietro Milazzo! |
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| Politica Italiana | |||
| Scritto da Enrico Galici (Componente Cpn di Rifondazione Comunista) | |||
| Venerdì 19 Dicembre 2008 04:30 | |||
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Venerdì 26 settembre 2008, è stato notificato un avviso orale del Questore di Palermo ai sensi dell'articolo 1 della legge 1423 del 27/12/56. a Pietro Milazzo, attivista sociale ed esponente dei movimenti politici e sindacalista della C.G.I.L. con cui lo si avvisa di “cambiare condotta, adeguare la stessa a norma di vita onesta e laboriosa e ad osservare le leggi”, intimandogli, di fatto, di porre fine al proprio percorso politico per non incorrere nel rischio di applicazione di misure cautelari riservate di norma ai sorvegliati speciali. Si tratta della legge che regolamenta le misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e sulla base della quale si riscontra una condotta socialmente pericolosa. Nel provvedimento si fa riferimento ai miei precedenti penali risalenti all'attività politica e sociale svolta negli anni '70 e per la quale ho subito due sole condanne passate in giudicato circa 30 anni fa. A quei fatti vengono associati anche i più recenti eventi e si cita, tra l'altro, il reato di violazione delle disposizioni su riunioni in luogo pubblico, relativo alla protesta durante il Festino a Luglio e per il quale sono ancora in corso le fasi preliminari del procedimento giudiziario. L'avviso orale precede l'emissione di un provvedimento di prevenzione ai sensi dell'art.3 della predetta legge, che è la sorveglianza speciale della pubblica sicurezza...insomma, il provvedimento che si applica ai mafiosi!||! Per una errata interpretazione giornalistica, dopo l’incontro della delegazione regionale della CGIL con il questore Marangoni si è diffusa la FALSA IMPRESSIONE che la vicenda iniziata con la notifica si fosse risolta o sgonfiata. Purtroppo NON E’ COSI’ Il Questore, pur avendo cercato di minimizzare la portata dell’atto, NON HA ACCETTATO la proposta di REVOCARE il provvedimento. Ciò significa che, trascorsi sessanta giorni dalla notifica dell’avviso orale, per tre anni di seguito il Questore potrà, a sua discrezione, decidere di deferire Pietro Milazzo al tribunale che si occupa delle misure di prevenzione. Pensiamo che se questo fatto passasse impunemente si determinerebbe un gravissimo precedente che contrarrebbe e condizionerebbe, pesantemente, l’agibilità di tutte/i.. La gravità di questo provvedimento è evidente: questo 'avvertimento' lede Pietro così come l'intera vita democratica nella nostra città. Lede Pietro perché tratta la sua personale storia di impegno politico e sociale alla stregua della carriera di un criminale. Lede tutti noi perché intacca la libertà di espressione e di dissenso, l'agibilità politica e il diritto di manifestare. In una città in cui la gestione della cosa pubblica è oramai palesemente articolata su diversi livelli di connivenza clientelare e criminale (e ne danno prova gli 'scandali' degli ultimi giorni), dove si progettano interventi speculativi finalizzati all'arricchimento di vecchi e nuovi comitati d'affari, ci appare paradossale e inquietante il tentativo di sanzionare un attivista sociale come se si trattasse di un soggetto altamente pericoloso, al punto da minacciare, sulla base di una valutazione di semplice “sospetto” la applicazione delle misure di sorveglianza che si rivolgono di solito a coloro che delinquono. Per questo denunciamo fermamente la natura intimidatoria del provvedimento a carico di Pietro e rivendichiamo al contempo la legittimità di un percorso politico collettivo svolto sempre alla luce del sole. Quanto sta accadendo non è una questione personale bensì è un atto politico che riguarda collettivamente tutti coloro che sono impegnati nelle lotte a difesa dei diritti dei più deboli e per la giustizia sociale.
18 dicembre 2008
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