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Acerra: a due anni dalla repressione del Pantano PDF Stampa E-mail
Politica Italiana
Scritto da Giovanni Piccolo   
Giovedì 21 Settembre 2006 11:48

Rilanciare la lotta fino alla vittoria!

Sono passati ormai due anni da quel 29 agosto 2004 e negli occhi di tutti i cittadini acerrani e dei manifestanti, accorsi allora da tutta la Campania e da tutta Italia, che scesero per le strade a manifestare, resteranno impressi i lacrimogeni urticanti tra i bambini, gli anziani e i disabili, le cariche ripetute e la brutalità delle forze dell’ordine.


Nella mattanza del Pantano però nacque e si concretizzò la coscienza, in tutta la cittadinanza, di come il diritto alla salute di un’intera comunità non valga il diritto di un pugno di imprenditori a far soldi sulla pelle della gente. A due anni da quello straordinario corteo di massa il movimento ha subito una battuta d’arresto. La lotta si è spostata esclusivamente su un terreno istituzionale senza coinvolgere la popolazione, le organizzazioni sindacali né il movimento studentesco e portando la mobilitazione su un binario morto.

Il 29 agosto è stato organizzato dal sindaco del Prc Marletta un concerto, in ricordo della mattanza del Pantano, cui hanno partecipato alcune migliaia di persone ancora disposte a battersi contro l’inceneritore, ma non è stata fatta nessuna proposta concreta su come rilanciare la lotta. Ancora una volta il Prc attraverso l’intervento del senatore Sodano ha proposto un percorso tutto istituzionale fatto di ricorsi al Tar e opposizione nella commissione ambiente del senato; intanto il cantiere dell’inceneritore continua a lavorare e a crescere di giorno in giorno. Se la lotta non si estende e rimane su questo terreno la combattività dimostrata dal popolo acerrano in questi anni verrà ancora una volta frustrata.

Abbiamo bisogno di un piano di azione capace costruire quei rapporti di forza che sono gli unici in grado di fermare la volontà degli speculatori e degli affaristi che vogliono fare profitti sulla nostra salute.

La voce del popolo di Acerra va portata in ogni scuola, in ogni fabbrica e in ogni posto di lavoro. La lotta contro l’inceneritore non è ancora persa e va rilanciata. In questi due anni abbiamo visto l’incapacità dei vari Catenacci, Bertolaso, Bassolino e di tutta l’Unione (compreso il Prc) di trovare una soluzione valida al problema rifiuti, abbiamo visto i vari scandali legati alla situazione dello smaltimento: ecoballe tossiche, discariche abusive, apertura di nuove e riapertura di vecchie discariche, e dulcis in fundo lo scandalo Pellino, un imprenditore colluso con la camorra, che ha fatto milioni di profitti costruendo case con rifiuti tossici (vedi alla voce “riciclo”) con l’aiuto del governo, nel silenzio delle “forze dell’ordine”. Negli ultimi mesi abbiamo visto continue proteste in Campania (S. Maria la Fossa, Ariano Irpino, Caivano, Aversa, ecc.) e in tutta Italia (Brescia, Schio, Parma) contro discariche, cdr e inceneritori che ci dicono che Acerra non è sola!

L’unica lotta che si perde è quella che non si combatte!

Il problema dei rifiuti in Campania e in Italia è un problema legato al sistema capitalistico dove è un diritto arricchirsi con tutti i mezzi anche a scapito della salute della comunità. Non basta richiedere valutazioni di impatto ambientale, sostituzione dei vari commissari straordinari o anche il solo ritiro del piano regionale dei rifiuti.

Bisogna garantire un futuro degno a questa terra, stuprata da un pugno di capitalisti, e bisogna garantire una vita sicura alle comunità senza inquinamento e sfruttamento.

Malgrado da più parti e più volte, in primo luogo nel Prc, la lotta portata avanti in questi anni dal popolo acerrano sia stata lodata, non sembra che il governo Prodi abbia nessuna intenzione di opporsi all’inceneritore tanto voluto dal centrosinistra campano guidato da Antonio Bassolino, come confermano le recenti dichiarazioni del ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio che ha dichiarato in riferimento alla costruzione dell’ecomostro di Acerra “meglio un termovalorizzatore che la spazzatura abbandonata in strada”.

Rilanciamo ed estendiamo la lotta

Abbiamo bisogno di un piano d’ azione che parta da un coordinamento dei comitati in difesa della salute e dei territori (Tav, gassificatori, discariche, inceneritori ecc.) a partire dalla Campania fino al livello nazionale che coinvolga le organizzazioni sindacali e il movimento studentesco del territorio.

La lotta di Acerra non è morta, ma va organizzata con idee e obiettivi chiari e precisi:

- Ritiro del piano regionale dei rifiuti: l’attuale piano garantisce solo morte e malattie ai cittadini.

- No all’inceneritore: una tecnologia antiquata, ormai in disuso in tutto il mondo ma che è una macchina di soldi (per pochi) e di morte (per tanti… troppi).

- Un piano di raccolta differenziata che preveda un’adeguata rete di contenitori specifici per ogni tipologia di rifiuto, la raccolta casa per casa e che miri al riciclaggio totale.

- Nazionalizzazione dell’intero settore dei rifiuti: il fallimento della privatizzazione lo viviamo giorno dopo giorno, a caro prezzo sulla nostra pelle! Solo con la creazione di aziende municipalizzate e associate attraverso coordinamenti sotto il controllo democratico dei lavoratori e dei cittadini, con la garanzia della revocabilità delle cariche, potremo risolvere il problema.

Solo con un piano di azione capace di ridestare la volontà di partecipazione e capace di allargare la protesta coinvol-gendo il movimento operaio e quello ambientale potremo vincere, sconfiggendo affaristi e speculatori.

 

Settembre 2006. 

 

 
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