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| Lettera aperta al segretario del Prc Paolo Ferrero |
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| Scritto da FalceMartello | |
| Venerdì 16 Dicembre 2011 16:21 | |
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Siamo tutti d’accordo con la necessità di costruire la più ampia opposizione al governo, che peraltro ha appena varato una delle manovre economiche più classiste dei tempi recenti.
L’opposizione sociale stenta ad organizzarsi a causa del sostegno scandaloso da parte delle forze politiche del centro sinistra al governo. La Cgil, costretta a promuovere lo sciopero, balbetta la sua insoddisfazione per gli esiti della “trattativa” con il governo sulla modifica della manovra. Tutta la strategia del sindacato è improntata a non alimentare l’opposizione al fine di garantirsi equilibri politici più avanzati (un governo di centrosinistra) alle prossime elezioni politiche.
Esiste uno spazio enorme alla sinistra del partito unico del governo. In questo solco il nostro partito ha dato la sua adesione al comitato No debito che ha promosso la sua seconda assemblea nazionale a Roma il 17 dicembre 2011, dopo la prima riuscita iniziativa del 1 ottobre, nella quale tu stesso sei intervenuto. Perché abbiamo dato questa adesione? Ipotizziamo che il nostro sostegno sia determinato dai cinque punti rivendicativi alla base del comitato che possono rappresentare la leva per una riscossa del mondo del lavoro e di tutte le vertenze aperte contro la politica di rapina del capitale. Promuovere mobilitazione, mettersi a sostegno della autorganizzazione del conflitto. Le vertenze non mancano, e sono destinate ad aumentare, lo scontro promosso da Marchionne, gli effetti della crisi economica e degli attacchi del governo, per quanto possano provocare paure e disorientamento, creano le condizioni per l’esasperazione del conflitto sociale. È decisivo pertanto rivolgersi a quei settori di movimento che in contrapposizione al quadro politico istituzionale sono il terreno privilegiato della nostra proposta di costruzione dell’opposizione.
Ci sembra pertanto che questa iniziativa entri in diretto contrasto con quella del 17 e non solo per motivi organizzativi. Nelle tue conclusioni al nostro congresso nazionale hai ribadito l’importanza della partecipazione al percorso del comitato No debito. Eppure, a pochi giorni di distanza, nulla si fa per promuovere questa partecipazione e al contrario se ne organizza un’altra di segno completamente opposto. Noi chiediamo elezioni subito, quindi siamo per le dimissioni del Governo. Come è possibile proporre un patto di consultazione a forze politiche che hanno votato la fiducia a Monti e di ‘coordinarsi’ con uno dei due pilastri della maggioranza che sostiene il Governo stesso? Ci proponiamo di costruire l’opposizione o di prefigurare il nuovo quadro di alleanze per l’anno 2013? Inoltre, per quale ragione queste forze dovrebbero consultarsi con il nostro partito, dopo che hanno affossato il referendum per la legge proporzionale, che hanno affossato la volontà di 27 milioni di no alla privatizzazione dell’acqua. Cos’altro devono fare e dire queste forze per dimostrare la loro adesione al neoliberismo? Cos’altro aspettiamo noi a chiudere ogni confronto con questi “sinceri democratici”? D’altra parte Pd, Idv e Sel sono talmente saldamente attaccati ad una prospettiva di governo del paese da non temere un’erosione del loro consenso elettorale proprio perché noi non siamo una minaccia. Il patto di consultazione, ammesso che mai si realizzi, avrà l’unico effetto di non rendere credibile la nostra opposizione.
Noi non abbiamo dubbi: siamo nelle vertenze operaie e contro le burocrazie che le mandano alla deriva, siamo con chi tutela i beni pubblici e contro chi li vuole privatizzare, e per questo facciamo appello a te a sciogliere le riserve, abbandona ogni velleità di fronti democratici e schierati con nettezza con chi la crisi vuole farla pagare ai padroni a partire dal comitato No debito e dal percorso di opposizione e di mobilitazione avanzato nelle sue assemblee nazionali.
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Caro Segretario,