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La Resistenza, una rivoluzione mancata
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La Resistenza, una rivoluzione mancata?
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| Articolo 18: Una nuova speranza? |
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| Movimento operaio | |||||
| Scritto da Alessandro Villari | |||||
| Giovedì 01 Aprile 2010 04:39 | |||||
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La notizia di ieri è che il Capo dello Stato non ha firmato il disegno di legge 1167-B sulla riforma del processo del lavoro approvato dal Senato, rimandandolo così alle Camere per ulteriore discussione.
Tradotto: nessun problema sul contenuto della legge, solo, scrivetela meglio (non si sa mai che rimanga qualche margine per disapplicarla).Per tali motivi non comprendiamo l’esultanza del segretario del Prc, Paolo Ferrero, quando rivolge un “grande plauso a Napoletano che non ha firmato il ddl”. Che cosa succede adesso? Il testo di legge torna alle Camere per un riesame. Se le Camere approvano nuovamente la legge, anche nella stessa identica formulazione, il Presidente della Repubblica non può più negare la firma. Firma che peraltro senz’altro non negherà se – è il caso più probabile – il Parlamento farà delle modifiche di superficie per correggere i difetti formali pur lasciando totalmente invariato il contenuto. Insomma dal parlamento e dal Colle non ci possiamo aspettare nulla di buono. Quel che è più importante è che, in ogni caso, ci vorranno ancora alcuni mesi perché questa Morte Nera diventi operativa. C’è più tempo per mettere in piedi una mobilitazione nei luoghi di lavoro e nelle piazze, unico modo per fermare questa vera e propria controrivoluzione. Una nuova speranza può concretizzarsi solo attraverso lo sforzo di tutti gli attivisti di sinistra, nei sindacati e nella società, per fare (contro)informazione e organizzare una risposta efficace. Leggi anche:
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