FalceMartello n° 67 * 5-2-1992

Jugoslavia: primo bilancio di sei mesi di guerra

Sei mesi dopo i primi scontri tra l’esercito federale e quello sloveno la guerra civile è arrivata ad un’impasse che i mass-media chiamano pace.

di Michele Fabbri

La Cee e l’Onu, che da mesi tentano di ridurre l’instabilità nei Balcani, hanno preparato l’invio di 10mila caschi blu, ma da un mese tutto è congelato perché non si riesce a convincere i settori in conflitto. La tregua regge anche se ogni giorno ci sono violazioni e morti.

Nel frattempo aumenta la tensione nella Bosnia-Erzegovina dove la minoranza croata e la maggioranza musulmana hanno chiesto all’Onu il riconoscimento della loro repubblica separata dalla Jugoslavia. I serbi della Bosnia minacciano di prendere le armi se ciò accadrà. La Macedonia, che da due mesi ha approvato la secessione, costituisce un altro focolaio di tensione tra la Bulgaria e la Grecia che rivendicano parti del suo territorio.

Gli Usa, spalleggiati dalla Gran Bretagna, vorrebbero non riconoscere la secessione di nessun’altra repubblica e preferirebbero il controllo della Serbia su quello che resta della Jugoslavia. Questa posizione cinica che stabilisce due pesi e due misure a seconda degli interessi in gioco non può aiutare la pace; proprio il contrario.

Se i caschi blu arrivassero, il che non è scontato, si troverebbero in una situazione "libanese" e si dovrebbero limitare a prendere atto delle rispettive rotture della tregua tra croati e serbi. Cosa fare poi in Bosnia-Erzegovina, in Kosovo e Vojvodina dove le rispettive minoranze albanese, ungherese, romena, ruthena ecc. si sentono schiacciate dal nazionalismo serbo?

Il fallimento del regime burocratico in Jugoslavia ha portato indietro la storia politica di un secolo ma sulle basi economiche e sociali del 2000. Non è possibile costruire uno Stato su basi etniche e questo è particolarmente vero nei Balcani. Il capitalismo non è in grado di far girare in avanti la ruota della storia e a riprova di questo il nazionalismo rispunta anche nell’Europa Occidentale. Tutta qui la spiegazione del caos attuale nei Balcani.


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