La vertenza ambientale di Acerra si scontra con la dura realtà dello Stato borghese. Un corteo di 30.000 persone, una mobilitazione di massa in una città di meno di 50.000 abitanti, brutalmente caricato dalle forze dell’ordine. E la tensione si respirava già da qualche giorno, alimentata dalle continue provocazioni di polizia, carabinieri e guardia di finanza ma soprattutto dalle dichiarazioni del commissario straordinario Corrado Catenacci, della giunta regionale campana e del governo italiano. È dal ferragosto che Acerra è militarizzata con 1.800 agenti sul territorio, e da allora le ripetute proteste della popolazione sono state caricate, senza alcun riguardo nemmeno per le cariche istituzionali, visto che anche il senatore Sodano e il sindaco Marletta (entrambi del Prc) sono stati malmenati.
Il corteo di domenica si è snodato dal corso del paese fino a poco prima del
Pantano, la zona dove si vorrebbe costruire l’inceneritore, un corteo di massa
con grande partecipazione di lavoratori, disoccupati e gente comune. Un corteo
che cresceva tra le strade della città tappezzato di striscioni che chiedevano
di rifiutare i soldi degli speculatori e di difendere un futuro della
popolazione in particolare dei bambini:”la nostra salute e quella dei nostri
figli non si compra” era uno slogan ricorrente. Un corteo combattivo con un
incredibile appoggio popolare. Un intera città in piazza con coloro che non
erano al corteo ad applaudire dalle finestre o a distribuire acqua ai
manifestanti accaldati.
È sempre impressionante vedere la coscienza delle masse come si sviluppa in queste occasioni, di fronte all’ennesimo attacco al proprio territorio, dopo la Montefibre, dopo le discariche abusive, dopo anni e anni di amministrazioni compiacenti con lo scempio ambientale.
È dal piano Rastrelli del 1995 che è stata dichiarata guerra al territorio campano, un piano che prevedeva sette impianti di stoccaggio e due inceneritori. E nonostante la vittoria alle elezioni dell’Ulivo e di Rifondazione, il piano, cambiato soltanto nei parametri e nei riferimenti legislativi a causa del decreto Ronchi, non verrà cancellato da Bassolino, in virtù della “continuità istituzionale”.
Anzi, Bassolino farà di peggio. Commissiona lo studio alla Sogin, società che ha numerosi legami con l’esercito (il suo maggiore esponente è il generale Carlo Jean) e ha effettuato lo studio sulle scorie nucleari a Scanzano Ionico. Ad Acerra (scelta dalla FIBE come territorio sul quale costruire l’inceneritore) si forma il Comitato contro il termovalorizzatore, e cominciano le prime occupazioni della zona scelta per i lavori e della stazione ferroviaria.
La situazione ha una svolta quest’anno, di fronte alle tre emergenze rifiuti susseguitesi fra il settembre 2003 e il maggio 2004 in Campania. Poi c’è stato un fatto nuovo ad Acerra: la schiacciante vittoria di Espedito Marletta (PRC), da sempre distintosi nella lotta contro l’inceneritore. Questa politica ha portato Rifondazione al 17% alle comunali, e ad Acerra è frequente trovare striscioni inneggianti al sindaco.
Catenacci decide quindi di andare all’attacco, e già dalla fine di giugno si susseguono voci per cui c’è l’intenzione di “dare una lezione agli acerrani”. Si registrano movimenti delle forze dell’ordine per poi arrivare a questo ferragosto, in cui 1800 agenti arrivano ad Acerra e si accampano nel Pantano. Cominciano cortei spontanei, picchettaggi, quasi sempre caricati.
Si susseguono trattative su trattative, ma dall’altra parte non c’è mai stata la volontà di aprire un confronto. La verità è che alle istituzioni, siano di centrosinistra o di centrodestra, non interessa minimamente la salute delle popolazioni campane. Interessano le 294 lire al kg. di immondizia nell’inceneritore. Interessano gli appalti milionari per la costruzione dell’inceneritore. I tumori, secondo i dati dell’Asl Napoli 4 riportati da The Lancet (giornale medico americano molto autorevole) colpiscono molto di più che nel resto d’Italia. Ad esempio l’indice di mortalità ogni 100.000 abitanti per il cancro al fegato nel distretto sanitario di Acerra è del 35,9 (in Italia è del 14,0) per non parlare di tumori a vescica, sistema nervoso e prostata.
La lotta eroica ieri ha conosciuto un momento di mobilitazione molto intenso,
che però ha un grosso limite: la mancanza di una organizzazione fin nei minimi
dettagli. In una situazione in cui da giorni si sapeva che le forze dell’ordine
avrebbero attaccato era necessario organizzare un servizio d’ordine in tutto
il corteo, non basta appellarsi alla buona volontà, puntualmente essa si
infrange sotto il manganello e lo scudo della polizia italiana! Hanno stretto il
corteo alla testa, lanciando lacrimogeni anche dal cielo, su un corteo pacifico,
colorato e però al tempo stesso pieno di rabbia. Rabbia contro l’arroganza
dei padroni che continuano a devastare questa terra, rabbia contro le
istituzioni sorde alla loro voce.
Ma la partita che si gioca ad Acerra oltre a riguardare l’intera Campania, coinvolge anche altro. Da più di 30 anni Acerra è la punta del movimento dei disoccupati organizzati, da anni si susseguono lotte, spesso molto dure, e di certo questo avrà avuto un peso nella scelta della repressione spietata. Ma le cariche non hanno fermato le lotta. I lacrimogeni urticanti tra i bambini e gli anziani, le cariche ripetute, la brutalità della polizia non hanno fiaccato il morale dei manifestanti. Quei lacrimogeni tra la gente servivano, nell’idea delle forze dell’ordine e dei loro mandanti, anche a divedere il corteo ma non è stato così. Donne, giovani, anziani, lavoratori, tutti capivano da che parte stare. Dopo le cariche migliaia di persone sono rimaste nei pressi del cantiere inveendo contro la repressione e urlando slogan che incitavano a continuare la lotta. Pur non organizzati da nessuno i manifestanti hanno proseguito per le strade di Acerra in un corteo spontaneo a cui si univa le gente che usciva dai “bassi” che si è concluso a tarda notte con l’occupazione della autostrada Roma - Napoli per chiedere la liberazione dei 15 arrestati.
Siamo certi che questa lotta andrà avanti e che si rafforzerà dalla lezione del corteo del 29 Agosto ma la lotta deve fare un salto di qualità. In Campania ci sono altre vertenze sulla questione ambientale e dei rifiuti a partire da quella di Ariano Irpino. E’ necessario sviluppare una lotta unitaria organizzandola, con coordinamenti ampi, democratici, eleggibili e revocabili che sappiano dirigere la vertenza in stretto contatto con la popolazione, organizzando picchetti, assemblee, scioperi. Diffondendola, creando connessioni con le altre zone in lotta, paralizzando la regione si riuscirebbe a centrare l’obiettivo. Lottando all’interno delle organizzazioni sindacali per l’appoggio alla lotta e per la convocazione dello sciopero generale provinciale, visto che la CGIL mantiene un assordante silenzio mentre migliaia di lavoratori si mobilitano in difesa della propria vita.
Le proposte sorte dalla mobilitazione sono tutte corrette, come l’ovvia contrarietà all’inceneritore, la raccolta differenziata e il nuovo piano regionale per i rifiuti. Ma manca una cosa, forse la più necessaria: la nazionalizzazione di tutto il settore. La privatizzazione e il passaggio della gestione dei rifiuti ha portato al caos che oggi attraversa la Campania e molti consorzi sono in odore di camorra. Invece le aziende municipalizzate, coordinate a livello provinciale e regionale, sotto il controllo dei lavoratori e di tutti i cittadini, risolverebbero il problema. Chi meglio di un lavoratore sa cosa è meglio per il proprio territorio?
“L’unica lotta che si perde è quella che non si combatte!” è lo slogan di questi giorni ad Acerra. Ma per lottare bisogna armarsi di idee, di programmi e di organizzazione, altrimenti si aprirà la strada alla demoralizzazione. Invece c’è bisogno di andare avanti, di marciare compatti e organizzati.
Ad Acerra ci sono le migliori tradizioni del movimento operaio campano: dalla resistenza contro i fascisti alle lotte sociali e per il lavoro, anche per questo possiamo vincere ed una vittoria ora sarebbe un esempio da imitare per migliaia di giovani e di lavoratori!
30 agosto 2004
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